Tante domande e poche risposte, qual è il vero Napoli? Una stagione sospesa (come il caffè) tra orgoglio e rimpianti, la differenza dipende dall'Inter

Aprile 25, 2026 - 02:30
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Tante domande e poche risposte, qual è il vero Napoli? Una stagione sospesa (come il caffè) tra orgoglio e rimpianti, la differenza dipende dall'Inter

Il commento di Sandro Sabatini dopo la vittoria per 4-0 del Napoli sulla Cremonese che rimanda la festa dell'Inter

Nella città del “caffè sospeso”, una stagione sospesa tra orgoglio e rimpianto. Chi passa da Napoli può lasciare un giudizio, in eredità dal predecessore e offerto a chi arriva poi.


Tutti i giudizi sono gustosi e dal sapore inconfondibile: quello della mezza verità. Può essere amara e aspra: fallimento in Champions League, un campionato mai davvero in duello con l’Inter, troppi infortuni e nessun nuovo acquisto veramente all’altezza dello scudetto. Ma il giudizio si può anche addolcire da certe partite, tipo con la Cremonese. E non per il numero delle reti, che a un certo punto sembravano come le ciliegie di questi tempi: una tira l’altra. Con un cucchiaino zuccherato di tifo napoletano, il giudizio prende sia il gusto del realismo (ripetersi era sinceramente difficile) e anche della speranza (continuare su questa strada, che è giusta).



Giudicare il Napoli è difficile, anche senza ricorrere ai luoghi comuni, fin troppo comuni per non apparire anche un po’ troppo scontati. La città invita alla festa. L’ambiente si rilassa. In qualsiasi campo, non solo il calcio, Napoli concede il bis con orgoglio, ma mai immediatamente. Sarà anche così, ma sembrano parole, consuetudini e banalità, in offerta speciale dalla storia.


È difficile scrivere un commento con la serena certezza che non venga cancellato da una settimana all’altra. Tipo: contro la Lazio record negativo al “Maradona”, zero conclusioni in porta. Contro la Cremonese, un luna-park di tiri al bersaglio. Qual è il varo Napoli? La risposta alla domanda non riguarda solo questo campionato che ormai - finisca come finisca - sarà comunque in zona Champions League.

Le risposte attese si dirigono verso il futuro meno immediato, quello che, partendo dall’allenatore fino all’ultimo dei giocatori, obbliga a una raffica di sondaggi.


Conte resta: sì o no?

De Bruyne va tenuto: sì o no?

Alisson merita una maglia da titolare: sì o no?

Rrahmani sistema tutta la difesa: sì o no?

Hojlund è un 9 all’altezza dei migliori in Europa o almeno in Italia: sì o no?


Votate pure, non ci sarà unanimità dai tifosi, nè da Antonio Conte e neppure da Aurelio De Laurentiis.

Il giudizio resta sospeso, come il caffè per chi vuole approfittarne, anche perché qualsiasi giudizio si basa sul confronto con il rendimento delle squadre rivali. L’Inter attuale non la batte nessuno, quella dell’anno scorso si è battuta anche da sola. La conseguenza logica è che la differenza del Napoli è dipesa e/o dipende dall’Inter. Non sarà piacevole sentenziarlo per l’autostima pura, ma è così. Almeno per ora. Cioè in sospeso…



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Redazione Redazione Eventi e News