Tottenham, che squadra trova De Zerbi: mercato sbagliato, morale a terra e mancano i leader. Tutto (o quasi) da ricostruire

Aprile 4, 2026 - 22:30
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Tottenham, che squadra trova De Zerbi: mercato sbagliato, morale a terra e mancano i leader. Tutto (o quasi) da ricostruire

Gli Spurs si affidano al tecnico italiano per evitare la clamorosa retrocessione, ma quale squadra trova De Zerbi a Londra?

E' iniziata la missione di Roberto De Zerbi, forse la più difficile della sua carriera da allenatore: salvare e rilanciare il Tottenham.


Negli scorsi giorni il tecnico italiano è stato ufficializzato come successore di Igor Tudor sulla panchina degli Spurs, che hanno messo sul piatto un contratto di cinque anni con ingaggio da 12-14 milioni di euro - e un ricco bonus in caso di permanenza in Premier League - per convincerlo ad accettare l'arduo compito.


De Zerbi ha qualche giorno di tempo per preparare il ritorno in campo dei londinesi, complice lo stop della Premier League per fare spazio alla FA Cup l'esordio in panchina arriverà solo il 12 aprile in casa del Sunderland nella 32ª giornata di campionato, ma il lavoro da fare è veramente tanto.


Quella che eredita l'ex allenatore del Marsiglia d'altronde è una squadra da ricostruire quasi interamente, nel gioco ma anche e soprattutto sotto l'aspetto mentale, fragile per un'annata horror e condizionata da infortuni pesanti nell'economia della stagione. Ma quale Tottenham trova dunque De Zerbi?

MORALE A TERRA E GIOCO DA VELOCIZZARE

Partiamo proprio dall'aspetto mentale, perché quella che accoglie De Zerbi è una rosa con il morale letteralmente a terra. "Enjoy the ball", "Divertitevi" ha urlato con insistenza il tecnico italiano nel primo allenamento. Una seduta ad alta intensità che ha stupito in positivo i tifosi del Tottenham e non solo, anche i giocatori come evidenziato da alcuni media britannici hanno apprezzato la qualità del lavoro nel centro sportivo del club.


Motivare i giocatori il primo passo, senza però perdere il focus sulle questioni tecnico-tattiche. Lavoro specifico a uno o due tocchi, poi senza restrizioni concentrandosi soprattutto sul centrocampo, reparto che probabilmente più degli altri ha deluso e penalizzato gli Spurs finora. "Tanti club giocano uomo su uomo" ha spiegato De Zerbi ai giocatori, sottolineando l'importanza della qualità in palleggio della mediana per dettare il ritmo del gioco.




MANCANO I LEADER

De Zerbi alza fin da subito i giri e deve farlo anche per provare a spronare il gruppo e individuare quali saranno i suoi leader in campo. In una squadra che di leader emotivi e tecnici ne ha un bisogno disperato.


Nonostante la rosa sia praticamente la stessa che dieci mesi fa vinceva l'Europa League con Ange Postecoglou pur vivendo difficoltà in campionato, il Tottenham oggi sembra una squadra senza anima e fragile emotivamente, complici vari fattori.


Il crollo verticale di giocatori simbolo è una delle cause e Cristian Romero è l'esempio più lampante: sarebbe il capitano, ma spesso è più distruttivo che costruttivo nelle reazioni con i compagni ai goal subiti. E la coppia con Van de Ven non funziona.


La lunga assenza di Dejan Kulusevski e James Maddison non aiuta, quello che ne deriva è una squadra gioca a un'intensità molto bassa e che Romero e Van de Ven siano tra i quattro migliori marcatori della rosa oggi la dice lunga sulla fatica nel costruire azioni degne di nota.


La nota positiva è la buona lena di Mathys Tel e Archie Gray, che pur essendo tra i più giovani con i loro guizzi sembrano poter dare qualcosa in più e poter essere la fiamma con cui provare a riaccendere il fuoco.

SITUAZIONE INFORTUNI

Rivitalizzare il Tottenham non è una missione semplice per De Zerbi, a maggior ragione dando uno sguardo anche all'infermeria.


L'operazione alla spalla terrà Guglielmo Vicario fuori dai giochi almeno fino a fine aprile e così è d'obbligo il rilancio di quel Antonin Kinsky demolito in Champions League, sostituito da Tudor dopo 17' e gravi errori contro l'Atletico Madrid: un portiere da recuperare prima di tutto dal punto di vista della fiducia.


Ancora fuori la colonna Ben Davies così come Maddison e Odobert. Possibile i rientri in breve tempo di Rodrigo Bentancur e Mohammed Kudus e alla fine del mese quello di Kulusevski, da valutare Yves Bissouma.


Bisognerà poi far ritrovare la miglior condizione a quei giocatori da poco rientrati da problemi fisici, Lucas Bergvall e Destiny Udogie, e rimettere in ritmo chi come Dominic Solanke è stato frenato dagli infortuni nella prima parte della stagione.

MERCATO E ALLENATORI: IL PESO DI SCELTE SBAGLIATE

Una squadra, il Tottenham, che ha problemi sul campo dettati anche da una serie di scelte che tra mercato e panchina hanno lasciato scorie dal giorno uno.


Thomas Frank è stato cambiato probabilmente con ritardo e non senza decisioni incomprensibili da parte della società guidata dal football executive Johan Lange, come quella ad esempio di assumere Heitinga come primo assistente di Frank per poi esonerare entrambi due settimane più tardi.


Igor Tudor è stato ingaggiato per la sua capacità di subentrare bene a campionato in corso, come fatto lo scorso anno con la Juventus, ma la scelta aveva fatto storcere il naso fin da subito e i risultati non hanno fatto altro che confermare i dubbi. Quando Tudor è arrivato il Tottenham aveva 29 punti, ora ne ha 30. Un dato che da solo fotografa il disastro della gestione del tecnico croato, durata appena 44 giorni.


Non convincenti le mosse in panchina, ancor meno quelle relative ai giocatori: si può dire che gli Spurs abbiano sbagliato praticamente tutti gli acquisti. Perso un totem Heung-min Son in estate, servivano risposte forti. E invece chi è arrivato ha dato poco o nulla.


Xavi Simons e Kudus sono stati due acquisti flop, Randal Kolo Muani ha segnato un solo goal in Premier (4 in Champions League) e non ha dato quell'apporto a un attacco che vede Richarlison andare a corrente alternata e Solanke, dicevamo, frenato dagli infortuni. L'emergenza chiamava ulteriori ritocchi e invece sono arrivati solo Conor Gallagher dall'Atletico Madrid, diventato il giocatore con lo stipendio più alto in rosa, e il giovane terzino Souza dal Santos. Due mosse che non hanno sperato quanto sperato.


Il Tottenham si muove poco e male, meglio ha fatto il West Ham alle sue spalle che non a caso da una situazione che a dicembre sembrava oltre la disperazione si ritrova ora a un solo punto di distanza dagli Spurs.


Questo è il contesto in cui arriva De Zerbi, chiamato a una vera e propria impresa per risollevare il Tottenham ed evitare una retrocessione che sarebbe clamorosa per il valore del club, ma non per quanto ha detto il campo in questa stagione.

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Redazione Redazione Eventi e News