Trump dice che l’Iran ora vuole dialogare con lui

Il giorno dopo aver ordinato un attacco che ha ucciso l’ayatollah Ali Khamenei e precipitato il Medio Oriente in una nuova guerra, Donald Trump si è messo al telefono dal suo resort di Mar-a-Lago per parlare con Michael Scherer dell’Atlantic. Il presidente americano, si legge sul sito del magazine, sostiene che i nuovi vertici iraniani vogliono riaprire il negoziato con gli Stati Uniti– e che lui è pronto a farlo. «Vogliono parlare e io ho accettato di parlare, quindi parlerò con loro. Avrebbero dovuto farlo prima. Avrebbero dovuto concedere prima ciò che era molto pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo», avrebbe detto Trump in una telefonata poco prima delle 9:30 del mattino.
Alla domanda se il colloquio con gli iraniani sarebbe avvenuto domenica o lunedì, il presidente ha risposto: «Non saprei dirtelo». Trump ha aggiunto che molti degli interlocutori coinvolti nei negoziati delle ultime settimane «non sono più vivi». Le sue parole riportate dall’Atlantic suonano beffarde come sempre: «La maggior parte di quelle persone non c’è più, perché c’è stato un grande – ma davvero grande attacco. Si sarebbero dovuto muovere prima, Michael. Avremmo potuto raggiungere un accordo, ma si sarebbero dovuti muovere prima. Sono stati ingenui».
Nelle ore precedenti, in un video diffuso sui social, Trump aveva invitato apertamente la popolazione iraniana a ribellarsi al regime una volta conclusa la campagna di bombardamenti. «Ora avete un presidente che vi dà esattamente ciò che volete», dice Trump in quel video. «Ora sta a voi fare un passo in avanti. È venuto per voi il momento di prendere il controllo del vostro destino e liberare il futuro prospero e glorioso che avete a portata di mano».
A Scherer che gli chiedeva se fosse disposto a prolungare i bombardamenti per sostenere un’eventuale insurrezione popolare, Trump ha risposto in modo evasivo: «Devo tenere d’occhio la situazione e l’evoluzione degli eventi, Michael. Non posso risponderti su questo punto», si legge sull’Atlantic.
Il presidente si è però detto convinto che una rivolta degli iraniani stia arrivando, citando segnali di celebrazioni nelle strade iraniane e raduni favorevoli al cambio di regime tra gli espatriati a New York e Los Angeles. «Sta per accadere. Puoi già intravederlo, e penso che stia per succedere. Moltissime persone sono molto felici in Iran, a Los Angeles e in molti altri posti». Ma, come nota Scherer nel suo articolo, accanto alle manifestazioni in favore di un regime change si sono svolte anche proteste contro i bombardamenti di Stati Uniti e Israele.
Poi aggiunge un dettaglio temporale che aiuta a mettere il prospettiva le parole di Trump. Subito dopo la conversazione telefonica con il presidente, scrive il giornalista dell’Atlantic, l’esercito americano ha annunciato la morte di tre soldati nel corso delle operazioni militari e altri cinque sono stati gravemente feriti. «Trump mi ha detto che si aspetta che l’attacco all’Iran non comprometta la situaizone dei Repubblicani in un anno elettorale, in vista del voto per le midterm di novembre. Scherer riporta un altro pezzo della conversazione che spiega quanto tutto quanto, per Trump, sia orientato a far sembrare la sua amministrazione più solida e in salute di quanto non sia: «Abbiamo la migliore situazione economica di sempre», ha detto Trump durante l’intervista. «La notizia non si è diffusa perché persone come te non ne parlano adeguatamente. Ma l’economia è pronta a schizzare alle stelle. E in molti casi lo è già».
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