Varese il docu-film “Kurdbûn – Essere curdo” con intervento del regista Fariborz Kamkari

Mar 14, 2026 - 06:00
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Varese il docu-film “Kurdbûn – Essere curdo” con intervento del regista Fariborz Kamkari
Generico 09 Mar 2026

Sabato 21 marzo, alle 21:00, la Sala Montanari di Varese ospita la proiezione del docu-film Kurdbûn – Essere curdo, promosso dall’associazione Le Vie dei Venti. Un’occasione per approfondire una delle questioni più complesse e drammatiche del Medio Oriente contemporaneo, attraverso un lavoro cinematografico che intreccia testimonianza, memoria e identità. Durante la serata interverrà in videoconferenza il regista Fariborz Kamkari.

Un film sull’identità curda di oggi

Il documentario racconta l’identità curda, mettendo in relazione le condizioni vissute da questo popolo: da una parte i curdi che nei territori mediorientali continuano a vivere come minoranze perseguitate e coinvolte nei conflitti, dall’altra i curdi che in Europa sperimentano percorsi di integrazione, pur mantenendo un forte legame con la propria storia e la propria cultura.

Il film prova così a seguire un filo comune che unisce esperienze geograficamente lontane, ma segnate dalla stessa appartenenza. I curdi: il più grande popolo al mondo privo di uno Stato, che vive diviso tra quattro Paesi dove subiscono discriminazioni e persecuzioni per ragioni etniche o religiose.

Le immagini dall’assedio di Cizre

Al centro del docu-film ci sono materiali di repertorio girati da una troupe televisiva curda di Istanbul tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, durante l’assedio della città di Cizre, nel sud-est della Turchia, area a maggioranza curda. Si tratta di immagini raccolte in condizioni estreme, nel pieno di un’offensiva militare che ha colpito duramente la popolazione civile.

La giornalista curda Berfin Kar e il suo cameraman, giunti a Cizre per un reportage ordinario, si sono trovati improvvisamente intrappolati in un assedio non annunciato. Per 79 giorni hanno documentato l’ingresso dei carri armati dell’esercito turco, i bombardamenti sistematici, la morte di civili, la resistenza degli abitanti e le forme quotidiane di sopravvivenza e resilienza messe in campo dalla comunità locale.

A partire da quei reportage, quattro artisti curdi hanno lavorato alla costruzione del documentario: tra loro il regista Fariborz Kamkari, insieme a un produttore, un montatore e una musicista. Il risultato è un’opera che mette insieme materiale documentario e riflessione culturale, con l’intento di restituire uno sguardo diretto su una vicenda spesso rimasta ai margini del racconto pubblico internazionale.

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