Venerdì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste
ALL’INGRESSO
Con Cristo sono stato crocifisso
e non sono più io che vivo,
ma Cristo vive in me.
Vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Donaci, o Padre, di imitare la santa vergine Marcellina nell’attenzione assidua alla voce del tuo Verbo, e accresci in noi il desiderio vigile della venuta di Cristo Signore, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
LETTURA Gdc 16, 22-31
Lettura del libro dei Giudici
In quei giorni. La capigliatura che avevano rasata a Sansone cominciava a ricrescergli. Ora i prìncipi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrificio a Dagon, loro dio, e per far festa. Dicevano: «Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico». Quando la gente lo vide, cominciarono a lodare il loro dio e a dire: «Il nostro dio ci ha messo nelle mani il nostro nemico, che devastava la nostra terra e moltiplicava i nostri caduti». Nella gioia del loro cuore dissero: «Chiamate Sansone perché ci faccia divertire!». Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise a far giochi alla loro presenza. Poi lo fecero stare fra le colonne. Sansone disse al servo che lo teneva per la mano: «Lasciami toccare le colonne sulle quali posa il tempio, perché possa appoggiarmi ad esse». Ora il tempio era pieno di uomini e di donne; vi erano tutti i prìncipi dei Filistei e sul terrazzo circa tremila persone fra uomini e donne, che stavano a guardare, mentre Sansone faceva i giochi. Allora Sansone invocò il Signore dicendo: «Signore Dio, ricòrdati di me! Dammi forza ancora per questa volta soltanto, o Dio, e in un colpo solo mi vendicherò dei Filistei per i miei due occhi!». Sansone palpò le due colonne di mezzo, sulle quali posava il tempio; si appoggiò ad esse, all’una con la destra e all’altra con la sinistra. Sansone disse: «Che io muoia insieme con i Filistei!». Si curvò con tutta la forza e il tempio rovinò addosso ai prìncipi e a tutta la gente che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita. Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono via; risalirono e lo seppellirono fra Sorea ed Estaòl, nel sepolcro di Manòach suo padre. Egli era stato giudice d’Israele per venti anni.
SALMO Sal 19 (20)
Il Signore dà vittoria al suo consacrato.
Ti risponda il Signore nel giorno dell’angoscia,
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Ti conceda ciò che il tuo cuore desidera,
adempia ogni tuo progetto. R
Esulteremo per la tua vittoria,
nel nome del nostro Dio alzeremo i nostri vessilli:
adempia il Signore tutte le tue richieste. R
Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato;
gli risponde dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra. R
VANGELO Lc 10, 1b-7a
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».
DOPO IL VANGELO
Cristo è tutto per noi:
se hai una ferita da curare, egli è medico;
se la febbre ti brucia, è acqua che ti rinfresca;
se cerchi il cibo, egli è pane di vita: Cristo è tutto per noi.
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Associa, o Dio, la tua Chiesa all’inno di lode che le sante vergini in cielo lietamente ti cantano; in questa fulgida schiera noi oggi contempliamo con affetto singolare santa Marcellina, mentre il nostro cuore anticipa nella speranza la gioia del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore. Amen
SUI DONI
Guarda, Dio misericordioso, questi tuoi figli radunati intorno all’altare, dove ogni giorno si offre per noi la vittima santa; tu che hai unito a questo sacrificio la donazione verginale di santa Marcellina, gradisci il nostro impegno di fedeltà e di interiore dedizione.
Per Cristo nostro Signore. Amen
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. È fonte di letizia per noi rinnovare il ricordo della beata Marcellina, affettuosa sorella e dolce conforto di Ambrogio e di Satiro. Come vergine prudente scelse di amare con cuore indiviso l’immacolato tuo Figlio, ispiratore e corona di ogni proposito verginale, e a lui si dedicò con cuore di sposa, per celebrarne con voce nuova la sovrumana bellezza nel coro della tua Chiesa. Anche noi ci uniamo oggi a questo canto festoso insieme con tutti gli angeli e i santi, ed eleviamo a te, Padre, l’inno di lode: Santo…
ALLO SPEZZARE DEL PANE
Ponimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe sono vampe di fuoco,
una fiamma divina!
ALLA COMUNIONE
Appena tu cominci a cercarlo,
Cristo ti è già vicino.
Non può sottrarsi a chi lo desidera,
lui che si è manifestato a chi non lo attendeva;
poiché Cristo è amore.
DOPO LA COMUNIONE
I vincoli tenaci del tuo amore, o Padre, trattengano in noi Cristo per sempre; donaci di trovare ogni nostro bene in lui, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen
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