Abercrombie & Fitch, vendite “record” a 5,3 mld $ nel 2025 ma preoccupa il 2026
Abercrombie & Fitch conclude il 2025 registrando il tredicesimo trimestre consecutivo di crescita. Il fatturato “record” dell’ultimo esercizio fiscale è stato pari 5,3 miliardi di dollari (circa 4,5 miliardi di euro), in aumento del 6% rispetto all’anno precedente, mentre nel quarto trimestre, terminato il 31 gennaio, il player ha riportato vendite nette pari 1,6 miliardi di dollari, in crescita del 5 per cento.
Tuttavia, le azioni del gruppo hanno registrato un forte calo in Borsa ieri dopo che il retailer ha riportato risultati trimestrali migliori del previsto, ma allo stesso tempo ha paventato un impatto tariffario maggiore e un rallentamento nella crescita delle vendite nell’anno fiscale in corso. Ad oggi le azioni del brand sono in calo di 1,89 punti base (-2,24 per cento).
Tornando ai risultati, l’utile operativo del gruppo americano ha toccato quota 236 milioni di dollari (-7,8%), con un margine del 14,1%, e l’utile per azione diluita è salito a 3,68 dollari, superando i 3,57 dollari dell’anno precedente. Il margine operativo si è attestato al 13,3%, mantenendo un risultato a doppia cifra per il terzo anno consecutivo, mentre l’utile per azione diluita è stato di 10,46 dollari. A trainare la performance il marchio Hollister, con un incremento del 15% e vendite in impennata a 2,7 miliardi di dollari nel full year (e 863 milioni nel Q4), rafforzando la sua posizione tra la Gen Z e i giovani Millennials. Al contrario, il marchio Abercrombie ha registrato una flessione dell’1% per 2,5 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale (e 806 milioni nel trimestre), in un contesto di consolidamento nel segmento premium casual.
La performance positiva delle vendite si è riflessa anche nella crescita dei ricavi per area geografica, distribuite principalmente nelle Americhe, che hanno rappresentato di gran lunga il mercato più impattante con 4,3 miliardi di dollari di vendite annuali, in crescita del 7 per cento. Seguono l’area Emea (+6%) con circa 818 milioni di dollari, mentre la regione Apac (+5%) ha contribuito con circa 158 milioni di dollari.
E ancora, la generazione di cassa operativa, pari a 619 milioni di dollari, ha sostenuto un programma di riacquisto di azioni da 450 milioni di dollari, equivalente a 5,4 milioni di azioni, ovvero l’11% delle azioni in circolazione all’inizio dell’esercizio, a testimonianza della strategia di creazione di valore per gli azionisti.
Infine, in base ai risultati, il gruppo a stelle e strisce prevede per il 2026 una crescita delle vendite nette compresa tra il 3% e il 5%, un margine operativo tra il 12% e il 12,5%, e un utile per azione diluita tra 10,2 e 11 dollari. “Siamo entrati nell’anno fiscale 2026 con una solida base, includendo due marchi di rilevanza globale, un modello operativo collaudato e un bilancio robusto, tutto gestito da un team di alto livello” ha commentato in una nota la CEO Fran Horowitz. “I nostri obiettivi per il 2026 sono crescere nelle vendite nette, garantire un altro anno di margini operativi a doppia cifra e aumentare l’utile per azione, il tutto mentre facciamo investimenti strategici che alimenteranno la nostra ambizione globale a lungo termine. «Guardando all’anno fiscale 2025, sono fiera dei nostri risultati”.
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