La guerra nel Golfo Persico cambia passo: ora anche le navi mercantili sono target militari

Mar 13, 2026 - 03:30
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La guerra nel Golfo Persico cambia passo: ora anche le navi mercantili sono target militari

Mentre dalla Casa Bianca arrivano proclami di vittoria e la narrazione trumpiana agita come trofei di guerra la distruzione di navi, porti e altre infrastrutture militari irachene per confermare “agli urbi e agli orbi” - parafrasando il grande Andrea Camilleri - la sconfitta militare dell’Iran, agenzie stampa mediorientali, invece, rilanciano notizie che sembrano discostarsi molto dalla narrazione trionfalistica che ci arriva da oltre oceano. Una nave portacontainer è stata attaccata al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti attraverso un ordigno, la cui natura resta ancora sconosciuta, che ha causato un incendio a bordo questa mattina. La stessa notizia qualche minuto fa è stata ripresa e rilanciata anche dal UKMTO (United Kingdome Maritime Trade Operation).

Segnaliamo per dovere di cronaca che, quello avvenuto alle prime ore del mattino odierno, costituisce il sesto attacco messo a segno in due giorni contro unità mercantili in transito nelle acque dello Stretto di Hormuz (Golfo Persico) mentre, allo stesso tempo, l'Iran ha intensificato i suoi attacchi mirati verso navi petroliere, general cargo e di forniture energetiche (gasiere e chimichiere) in tutta la regione del Golfo.

L'attacco odierno risulta essere stato effettuato a circa 35 miglia nautiche a Nord di Jebel Ali, una importante città portuale vicino a Dubai. Le unità navali intervenute a prestare soccorso all’unità colpita hanno dichiarato che, da una prima rapida valutazione dei danni, sono stati colpiti gli impianti elettrici di bordo (la nave era al buio) ma che tutto l'equipaggio, fortunatamente, non ha riportato danni fisici.

Sempre per tenere alta l’attenzione a Hormuz, durante la notte sono state colpite altre due petroliere, che sono state lasciate in fiamme nelle acque irachene dopo un attacco compiuto da forze iraniane e, in questo caso, almeno un marittimo dei 38 membri dell'equipaggio tratti in salvo è rimasto colpito a morte.

Proprio ieri, da queste colonne, riportavamo che i rischi per gli equipaggi imbarcati sui mercantili che operano in quei teatri di guerra è diventato insostenibile; auspichiamo che le autorità internazionali che vigilano sulla sicurezza della navigazione, con l’IMO in testa, aumentino i toni delle denunce e si facciano sentire con maggiore insistenza per sostenere le ragioni d’imporre un blocco delle operazioni militari; almeno quelle che mettono a repentaglio la vita dei marittimi che, ricordiamolo con forza, non hanno nessuna colpa.

Le due petroliere colpite e incendiate nelle acque irachene alle prime ore del mattino odierno tratteggiano, confermandolo, il vero volto della concreta minaccia dell'Iran rivolta al mondo, che dovrebbe prepararsi a vedere il prezzo del petrolio raggiungere i 200 dollari al barile.

Siamo ben consapevoli dell’importanza dei rifornimenti energetici e capiamo tutti il significato delle sue interruzioni e i negativi conseguenti riflessi sulle economie globali; come cittadini, giornalmente, osserviamo i risultati di questa assurda guerra, scatenata dal tragico asse israelo-americano nel bel mezzo di una trattativa diplomatica che si svolgeva a Ginevra e che poteva essere risolutoria.

Oggi il mondo si trova smarrito, incapace financo di pronunciare con la necessaria fermezza la lenta agonia (prossima alla morte) del diritto internazionale; la perdita di qualsiasi certezza nella quotidiana trattazione delle controversie internazionali che vede soltanto la guerra come unica e risolutiva soluzione, condanna l’umanità intera, relegandola in un recinto oscuro, dove non penetra la luce della ragione.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia