Alla Fabbrica del Vapore torna FDW, dove il Fuorisalone incontra la musica elettronica

Aprile 17, 2026 - 23:00
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Alla Fabbrica del Vapore torna FDW, dove il Fuorisalone incontra la musica elettronica

Durante la Milano Design Week, mentre il Fuorisalone si distribuisce tra showroom e installazioni diffuse, c’è un luogo che prova a tenere insieme due linguaggi spesso separati: il design e la musica. È la Fabbrica del Vapore, che dal 21 al 26 aprile ospita la terza edizione di Fabbrica Design Week (FDW), progetto che affianca un programma espositivo articolato a un festival elettronico.

L’idea è semplice: trasformare uno spazio industriale in un hub temporaneo dove convivono ricerca progettuale e cultura del clubbing. Da una parte le mostre, dall’altra i palchi. In mezzo, il pubblico.

Il cuore della parte espositiva è “CONTINUUM. Archivi, trasformazioni e visioni del progetto”, un percorso che mette insieme università, scuole e designer indipendenti. Tra i contributi, il Politecnico di Milano con il progetto INTERDEPENDENCE, l’ISIA con una riflessione sul design contemporaneo e la Musashino Art University con un lavoro sul futuro dell’abitare. Accanto alla ricerca accademica, trovano spazio collettivi e associazioni che lavorano sul design come pratica in trasformazione.

Tra le mostre principali anche quella dedicata a Carla De Benedetti, fotografa che ha raccontato l’architettura e gli interni italiani tra anni Sessanta e Settanta, trasformando la documentazione in uno strumento narrativo.

Ma FDW è anche – e forse soprattutto – musica. Nel piazzale della Fabbrica del Vapore prende forma un festival distribuito su tre palchi. Il Main Stage ospita alcuni dei nomi più riconoscibili della scena elettronica globale, da Seth Troxler a Ben Klock, fino a Moodymann e Adiel. Accanto a loro, progetti come Toy Tonics Jam e collettivi come Ciao Discoteca Italiana, insieme a dj della scena locale e internazionale.

Il Scene Stage si muove invece su coordinate più urban e hip hop, con artisti come Damianito, Ensi e Dj Suspect, mentre il nuovo Disco Counter Stage è pensato come spazio per le crew locali, a conferma di una vocazione che prova a tenere insieme circuiti globali e scene emergenti.

La struttura del festival riflette una tendenza sempre più evidente durante la Design Week: uscire dalla dimensione puramente espositiva per diventare esperienza. Non solo oggetti e progetti, ma anche suono, presenza, socialità.

L’ingresso resta accessibile – gratuito fino alle 21 con registrazione – con biglietti simbolici per la parte serale. Un modo per mantenere aperto il format senza rinunciare alla dimensione pubblica.

In un calendario sempre più affollato come quello milanese, Fabbrica Design Week prova così a ritagliarsi uno spazio preciso: non tanto una vetrina, quanto un punto di incontro tra discipline, generazioni e pubblici diversi. Dove il design si guarda, ma soprattutto si attraversa.

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Redazione Redazione Eventi e News