Campobasso, assolti per caporalato titolari azienda della strage di braccianti del 2018
Assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste” per tre imputati legati a un’azienda agricola di Campomarino, provincia di Campobasso, nel processo nato da uno dei filoni giudiziari sulla strage di braccianti del 6 agosto 2018 al bivio di Ripalta, nel Foggiano, dove morirono 12 lavoratori agricoli migranti. La sentenza di primo grado è stata pronunciata dal giudice del Tribunale di Larino Tiziana Di Ninno al termine del procedimento che vedeva contestati i reati di caporalato e altre irregolarità legate alle assunzioni.

L’indagine era stata avviata dopo il grave incidente stradale del 6 agosto 2018 in cui un furgone con targa bulgara che trasportava braccianti di ritorno dai campi, dove avevano lavorato alla raccolta dei pomodori, si scontrò con un tir: nell’impatto morirono dodici persone. Alcuni dei lavoratori deceduti, secondo quanto emerso nelle indagini, avevano prestato attività anche in Molise presso l’azienda agricola finita sotto inchiesta. A difendere gli imputati gli avvocati Vittorino Facciolla, del foro di Larino, e Angelo Leone, del foro di Benevento. La vicenda ebbe vasta eco nazionale e venne ricondotta alle cosiddette “stragi dei braccianti” legate alle condizioni di lavoro e di trasporto dei lavoratori agricoli migranti.
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