C’è stata un’altra telefonata tra Putin e Trump, e non è cambiato niente

Oltre un’ora e mezza di colloquio, toni distesi e un nuovo tentativo, almeno sulla carta, di aprire un negoziato sull’Ucraina. La telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin segna l’ennesimo passaggio nei difficili equilibri diplomatici sulla guerra, ma senza produrre svolte concrete. L’autocrate russo, scrive il Kyiv Independent, avrebbe proposto una tregua temporanea in occasione del 9 maggio, giorno in cui Mosca celebra la vittoria nella Seconda guerra mondiale. Un’iniziativa che Trump avrebbe sostenuto, rilanciando l’idea di un cessate il fuoco, anche solo parziale, per fermare le violenze: «Ci sono così tante persone che vengono uccise, è assurdo», ha detto con il solito tono ingenuo di quando dialoga con Putin.
La proposta ricalca in uno schema già visto. Mosca ha più volte avanzato tregue limitate nel tempo, respingendo l’idea di un cessate il fuoco incondizionato come richiesto da Kyjiv. E proprio l’Ucraina resta scettica: secondo le autorità, le precedenti pause – come quella annunciata per la Pasqua ortodossa – sono state violate centinaia di volte.
Anche il Guardian sottolinea come, nonostante i toni concilianti, le posizioni di fondo restino lontane. Putin continua a legare qualsiasi accordo alla cessione di territori occupati, in particolare nel Donbas, una condizione inaccettabile per l’Ucraina e che infatti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sempre respinto. Sul campo, inoltre, non sembra essere vicino un punto di svolta militare.
Come ha scritto Francesco Cundari nella sua newsletter “La Linea”, la telefonata non fa altro che rafforzare la posizione del Cremlino più che avvicinare una soluzione: «Putin ha ottenuto tutto quel che voleva – in questo caso, l’appoggio di Trump al solito cessate il fuoco del 9 maggio, affinché la parata militare russa possa svolgersi serenamente – e Trump ha ottenuto ancora una volta di passare per fesso».
Trump ha ribadito l’ottimismo già espresso in passato, sostenendo che un accordo sia «relativamente vicino», ma delle sue valutazioni, come già ampiamente dimostrato anche dalla guerra in Medio Oriente, non ci si può fidare. E a proposito di Medio Oriente, la telefonata ha toccato anche quel dossier, segno di un intreccio crescente tra crisi internazionali.
Al momento non ci sono condizioni per poter parlare di un cessate il fuoco, a meno che la Russia non decida di rinunciare alle sue ambizioni imperialiste: dopotutto, ogni tentativo di tregua fin qui è saltato o perché da Mosca venivano proposte condizioni irricevibili o perché nonostante gli annunci l’esercito russo non si è mai davvero fermato. E per l’ennesima volta il dialogo tra Putin e Trump è stato un buco nell’acqua, ma non c’è più da stupirsi.
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