Decreto Reggio, Ripepi: ‘Era morto e continua ad esserlo. I cittadini pagano il prezzo’
“Pensavamo che qualcosa fosse cambiato nei quindici mesi trascorsi dall’ultima audizione dell’allora delegato Paolo Brunetti, quando avevamo già certificato la morte totale del Decreto Reggio. Oggi, invece, la situazione è rimasta esattamente la stessa, con un’aggravante pesantissima: la città e i cittadini sono gli unici a pagare il prezzo di questo fallimento, in termini di mancati investimenti e di occasioni perdute per il territorio e per la comunità”.
Lo ha dichiarato Massimo Ripepi, Presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Reggio Calabria e Segretario Regionale di Alternativa Popolare, a margine della seduta odierna tenutasi a Palazzo San Giorgio.
Decreto Reggio, Ripepi: “Nulla è cambiato”
“Nulla è cambiato – prosegue Ripepi. Quello che avevamo denunciato mesi fa trova oggi una definitiva e amara conferma: il Decreto Reggio era morto e continua ad esserlo. Nessun avanzamento amministrativo, nessuna iniziativa concreta, nessuna assunzione di responsabilità politica. Un immobilismo totale che certifica il fallimento di uno strumento che avrebbe dovuto rappresentare un volano di sviluppo per la città”.
“La paralisi è sotto gli occhi di tutti. I fondi restano inutilizzati, i progetti bloccati, le opportunità perdute. A pagarne il prezzo sono il tessuto economico cittadino, le imprese e i lavoratori che ancora attendono risposte concrete”, ha rincarato il Segretario di Alternativa Popolare Calabria.
“Emblematico è il caso di Obiettivo Occupazione, uno dei finanziamenti più importanti destinati al sostegno delle imprese: risorse fondamentali per lo sviluppo economico e per l’occupazione che risultano ancora bloccate, mentre le aziende beneficiarie hanno ormai perso ogni speranza di riceverle”.
“Fondi inutilizzati e progetti bloccati”: il caso Obiettivo Occupazione
Il Presidente della Commissione punta ancora una volta il dito contro la gestione politico-amministrativa degli ultimi anni:
“Ci troviamo per l’ennesima volta di fronte alla prova che l’amministrazione più inefficace della storia cittadina è quella del Sindaco Falcomatà e dei suoi uomini. Un’amministrazione che non ha mai avuto l’autorevolezza istituzionale per interloquire in modo serio con i Ministeri competenti e che non ha dimostrato la capacità di risolvere neppure i problemi più elementari legati alla gestione del Decreto”.
Ripepi evidenzia inoltre le gravi carenze organizzative:
“La certificazione della morte del Decreto Reggio è confermata dall’assenza di una struttura operativa dedicata. Oggi non esiste un ufficio pienamente funzionante, manca una governance tecnica stabile e risulta assente persino la figura del dirigente delegato ministeriale. L’ultimo referente, di provenienza napoletana, non ricopre più alcun incarico, lasciando un vuoto istituzionale inaccettabile”.
Struttura operativa assente e vuoto istituzionale: l’affondo a Palazzo San Giorgio
“Questa condizione di abbandono amministrativo”, conclude Massimo Ripepi, “dimostra in modo inequivocabile l’assenza di una strategia, di interlocuzioni efficaci con il Governo centrale e di una visione capace di tutelare gli interessi della città. Reggio Calabria merita serietà, competenza e rispetto. Continueremo a svolgere fino in fondo il nostro ruolo di controllo, affinché venga fatta piena luce su responsabilità e omissioni”.
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