Distruggere un nido è reato penale: per proteggerli gli uccelli, niente potature alberi da marzo a ottobre

Mar 13, 2026 - 03:30
 0
Distruggere un nido è reato penale: per proteggerli gli uccelli, niente potature alberi da marzo a ottobre

Stop a potature e abbattimenti nel pieno della stagione riproduttiva degli uccelli, evitando anche sfalci e tagli della vegetazione lungo i corsi d’acqua: è l’appello lanciato dalla Lipu a enti pubblici, cittadini e operatori impegnati nella gestione del verde per fermare gli interventi tra marzo e agosto, salvo motivi circoscritti e di forza maggiore, come la rimozione di un ramo pericolante o che intralcia il traffico. L’obiettivo è proteggere la fase più delicata del ciclo di vita degli uccelli, quella della nidificazione, che proprio in questi mesi si concentra anche nelle città.

I dati degli atlanti ornitologici confermano quanto il fenomeno sia rilevante anche in ambito urbano, dato che in ciascuna città nidificano da una cinquantina fino a un centinaio di specie diverse. E con l’arrivo anticipato della primavera, la stagione riproduttiva è già partita: si vedono colombacci e gazze con i rametti nel becco, cinciallegre che esplorano cavità negli alberi dove deporranno le uova, merli e capinere in canto nuziale. È proprio questa anticipazione legata alla crisi climatica in corso a rendere ancora più urgente un cambio di passo nella gestione del verde.

L’ecologia s’intreccia peraltro con la necessità stringente del rispetto delle norme già in vigore. La Lipu ricorda infatti che i nidi degli uccelli sono protetti su tutto il territorio nazionale – aree urbane incluse – dalla legge 157/92 e dal decreto ministeriale sui Criteri ambientali minimi (Cam) del verde pubblico, attualmente in fase di aggiornamento al ministero dell’Ambiente. La distruzione di un nido si configura dunque come reato penale, e la gravità aumenta se sono presenti nidiacei.

A rafforzare il quadro, la Lipu richiama anche la giurisprudenza europea: la Corte di giustizia Ue, con sentenza del 1° agosto 2025, ha dichiarato che la distruzione o il danneggiamento di nidi e uova è vietata anche quando l’attività umana ha finalità diverse – come i lavori sul verde. Ne consegue che l’accettazione del rischio di provocare danni agli uccelli viene equiparata a un atto doloso e deliberato.

Da qui l’indicazione operativa: evitare interventi tra marzo e agosto, senza considerare risolutiva la prassi di ispezionare le piante alla ricerca di nidi e procedere ai tagli se l’esito è negativo. Secondo la Lipu, infatti, l’eliminazione della vegetazione compromette comunque l’habitat, che è la “dimora” degli uccelli, indipendentemente dal fatto che il nido sia presente proprio sulla pianta oggetto dell’intervento.

Sul tema interviene Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu, che richiama due pareri Ispra: «Molti nidi sono piccoli e abilmente nascosti, inclusi quelli posizionati nei buchi del tronco e dei rami, anche un ornitologo esperto ha difficoltà nell’individuarli, o comunque necessita di un’indagine laboriosa che diventa quasi insostenibile dal punto di vista operativo». E aggiunge: «A maggior ragione affidare un compito del genere a chi non sia in possesso di adeguata preparazione appare del tutto scorretto e privo di valore scientifico».

«La primavera anticipata – conclude Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – rende il rispetto delle norme non più solo un dovere etico, ma un obbligo legale immediato. Distruggere un nido non è una fatalità, ma un reato penale che la giurisprudenza europea equipara ormai a un atto deliberato. Chiedo a enti pubblici e privati il blocco immediato di ogni intervento non urgente: il rispetto dei regolamenti e dei tempi della natura non è una scelta, ma un preciso obbligo di legge. Fermiamo le motoseghe, rispettiamo la biodiversità che ci circonda».

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia