Energia, i risultati del vertice Ue e cosa ha ottenuto l’Italia

Mar 20, 2026 - 23:00
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Energia, i risultati del vertice Ue e cosa ha ottenuto l’Italia

Bruxelles, 20 mar. (askanews) – La Commissione europea comincerà a consultare da lunedì prossimo le autorità italiane sulle soluzioni a breve termine che sono state proposte dal governo nel suo ‘Decreto bollette’ per affrontare il caro energia, con riferimento alle specificità della situazione nazionale, e proporrà successivamente, con la revisione del sistema Ets di compravendita dei permessi di emissione di CO2, anche delle soluzioni di medio termine. Tra queste, in particolare, la continuazione ‘oltre il 2035’ della concessione di quote di emissioni gratuite all’industria ad alto consumo energetico (invece dello stop finora previsto al 2034), e misure contro la volatilità dei prezzi dell’Ets, che hanno impatto sul prezzo dell’energia elettrica.

E’, in sintesi, quanto ha indicato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, rispondendo ai giornalisti durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo, la notte scorsa a Bruxelles.    

‘A causa del mix energetico molto diverso nei vari Stati membri, non è possibile adottare un approccio valido per tutti. L’approccio – ha spiegato von der Leyen – deve essere molto mirato, adattato alla situazione dei singoli Stati membri e temporaneo’. In questo contesto, ha detto, ‘ci impegniamo a collaborare strettamente con il governo sul decreto italiano, seguendo le linee guida delle conclusioni del Consiglio europeo’ che fanno riferimento a misure mirate in materia di energia per affrontare l’aumento dei costi in bolletta conseguenti ai rincari delle fonti fossili causati dalla crisi in Medio Oriente. ‘Da lunedì – ha annunciato – inizieranno le consultazioni e siamo fiduciosi di poter fare progressi per affrontare i problemi specifici dell’Italia, nel breve termine’.

‘Nel medio termine – ha continuato von der Leyen -, credo anche che la prossima revisione dell’Ets (prevista a luglio, ndr)  affronterà altre questioni specifiche importanti per l’Italia, come la proroga per le quote gratuite per le industrie ad alta intensità energetica o la volatilità dei prezzi dell’Ets’.    

Per quanto riguarda il breve termine, altre indicazioni sulla posizione della Commissione riguardo al ‘Decreto bollette’ e alle decisioni prese da altri Stati membri per contrastare l’emergenza rincari le ha date oggi la portavoce per l’Energia e il Clima dell’Esecutivo comunitario, Anna-Kaisa Itkonen: ‘Valuteremo, caso per caso, l’impatto dei meccanismi nazionali di emergenza per limitare gli effetti degli alti prezzi del gas sull’elettricità’, ha riferito la portavoce. Per la Commissione, ha spiegato, è importante verificare il modo in cui questi provvedimenti sono stati progettati (il ‘design’), per ‘evitare distorsioni del mercato interno, preservare i segnali di investimento a favore delle energie pulite, evitare un aumento della domanda di gas’. Gli Stati membri, ha ricordato infine Itkonen, ‘possono già utilizzare la compensazione dei costi indiretti dell’Ets per neutralizzare fino all’80% dell’impatto delle quote di emissione sull’elettricità per le industrie ad alta intensità energetica’.

Le misure del decreto italiano, dunque, saranno esaminate alla luce della loro conformità con la legislazione in vigore. Le condizioni indicate dalla portavoce sembrano escludere, ad esempio, la possibilità di ‘sterilizzare’ gli effetti dell’Ets sulle centrali termoelettriche alimentate a gas, perché questo sarebbe chiaramente un segnale di investimento contro le energie pulite, invece che in loro favore, e promuoverebbe un aumento della domanda di gas, invece di evitarlo.  

Per le misure di medio termine, la Commissione intende innanzitutto riesaminare i criteri di riferimento (‘benchmark’) in termini di efficienza energetica e di emissioni, in base ai quali si decide quali impianti, in ogni comparto industriale ad alta intensità energetica, possono ricevere i permessi di emissione gratuiti. Gli impianti che hanno prestazioni inferiori a quelle del valore di riferimento stabilito per il loro specifico comparto devono acquistare i permessi di emissione, quelli che lo superano possono avere le quote gratuite. Abbassando o elevando il valore di riferimento, la Commissione può determinare un aumento o una riduzione (anche fino all’eliminazione totale, che in effetti finora era prevista per il 2034) dei permessi di emissione gratuiti. Questo, quindi, è lo strumento che con tutta probabilità la Commissione userà per mantenere più a lungo i permessi di emissione gratuiti oggi esistenti. Ma sarà necessario rivedere anche il regolamento sui ‘dazi climatici’ Cbam (‘Carbon Border Adjustment Mechanism’), che prevede l’eliminazione progressiva delle quote gratuite.  

La seconda questione di medio termine, quella della volatilità dei prezzi dell’Ets, sarà affrontata invece attraverso l’uso della ‘riserva di stabilità’, ovvero una numero importante di permessi di emissione che la Commissione tiene in riserva e che, in caso di rincari eccessivi delle quote di CO2, può immettere massicciamente sul ‘mercato del carbonio’, aumentandone la liquidità con un incremento dell’offerta.  

Il governo italiano appare molto soddisfatto dei risultati del Consiglio europeo e degli annunci di von der Leyen. Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si tratta di ‘una svolta storica’, che  indica che ‘finalmente l’Europa si muove sulla strada indicata dall’Italia: una strada condivisa da un sempre crescente e più ampio fronte di Stati membri’.

Secondo Urso, ‘è di grande rilevanza il riconoscimento che la prossima revisione dell’Ets affronterà, da subito, proprio le questioni rilevanti per il nostro paese, come l’estensione delle quote gratuite per le industrie energivore e la volatilità del prezzo delle quote Ets, condizionata anche dalla speculazione finanziaria. Altrettanto significativo è che la Commissione lavorerà già da lunedì con il nostro governo proprio su quanto previsto dal decreto bollette, ‘per affrontare – come riconosciuto dalla stessa von der Leyen – le specificità italiane”.

In realtà, va notato che, se la proroga per le quote di CO2 gratuite era effettivamente una delle richieste dell’Italia, e di diversi altri paesi, non c’è invece alcuna traccia, nelle conclusioni del Consiglio europeo, come nelle posizioni espresse dalla Commissione, dell’ipotesi di ‘sospendere’ l’Ets, rivendicata dal governo italiano. E anche l’intervento annunciato da von der Leyen contro la volatilità dei prezzi dell’Ets, attraverso l’attivazione della ‘riserva di stabilità’, è molto diverso da quanto chiedeva l’Italia, ovvero l’introduzione di un ‘cap’ (un tetto di prezzo massimo) per le quote di emissione, o un meccanismo (che appare molto complicato da realizzare) per escludere la componente Ets dal prezzo dell’elettricità prodotta con le rinnovabili.  

Durante la conferenza stampa della notte scorsa, Von der Leyen è stata chiarissima nella difesa dell’Ets. ‘Oggi devo dire, – ha osservato – che la giornata della riunione del Consiglio europeo è stata molto positiva per il sistema di scambio delle emissioni. Perché, sullo sfondo della crisi, è apparso chiaro che siamo vulnerabili perché dipendiamo dalla volatilità dei prezzi globali dei combustibili fossili. E ciò che importiamo come combustibili fossili fa aumentare i prezzi perché abbiamo il ‘merit order’ nel sistema del mercato energetico’. Il ‘merit order’ è il meccanismo marginale di formazione del prezzo che, soprattutto in Italia, fa quasi sempre pagare l’elettricità al prezzo della fonte più cara, il gas.  

‘Il sistema di compravendita delle emissioni, in vigore da circa 20 anni – ha ricordato la presidente della Commissione -, ha ridotto le emissioni mentre l’economia è cresciuta. Ma soprattutto, ha rappresentato un forte incentivo agli investimenti nelle tecnologie pulite. E le tecnologie pulite sono le fonti di energia a basse emissioni di carbonio, come il nucleare e le energie rinnovabili. Come si può vedere sulla mappa dei diversi Stati membri con i loro diversi mix energetici, maggiore è la quota di energie rinnovabili e nucleare, più bassi sono i prezzi, perché queste fonti energetiche sono prodotte localmente e non sono volatili. Vale anche il contrario: maggiore è la quota di gas come fonte energetica, più alti sono i prezzi e maggiore è la volatilità’.   La necessità di mantenere l’Ets pienamente in funzione è poi sottolineata anche nelle conclusioni del vertice Ue. Nel testo c’è un esplicito riferimento al fatto che devono essere preservati ‘i segnali di investimento a lungo termine’ e sostenuta ‘l’accelerazione della produzione di energia rinnovabile e a basse emissioni di carbonio’. Inoltre, si invita la Commissione a presentare, ‘entro luglio 2026 al più tardi’, una revisione del sistema Ets ‘al fine di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e mitigarne l’impatto sui prezzi dell’elettricità’, ma ‘preservando al contempo il ruolo essenziale dell’Ets nella transizione climatica ed energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che stimoli gli investimenti e l’innovazione’.

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