Focolaio di meningite nel Regno Unito, vaccino per 5mila studenti. Bassetti: “Dove sono i novax?”
Nel Regno Unito cresce la preoccupazione per l’epidemia di meningite nel Kent, a sud-est di Londra. Finora sono stati registrati 20 casi, di cui 11 sospetti e 9 confermati, con due vittime: una studentessa di 18 anni e uno studente universitario di 21. Il contagio ha interessato cinque scuole e due università della zona. Le autorità sanitarie hanno immediatamente avviato una campagna di vaccinazione per 5mila studenti dell’Università del Kent a Canterbury e lavorano al tracciamento dei contatti, ipotizzando come possibile origine un evento sociale tra il 5 e il 7 marzo al locale notturno Club Chemistry. Il primo ministro Keir Starmer ha invitato chiunque fosse presente a “farsi avanti per ricevere gli antibiotici”, già somministrati a 2.500 persone.
Allerta sanitaria e misure preventive
Da giovedì 19 marzo, la UK Health Security Agency ha decretato lo stato di allerta sanitaria pubblica, imponendo ai medici del NHS di segnalare sintomi sospetti. L’epidemia è stata definita dagli esperti “esplosiva”, con rapida diffusione. Il Segretario alla Salute Wes Streeting ha rassicurato che il rischio per la popolazione generale rimane molto basso. La domanda di vaccini sta mettendo in crisi le farmacie, con catene come Boots e Superdrug costrette a gestire code online e liste d’attesa.
L’infettivologo Matteo Bassetti ha dichiarato: “In Inghilterra è in corso un’epidemia da meningite di gruppo B, ci sono molti ragazzi colpiti e anche due decessi. La meningite meningococcica, che poi è la setticemia da meningococco, è una malattia molto grave, che può colpire più organi e portare, in alcuni casi, anche alla morte”.
Impatto internazionale e rischio europeo
Un caso collegato è stato registrato in Francia, mentre il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) considera il rischio per la popolazione generale dell’UE/SEE “molto basso”. Per i contatti stretti dei casi, vengono raccomandati antibiotici e vaccinazione contro il meningococco B. L’ECDC monitora la situazione, ricordando che la malattia meningococcica invasiva può essere letale, progredire rapidamente e colpire soprattutto bambini, adolescenti e giovani adulti.
I programmi di vaccinazione proteggono neonati e adolescenti, ma la fascia di età più grande rimane in parte non vaccinata, rendendo fondamentale la profilassi. L’agenzia europea continua la sorveglianza genomica e epidemiologica e aggiornerà la valutazione del rischio se necessario, evidenziando l’importanza della prevenzione e delle vaccinazioni pediatriche.
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