Economia circolare a km zero, oltre 180 studenti toscani in vista agli impianti di Empoli e Montespertoli

Dove finiscono davvero i rifiuti che produciamo ogni giorno? E una bottiglia di vetro può davvero “rinascere” all’infinito? Domande semplici, ma decisive per capire cos’è – e come funziona – l’economia circolare. A provarci sul campo sono stati oltre 180 studenti del territorio empolese, protagonisti di un percorso di visite agli impianti organizzato da Plures Alia e Comune di Empoli in occasione del Global Recycling Day, la Giornata mondiale del riciclo celebrata il 18 marzo.
L’idea è stata quella di portare ragazze e ragazzi dentro il ciclo dei rifiuti, trasformando la teoria in osservazione concreta e confronto diretto con i tecnici. Così le domande diventano più precise: “Ma una buccia di banana può diventare davvero energia?”, “Cosa succede se sbagliamo la raccolta differenziata?”. Interrogativi che hanno trovato risposta durante le visite a due impianti strategici del territorio, il biodigestore di Casa Sartori a Montespertoli e l’impianto Vetro Revet di Empoli.
Protagoniste dell’iniziativa sono state le classi degli istituti secondari di primo e secondo grado di Empoli – Vanghetti, Busoni e il liceo Virgilio – coinvolte in un percorso educativo “sul campo”. Al polo impiantistico di Casa Sartori, inaugurato nel 2024, gli studenti hanno potuto seguire il percorso della frazione organica e capire come, attraverso il trattamento integrato anaerobico-aerobico, gli scarti possano essere recuperati in forma di energia rinnovabile (biometano) e fertilizzante. Un passaggio che mette in evidenza un punto chiave: senza una raccolta differenziata corretta a monte, la valorizzazione degli scarti diventa più difficile o addirittura impossibile.
Le scuole secondarie di primo grado – 133 studenti in totale – hanno invece visitato l’impianto del Terrafino, a Empoli, socio di Revet Spa e controllata del gruppo Plures, seguendo le fasi di selezione, pulizia e trattamento del vetro proveniente dalla raccolta differenziata. Qui il rifiuto diventa materia prima seconda destinata alle vetrerie, per tornare a essere nuovi imballaggi: un esempio concreto di filiera circolare che, quando funziona, riduce consumo di risorse e produzione di scarti.
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