In 35 anni il Pianeta ha perso quasi 5 milioni di kmq di foreste

Le foreste non sono solo spazi verdi, ma vere e proprie infrastrutture naturali: regolano le precipitazioni, stabilizzano il ciclo del carbonio, proteggono i suoli e ospitano l’80% delle specie terrestri. La loro distruzione provoca effetti a catena, dalla perdita di biodiversità alla crisi idrica, con gravi ripercussioni sulle economie locali e sulle comunità indigene che vi dipendono.
Il 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale delle Foreste e per l’occasione il Wwf Italia, mentre festeggia i 60 anni dalla sua fondazione, rilancia con urgenza il tema della deforestazione, evidenziando come il degrado forestale non riguardi solo gli alberi, ma il futuro climatico, la giustizia sociale e la sopravvivenza degli ecosistemi.
Dal 1990 al 2025 il Pianeta ha perso 4.890.000 km² di foreste a causa della conversione dei terreni ad altri usi. Anche considerando le aree in espansione, la superficie forestale globale si è ridotta di 2.035.000 km², pari a quasi 26 volte l’Austria, ovvero circa l’estensione della Groenlandia o di mezza Europa. Nonostante un rallentamento della perdita annua, che passa dai 107.000 km² del decennio 1990-2000 ai 41.200 km² stimati tra il 2010 e il 2020, la deforestazione resta significativa. Paesi tropicali come Indonesia e Brasile mostrano segnali positivi, ma l’espansione di coltivazioni intensive, allevamenti e infrastrutture rischia di vanificare i progressi ottenuti.
La situazione è particolarmente critica in Amazzonia, dove alcune aree si avvicinano a un tipping point irreversibile, con la prospettiva che vaste superfici si trasformino in arida savana. I danni economici stimati superano i 1.000 miliardi di dollari in tre decenni.
«La deforestazione è una delle più grandi trasformazioni del pianeta causate dall’uomo. Non è solo una questione di alberi, ma di futuro climatico, giustizia sociale e sopravvivenza degli ecosistemi. La cosa più inquietante è che sta succedendo mentre continuiamo a guardare inerti, ma con un approccio coordinato su più livelli si può fermare», afferma Edoardo Nevola, responsabile foreste del Wwf Italia.
Per invertire la tendenza alla deforestazione, il Wwf invita a un impegno globale che combini politiche rigorose, innovazione e responsabilità condivisa. Serve accelerare l’applicazione di regolamenti efficaci, promuovere modelli produttivi sostenibili e costruire catene di approvvigionamento responsabili, sensibilizzando al tempo stesso consumatori e mercati. È fondamentale rendere i finanziamenti più sostenibili e accessibili, rafforzare la protezione diretta delle foreste, garantire i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali, e ripristinare le aree già degradate. La scienza e la tecnologia devono supportare il monitoraggio e la gestione delle risorse, mentre partnership solide aiutano le aziende a mantenere impegni concreti. Infine, solo una cooperazione internazionale inclusiva, trasparente e partecipata può tradurre questi principi in una roadmap condivisa per una transizione equa e duratura, assicurando alle foreste – e all’umanità – un futuro sostenibile.
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