Consiglio europeo, Orbán mette il veto e blocca il prestito di 90 miliardi all’Ucraina. L’ira di Costa e von der Leyen

Mar 20, 2026 - 17:00
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Consiglio europeo, Orbán mette il veto e blocca il prestito di 90 miliardi all’Ucraina. L’ira di Costa e von der Leyen

Come dice la premier italiana Giorgia Meloni al punto stampa dopo la fine dei lavori, quello che si è aperto ieri a Bruxelles è stato un Consiglio europeo lungo e complesso: un po’ perché i temi sul tavolo erano tanti e spinosi - dalla guerra in Medio Oriente al caro energia, dal conflitto in Ucraina alla creazione di un mercato unico - e un po’ perché su alcune questioni è mancata l’unanimità che era necessaria per andare avanti.

In particolare, a creare tensione è stato il fatto che il premier ungherese Viktor Orbán ha bloccato il prestito da 90 miliardi all’Ucraina concordato al vertice dello scorso dicembre, con un veto che ha fatto infuriare António Costa. Nel suo intervento, il presidente del Consiglio europeo ha parlato soprattutto di competitività, crisi mediorientale, e sull’Ucraina ha detto che il sostegno dell’Ue «rimane incrollabile» e che va intensificata la pressione sulla Russia per indebolire la sua economia di guerra e spingerla a negoziare: «In questo contesto abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la decisione degli Stati Uniti di revocare parzialmente le sanzioni già applicate alla Russia». Ma dopo il veto posto da Orbán sugli aiuti a Kiev ha detto a chi gli chiedeva maggiori dettagli sulla questione che i capi di Stato e di governo dell’Ue sono stati «molto chiari» nel «condannare senza mezzi termini» il comportamento del premier ungherese: «I leader hanno preso la parola per condannare fermamente l’atteggiamento di Viktor Orbán, per ricordare che, una volta concluso un accordo, un accordo è un accordo, e che tutti i leader devono onorare il loro impegno».

Il problema è che il premier ungherese ha legato il via libera al prestito alla riapertura dell’oleodotto Druzhba, con una linea «no oil, no coin» che ha fatto irritare anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: «Il prestito resta bloccato perché un leader non rispetta la parola data. Ma garantiremo il prestito a Kiev, in un modo o nell’altro», ha fatto sapere nel suo intervento. Alla riparazione dell’oleodotto danneggiato dai bombardamenti russi ora lavoreranno anche tecnici dell’Ue, ma Orbán ha fatto sapere che intanto non rivedrà la sua posizione.

Anche sulla guerra in Medio Oriente e sul caro energia da essa derivante le tensioni non sono mancate, sebbene non siano state registrate lacerazioni come quelle che hanno riguardato l’Ucraina. In particolare, i membri del Consiglio europeo hanno adottato nelle conclusioni una serie di richieste a tutte le parti affinché «allentino le tensioni e diano prova della massima moderazione, assicurino la protezione dei civili e delle infrastrutture civili e rispettino pienamente il diritto internazionale, compresi i principi della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale umanitario. A tale riguardo, il Consiglio chiede una moratoria sugli attacchi contro le strutture energetiche e idriche.

Anche su Gaza sono state espresse parole di preoccupazione. Si legge in particolare nelle conclusioni: «Il Consiglio europeo deplora il perdurare della catastrofica situazione umanitaria a Gaza e invita Israele a consentire un accesso immediato e senza ostacoli e una distribuzione continua dell'assistenza umanitaria su vasta scala a e in tutta Gaza, anche attraverso il corridoio marittimo di Cipro per integrare le rotte terrestri, nonché a permettere alle Nazioni Unite e alle relative agenzie, come pure alle organizzazioni umanitarie, di operare in modo indipendente e imparziale per salvare vite e ridurre le sofferenze. Invita Israele a revocare la sua decisione relativa alla legge sulla registrazione delle Ong, a riaprire i valichi di frontiera di Gaza e a rispettare pienamente gli obblighi che gli incombono in virtù del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario. Il Consiglio europeo ricorda la necessità di garantire la protezione dei civili in ogni momento».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia