Gaza: il Consiglio di pace valuta di istituire una criptovaluta per permettere transazioni digitali

Febbraio 24, 2026 - 14:30
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Gaza: il Consiglio di pace valuta di istituire una criptovaluta per permettere transazioni digitali

Il Consiglio di pace del presidente statunitense, Donald Trump, sta esplorando l’idea di istituire una “stablecoin” per la Striscia di Gaza come parte degli sforzi per rimodellare l’economia dell’enclave palestinese. Lo riferiscono cinque fonti informate citate dal quotidiano britannico “Financial Times”. I colloqui sull’introduzione di una “stablecoin” – un tipo di criptovaluta il cui valore è ancorato a una valuta principale – sarebbero in una fase preliminare e molti dettagli su come potrebbe essere introdotta a Gaza devono ancora essere definiti. Tuttavia, secondo il quotidiano, il Consiglio di pace sta discutendo l’idea come parte del proprio piano per il futuro dell’enclave, dove dal 7 ottobre 2023 il sistema bancario e dei pagamenti tradizionale è gravemente compromesso. Una fonte a conoscenza del progetto ha affermato che la “stablecoin” dovrebbe essere legata al dollaro statunitense, con la “speranza” che aziende del Golfo arabo e palestinesi esperte nel campo delle valute digitali guidino l’iniziativa. “Non si tratterà di una ‘moneta di Gaza’ o di una nuova valuta palestinese, ma di un mezzo per permettere ai gazawi di effettuare transazioni digitali”, ha detto la stessa fonte.

Secondo due fonti informate citate da “”Financial Times”, alla guida dei lavori vi è Liran Tancman, un imprenditore tecnologico israeliano ed ex riservista che ora lavora come consigliere non retribuito del Consiglio di pace di Trump, il nuovo consesso internazionale guidato dagli Stati Uniti che si dovrebbe occupare della ricostruzione di Gaza. Altri soggetti coinvolti nel progetto includono funzionari del Comitato nazionale tecnocratico per l’amministrazione di Gaza (Ncag, che dovrebbe prendere in mano la governance della Striscia una volta che Hamas si sarà disarmato), nonché l’Ufficio dell’Alto rappresentante guidato dall’ex inviato delle Nazioni Unite Nickolay Mladenov. Secondo una fonte, il Consiglio di pace e il governo tecnocratico di transizione decideranno sul quadro normativo e sull’accesso alla “stablecoin”, sebbene “nulla di definitivo” sia stato ancora finalizzato. Parlando alla riunione inaugurale del Consiglio di pace a Washington la scorsa settimana, Tancman ha affermato che il comitato Ncag sta lavorando alla costruzione di “una spina dorsale digitale sicura, una piattaforma aperta che consenta pagamenti elettronici, servizi finanziari, e-learning e assistenza sanitaria con il controllo dell’utente sui dati”, senza fornire ulteriori dettagli.

La valuta ufficiale nei Territori palestinesi è lo shekel israeliano. L’Autorità monetaria palestinese, con sede a Ramallah, funge da banca centrale sia per la Cisgiordania che per Gaza, non avendo tuttavia il potere di emettere una propria valuta. Sebbene le transazioni in dollari avvengano a Gaza, sono limitate rispetto a quelle in shekel. Dall’inizio della guerra nella Striscia il 7 ottobre 2023, tuttavia, l’accesso agli shekel fisici a Gaza è stato gravemente limitato poiché gli sportelli bancomat sono stati distrutti o chiusi, e Israele ha bloccato le consegne di nuovo contante nella Striscia. Ciò ha lasciato commercianti e broker al controllo di una fornitura di valuta fisica sempre più limitata, e molti applicano commissioni esorbitanti per erogarla. Inoltre, ciò ha spinto un numero crescente di gazawi a utilizzare sistemi di pagamento elettronici.

Un’altra fonte a conoscenza dei colloqui sull’introduzione di una “stablecoin” – in cui le transazioni sono anonime ma tracciabili – ha detto a “Financial Times” che l’idea alla base dell’iniziativa è quella di eliminare i soldi in contanti a Gaza “in modo che Hamas non possa generarne”. Inoltre, secondo la stessa fonte, le transazioni digitali consentirebbero al commercio di continuare nella Striscia senza dipendere dalle decisioni del governo israeliano. Altre fonti informate hanno però espresso preoccupazioni sul fatto che una “stablecoin” potrebbe staccare ulteriormente le economie di Gaza e Cisgiordania. Sarebbe “molto più difficile” mantenere legami economici tra i due territori palestinesi, “Gaza diventerebbe quasi un’economia autonoma”, ha commentato una delle fonti. Tuttavia, la persona a conoscenza del progetto ha contestato questa visione: “Nessuno sta cercando di dividere Gaza dalla Cisgiordania”. Un’altra potenziale complicazione nel fare affidamento su una “stablecoin” sarebbe il fatto che Gaza soffre di frequenti blackout e Israele ha a lungo limitato i gazawi solo all’uso di una tecnologia di rete 2G lenta, sottolinea il quotidiano britannico. Parlando alla riunione del Consiglio di pace la scorsa settimana, Tancman ha affermato che la rete 2G di Gaza “verrà aggiornata con accesso gratuito ad alta velocità ai servizi essenziali” entro luglio.

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