"I giovani e le scienze 2026": premiati alla FAST di Milano gli studenti che rappresenteranno l'Italia alla finale europea di Kiel

Mar 27, 2026 - 14:00
 0
"I giovani e le scienze 2026": premiati alla FAST di Milano gli studenti che rappresenteranno l'Italia alla finale europea di Kiel

Un innovativo studio sul Radon, un nuovo sistema di AI per la leucemia pediatrica, un tool per analizzare come reagiscono le piante agli stimoli ambientali che aiuterà l’agricoltura sostenibile nel contrasto ai cambiamenti climatici: questi i tre progetti vincitori della 37° selezione italiana EUCYS 2026. Sono realizzati da studenti di Liguria, Lombardia e Lazio.

«Rappresentano l’Italia alla finale europea che si tiene dal 22 al 27 settembre a Kiel in Germania tre progetti italiani premiati oggi a Milano presso la FAST in piazzale Morandi 2», spiega il dott. Alberto Pieri, segretario generale FAST – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, che organizza ogni anno per la Direzione Generale Ricerca della Commissione europea la selezione italiana di EUCYS. Nei tre giorni 21-23 marzo in piazzale Morandi 2 presso la FAST si è tenuta la mostra di ben quaranta stand con invenzioni, prototipi, studi innovativi ideati da 88 finalisti, 72 italiani e 16 dall’estero, studenti tra i 14 e i 20 anni provenienti da diverse regioni italiane e selezionati per il loro impegno e qualità.

«Sono allievi delle scuole superiori che presentano soluzioni innovative molto interessanti in diversi ambiti: dalla tutela dell’ambiente, alla salute, a idee e prototipi utili per la vita di tutti i giorni; non manca l’intelligenza artificiale. E’ stato un compito molto difficile per la giuria decidere a chi conferire i premi e annunciare i vincitori il 23 marzo mattina alla presenza delle autorità del mondo scientifico e di rappresentanti delle istituzioni», dice il dott. Alberto Pieri, segretario generale della FAST- Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche.

«I quaranta esperti, componenti della Giuria», spiega il presidente della Federazione ing. Federico Mazzolari, «hanno scelto i progetti migliori preparati dai finalisti compresi sette contributi con invenzioni e studi di 7 ragazze e 9 ragazzi invitati dall’estero (Taiwan, Portogallo, Spagna, Turchia, Belgio, Brasile, Messico). Tra le invenzioni presenti ad esempio un interessante spray rimuovi-colla ottenuto dagli scarti di limone; un nuovo braccialetto smart per la mitigazione del tremore del Parkinson; un particolare metodo sostenibile e a basso costo per la rimozione di idrocarburi pesanti (C10–C40), sostanze derivate dal petrolio altamente persistenti, che compromettono gli ecosistemi acquatici e la biodiversità, soprattutto in aree portuali, proponendo l’impiego delle piume di pollo, abbondante sottoprodotto dell’industria avicola, come materiale adsorbente naturale; un innovativo sensore elettrochimico per il monitoraggio dei nitrati in acqua; biocoloranti da materiali di scarto per la produzione di energia; l’uso della lolla di riso per l’estrazione della silice da biomasse di scarto; sensori integrati su uno smartphone per la lettura del degrado stradale urbano a partire da segnali dinamici in condizioni reali. Inoltre quest’anno abbiamo una parità di presenze tra giovani scienziati di sesso maschile e femminile, il che dimostra come sia stata incrementata anche l’attenzione per le materie scientifiche nelle ragazze».

La FAST organizza la selezione nazionale su incarico della Direzione generale Ricerca della Commissione europea per valorizzare gli studenti meritevoli; i migliori sei con tre progetti rappresentano l’Italia alla finale di EUCYS- European Union Contest for Young Scientists 2026 che quest’anno si svolge a Kiel in Germania (22–27 settembre 2026).

Il concorso è il più prestigioso per gli allievi dei licei e degli istituti tecnici; è l’unico promosso da tutte le istituzioni comunitarie (Parlamento, Consiglio e Commissione); è condiviso dai governi degli Stati membri dell’Unione europea. In Italia il referente è il MIM-Ministero dell’istruzione e del merito che lo ha inserito nel Programma “Io Merito” per la valorizzazione delle eccellenze; perciò i selezionati della FAST rientrano in tale albo e ricevono il compenso in denaro come chi ottiene la lode alla maturità. La manifestazione è pure parte dei programmi Co.Science ed Erasmus+.

Ogni anno c’è in palio la possibilità di essere selezionati per poter accedere ed essere accreditati per le più prestigiose competizioni internazionali sui temi scientifici e ricevere riconoscimenti e attestati di merito. I migliori poi vanno alla finale europea dove possono competere per quattro premi da 7mila euro, quattro da 5mila euro e quattro da 3.500 euro. Ma ci sono pure ISEF e GENIUS Olympiad negli USA, LIYSF e IGO a Londra, MOSTRATEC in Brasile, 1923 IMSEF in Turchia, TISF a Taiwan, SJWP in Svezia, WYSII a Bali in Indonesia, IEYI in Cina, IWRW e ISTF in Svizzera, Expo Sciences in Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi baschi e Portogallo.

I premi e i progetti della selezione italiana del concorso europeo "I giovani e le scienze 2026", FAST - Commissione Europea, suddivisi per regione:

REGIONE CALABRIA

Titolo del progetto : “HERMES -Sistema elettrico di monitoraggio risonante a energia ibrida”, hanno vinto una medaglia d'argento

Autore : Matteo Piccolo (2010),  Liceo scientifico Bernardino Gaetano Scorza, Cosenza

Sintesi del progetto : HERMES (Hybrid Energy Resonant Monitoring Electrical System) è un progetto di sistema per il monitoraggio industriale autonomo basato sul recupero di energia dalle vibrazioni del macchinario stesso. Il dispositivo utilizza un sistema meccanico risonante inerziale capace di auto-accordarsi in modo puramente fisico e passivo alla frequenza di vibrazione del macchinario, senza l’uso di elettronica attiva per il controllo. L’energia meccanica viene convertita in energia elettrica attraverso una doppia via di generazione elettromagnetica e piezoelettrica, accumulata in un supercondensatore e utilizzata per alimentare sensori di monitoraggio a basso consumo. L’obiettivo del progetto è eliminare l’uso di batterie e la necessità di manutenzione periodica, rendendo possibile un monitoraggio continuo finché il macchinario è in funzione. In questa fase HERMES è presentato come concept pre-dimensionato: non è ancora stato realizzato un prototipo funzionante, ma la fattibilità del sistema è valutata tramite modelli semplificati e confronto con la letteratura sull’energy harvesting da vibrazioni. Il progetto definisce inoltre con chiarezza i passaggi necessari alla futura validazione sperimentale.

REGIONE EMILIA ROMAGNA

Titolo del progetto: “Smart Sunflower” – hanno vinto un posto a Porto Science Fair, Portogallo dal 28-30 maggio 2026

Autori : Matilde Mora (2008), Ares Spotti (2008), Liceo scientifico Giacomo Ulivi, Parma

Sintesi del progetto: Il progetto consiste nella realizzazione di un sistema automatizzato a inseguimento solare e finalizzato all’illuminazione e irrigazione di una piccola serra. Il pannello solare, home made e dotato di una fotoresistenza, viene montato su un supporto che alloggia due step motor. Il segnale della fotoresistenza viene inviato a una scheda Arduino che movimenta il pannello e stabilisce la posizione di massima illuminazione del pannello stesso. Una seconda scheda Arduino riceve i dati da due sensori di umidità e comanda due pompette per automatizzare l’irrigazione delle piantine di fragole. Entrambe le schede Arduino sono alimentate dal pannello solare. Il codice Arduino è originale, scritto dai due studenti del liceo Giacomo Ulivi.

Titolo del progetto: “RiCiclo Termomagnetico. Produrre energia meccanica dal calore di scarto con una ruota di Curie” - hanno vinto una medaglia d’oro 

Autori: Bianca Botti (2008), Anna Ferretti (2008), Edoardo Panara (2008), Liceo scientifico Giacomo Ulivi, Parma

Sintesi del progetto: Oggi, uno dei più grandi problemi a livello mondiale è la sostenibilità della produzione di energia, la cui crescente richiesta (e la conseguente produzione) è strettamente collegata con l’aumento del riscaldamento globale. Infatti, la prima modalità per ottenere energia elettrica è ancora quella dei combustibili fossili che creano enormi quantità di sostanze inquinanti con conseguenze disastrose per il clima del pianeta. Si parla, quindi, di transizione energetica alle fonti rinnovabili, come l’eolico, l’idroelettrico o il fotovoltaico. Ma tutte le macchine che producono lavoro (centrali elettriche, motori, ecc.), indipendentemente dalla fonte di energia, disperdono la metà dell’energia prodotta sotto forma di calore (alla quale si somma un altro 20% disperso in altri modi). Per riuscire a rendere la conversione di energia più efficiente, è fondamentale riuscire a recuperare almeno in parte il calore di scarto generato durante il processo. Gli studenti del Liceo Uliti suggeriscono un prototipo di generatore di energia che produca energia meccanica (poi convertita in elettricità) grazie a un ciclo termodinamico che ha una sorgente calda a temperatura bassa. Ciò è possibile sfruttando le proprietà termomagnetiche delle leghe Heusler: questi materiali ferromagnetici, infatti, hanno la particolarità di smagnetizzarsi a temperature molto basse (bassa temperatura di Curie), il che permette di costruire un sistema che sfrutta questa caratteristica per mettere in moto un rotore (ruota di Curie). Grazie alla collaborazione con l’Istituto dei Materiali per l’Elettronica e il Magnetismo (CNR- IMEM) viene realizzato un prototipo originale basato sul principio della ruota di Curie che sfrutta come fonte di calore l’acqua riscaldata a 50°C circa. L’energia termica fornita dall’acqua simula il calore di scarto di una potenziale macchina termica che, nelle intenzioni, può diventare una nuova fonte di energia, aumentando in questo modo il rendimento della macchina.

Titolo del progetto : “Moringa - il filtro che la natura ci dona” - hanno vinto un posto alla manifestazione SJWI a Stoccolma in Svezia dal 24 al 28 agosto 2026, un certificato di merito RICOH e il loro stand è stato il più votato.

Autori: Paolo Chiusa (2008), Isabella Reboli (2008), Istituto Tecnologico Agrario Giovanni Ranieri, Piacenza

Sintesi del progetto: L'emergenza idrica globale risiede sia nella scarsità d'acqua, sia nella difficoltà di accesso a fonti sicure. Con questa consapevolezza, i due studenti dell'istituto Agrario applicano la ricerca biotecnologica a una risorsa naturale, creando uno strumento per la salute pubblica che permette alle comunità di gestire autonomamente la propria risorsa idrica. Il fulcro dell'innovazione è la Moringa oleifera, pianta resiliente diffusa nelle zone rurali africane. Attraverso test di laboratorio viene validato il potere dei suoi semi, le cui particolari proteine agiscono come un “magnete” naturale (azione flocculante) capace di sedimentare impurità e batteri. Viene inoltre estesa la sperimentazione alla chimica ambientale, testando con successo la capacità della Moringa di adsorbire inquinanti emergenti e persistenti come i PFAS, spesso presenti nei contesti industrializzati. Il collaudo del prototipo realizzato da Isabella e Paolo conferma i dati sperimentali, da cui si evince un abbattimento della carica batterica del 99%.

Su queste basi viene sviluppato un depuratore domestico artigianale replicabile in contesti di emergenza. Il sistema prevede una tanica da 25 litri collegata ad un imbuto con una specifica sequenza filtrante: uno strato di sabbia per la filtrazione grossolana, seguito da una falda di cotone, una cialda di semi di Moringa sfarinati e un ultimo strato di cotone. L’acqua, attraversando questa stratificazione, si purifica per caduta. Il dispositivo funziona senza elettricità, utilizza materia prima a costo zero e non richiede competenze tecniche. Si dimostra così che, con competenze agrotecniche e risorse locali, è possibile garantire il diritto all'acqua potabile anche nei contesti più fragili.

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

Titolo del progetto: “Spray rimuovi colla ottenuto dagli scarti di limone” - hanno vinto un posto alla manifestazione Genius Olympiad a Rochester, New York (8 – 13 giugno 2026)

Autori : Lina Ait Azzi (2008), Mattia Laurini (2008), I.S.I.S. Arturo Malignani, Udine

Sintesi del progetto: L’obiettivo del progetto è formulare un solvente ecologico, economico ed efficiente per la rimozione di residui adesivi. La formula si basa sui principi dell’economia circolare, valorizzando scarti alimentari (bucce di limone) per l’estrazione del D-limonene, combinato con del bicarbonato e un’emulsione di lecitina. Lo spray, usato dai due studenti del Malignani, a differenza dei prodotti commerciali, è completamente biodegradabile, non tossico e privo di Composti Organici Volatili (VOC) di origine petrolchimica.

Titolo del progetto: “Pectina - alla base delle nuove biocolle per legno” hanno un posto alla manifestazione TISF a Taipei a Taiwan a gennaio 2027, e un Certificato di merito ADACI-ADACI Formanagement

Autrici : Giusy Perretta (2008), Serena Xia (2008), I.S.I.S. Arturo Malignani, Udine

Sintesi del progetto: Il progetto nasce dalla volontà di trovare un’alternativa alla formaldeide nelle colle per legno, al fine di ridurre l’inquinamento, soprattutto indoor, ad essa correlato. Sfruttando materie prime naturali, quali la pectina, l’acido acetico e l’acqua viene prodotta una valida ed efficace formulazione idonea per l’assemblaggio di componenti in legno. Tali sostanze non presentano tossicità per l’uomo e sono di facile reperibilità, costituendo un’alternativa strategica per favorire l’implementazione di un’economia circolare, ridurre l’impatto ambientale e tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Quanto detto in precedenza soddisfa anche gli obiettivi 3.9, 4.7, 8.8 e 12 dell’Agenda ONU 2030 che mirano a ridurre i decessi causati da sostanze pericolose, come la formaldeide, far acquisire conoscenze e competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, favorire un ambiente di lavoro sicuro e garantire modelli sostenibili di lavoro e consumo.

Titolo del progetto : “QU WIND - L’algoritmo di machine learning quantistico per la previsione del vento

Autore : Matteo Bortolin (2008), Licei Pujati, Pordenone – hanno vinto una medaglia d’argento

Sintesi del progetto: Fino agli ultimi decenni il processo di previsione meteorologica si è affidato allo studio di fattori, come la propagazione nuvolosa, le differenze di pressione e la direzione del vento, basando l’analisi delle variabili esclusivamente in funzione del presente. Sebbene tale metodologia permetta di avere una completa visione degli esiti più probabili nel futuro immediato, le misurazioni passate vengono poco considerate quando, invece, garantirebbero una previsione migliore più accurata. È qui che QuWind entra in gioco: un algoritmo di Machine Learning quantistico fondato sugli stati di disuguaglianza tipo-Bell CHSH. Gli stati quantistici, allenati sui dati meteorologici di un set di dati standardizzati, sono capaci di eccitarsi al rilevamento di determinate variabili ricorrenti. QuWind è dunque capace di fornire previsioni particolarmente accurate fino ad un arco temporale massimo di 2 settimane basandosi puramente sull’analisi delle misurazioni di velocità e direzione del vento nelle due precedenti.

REGIONE LAZIO

Titolo del progetto: “Luxemia - sistema di supporto decisionale clinico basato sull’intelligenza artificiale per l’ottimizzazione del trattamento della leucemia pediatrica

Autore: Jacopo Martelli (2008), Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, Roma - rappresenterà l’Italia alla finale europea EUCYS 2026 a Kiel, Germania (22-27 settembre 2026)

Sintesi del progetto: Ogni anno in Italia circa 500 bambini ricevono una diagnosi di leucemia linfoblastica acuta, il tumore più comune in età pediatrica. I medici devono prendere decisioni critiche: quale terapia scegliere? Intensificare il trattamento rischiando effetti collaterali gravi o mantenere un approccio standard rischiando la recidiva? Oggi queste scelte si basano su sistemi che considerano pochi fattori e non riescono a prevedere con precisione quali bambini sono davvero ad alto rischio. Luxemia è un sistema di intelligenza artificiale che aiuta oncologi pediatrici a prendere decisioni più precise e personalizzate. Analizza simultaneamente 47 caratteristiche di ogni paziente: dati genetici, dati clinici e risposta al trattamento per calcolare il rischio di recidiva.

A differenza dei sistemi tradizionali basati su regole rigide, Luxemia apprende le interazioni complesse tra questi fattori. I risultati sono promettenti: Luxemia prevede correttamente, su dati sintetici, quali pazienti svilupperanno una recidiva. In termini concreti, potrebbe prevenire 10–15 recidive ogni anno in Italia ed evitare trattamenti eccessivamente aggressivi in 20–30 bambini. Un elemento distintivo è la trasparenza: per ogni predizione, il sistema mostra quali fattori hanno influenzato la decisione, permettendo ai medici di valutarne la coerenza clinica. Il progetto nasce da una revisione sistematica di oltre 150 studi scientifici e da collaborazioni con un mentore dalla University of Virginia. La prossima fase prevede la validazione su dati reali in collaborazione con centri AIEOP e partner internazionali. Luxemia dimostra l’applicabilità concreta dell’intelligenza artificiale in ambito clinico, con potenziale di espansione globale.

REGIONE LIGURIA

Titolo del progetto: “Dall’impatto del Radon alla previsione futura: le diverse sfumature della radioattività ambientale” - rappresenterà l’Italia alla finale europea EUCYS 2026 a Kiel, Germania (22-27 settembre 2026) e ha vinto la partecipazione a Medicea Education a Firenze il 16 aprile 2026

Autore: Nicola Trucco (2009), Scuola Germanica di Genova

Sintesi del progetto: Ogni giorno, senza rendercene conto, viviamo immersi nella radioattività ambientale: un fenomeno naturale e non pericoloso. Nicola approfondisce l’indagine del fenomeno fisico, misurando diverse combinazioni delle radiazioni alfa, beta e gamma, nonché la concentrazione del gas radon. Grazie a queste misure, condotte prevalentemente con strumenti progettati e costruiti in autonomia, si possono verificare fenomeni già noti in letteratura e, soprattutto, giungere ad alcune osservazioni originali. La scarsa correlazione fra i diversi tipi di radiazione e con la concentrazione del radon evidenzia che, almeno sul balcone dove erano installati gli strumenti, i fenomeni che contribuiscono alla radioattività ambientale sono molti.

Lo studio, infatti, dimostra che, contrariamente a quanto si legge spesso, la presenza del radon, favorita dal vento che proviene dagli Appennini alle spalle di Genova, non è la causa dominante della radioattività. Inoltre viene mostrato che, introducendo precise informazioni sul vento e la pioggia, le variabili meteo consentono di stimare con buona accuratezza sia i diversi tipi di radiazione, sia la concentrazione del radon. Per la prima volta si introduce nella letteratura scientifica un metodo per prevedere la radioattività futura. Una rete neurale LSTM, ricevendo in ingresso i valori della radioattività negli ultimi 6 giorni, unitamente a quelli delle variabili meteo (essenziali per raggiungere una buona accuratezza), può stimare la media della radioattività nei due giorni successivi.

REGIONE LOMBARDIA

Titolo del progetto: “Entalpia - un concept di sistema di climatizzazione passiva per edifici a PCM termochimici e flussi bifase gas-solido” ha vinto un posto alla manifestazione IWRW a Svizzera (13-20 giugno 2026) 

Autore: Fabio Stefanoni (2008), I.S. Enrico Fermi, Mantova

Sintesi del progetto: Il sistema Entalpia punta a creare un metodo di gestione termica passiva ad alta efficienza energetica, applicabile a edifici residenziali, commerciali e spazi chiusi. Si tratta di un circuito termodinamico chiuso che minimizza le perdite di calore e ottimizza l’interazione tra il PCM e l’ambiente circostante tramite superfici di contatto adeguate. Il principio operativo sfrutta materiali a cambiamento di fase (PCM) capaci di accumulare energia termica sotto forma di calore latente. La scelta di questo materiale può essere effettuata basandosi sulle condizioni climatiche e stagionali, regolando la densità energetica accumulabile. La selezione del materiale non considera solo il punto di fusione e la capacità termica, ma anche la stabilità chimica e la durata ciclica, garantendo un funzionamento affidabile e duraturo nel tempo. I principali vantaggi comprendono il mantenimento di temperature stabili, evitando picchi termici, il miglioramento del comfort ambientale e dell’impronta energetica complessiva. Questo materiale può essere contenuto in appositi pannelli che possono essere inseriti nelle pareti o nel soffitto.  Entalpia trasforma il calore disponibile in una risorsa controllata, abbattendo costi energetici e riducendo l’impatto ambientale. Il progetto considera anche la scalabilità e la facilità di integrazione negli edifici contemporanei.

Titolo del progetto: “Una questione di stress” hanno vinto un posto alla manifestazione IGO a Londra (14-20 giugno 2026)

Autrici: Angelica Cotta Ramusino (2008), Alice Freguglia (2008), Giulia Trotti (2008), I.I.S. Caramuel – Roncalli, Vigevano

Sintesi del progetto: In un mondo segnato dal cambiamento climatico in cui la scarsità d'acqua e la salinizzazione dei suoli minacciano l'agricoltura e la sicurezza alimentare globale, la ricerca scientifica assume un ruolo fondamentale per lo sviluppo di nuove strategie atte a fronteggiare le criticità climatiche trasformando così le sfide ambientali in un’opportunità di innovazione. In questa prospettiva, il progetto delle tre ragazze analizza le risposte fisiologiche delle piante a condizioni di stress ambientale, mettendo a confronto l’agricoltura tradizionale con la coltivazione idroponica, considerata una delle principali frontiere tecnologiche per un futuro sostenibile. La pianta scelta per l'esperimento è la varietà di pomodoro Micro Tom, un modello ideale per la ricerca indoor grazie alle sue dimensioni ridotte e al ciclo di crescita rapido. Il cuore della ricerca è il dosaggio della prolina, un amminoacido che le piante producono e accumulano in grande quantità come meccanismo di protezione naturale in situazione di stress idrico. Attraverso due fasi sperimentali, le piante vengono sottoposte a concentrazioni crescenti di soluzioni saline e confrontate con un gruppo di controllo irrigato esclusivamente con acqua e con un gruppo coltivato in sistema idroponico. L’analisi spettrofotometrica condotta sugli estratti delle lamine fogliari dei diversi campioni di piante ha evidenziato un maggiore accumulo e produzione negli esemplari sottoposti a stress salino; tale risultato, chiaro indice di stress metabolico da parte delle piante, conferma sperimentalmente l’ipotesi teorica, fornendo dati oggettivi a supporto del ruolo della prolina come indicatore biochimico di stress.

Titolo del progetto: “PlantLeaf - parola alle piante” - rappresenterà l’Italia alla finale europea EUCYS 2026 a Kiel, Germania (22-27 settembre 2026) e un posto per Medicea Education a Firenze il 16 aprile 2026 

Autori: Abdoellah El Makkaoui (2010), Frida Tirari (2009), Tommaso Vaninetti (2009), Istituto Aeronautico Antonio Locatelli, Bergamo

Sintesi del progetto: Le piante esistono da più tempo di qualsiasi altro organismo vivente, eppure la loro complessità e il loro ruolo ecologico sono spesso sottovalutati. Il progetto mira a indagare le risposte delle piante oltre le loro caratteristiche visibili, analizzando segnali interni generati in reazione a stimoli ambientali. Ispirandosi a recenti studi sul comportamento delle piante, gli studenti del Locatelli esplorano se esse producano segnali misurabili che possano essere rilevati e interpretati. Il progetto si concentra sull’acquisizione e sull’analisi di segnali elettrici e acustici, che alcune piante emettono quando vengono stimolate. L’obiettivo non è attribuire coscienza alle piante, ma verificare se tali segnali possano fungere da indicatori affidabili degli stati fisiologici. Attraverso lo sviluppo di un sistema a basso costo, non invasivo e scientificamente rigoroso, gli autori mirano a trovare applicazioni nel monitoraggio ambientale e nell’agricoltura sostenibile, stimolando al contempo l’interesse per questo campo di ricerca emergente e incoraggiando ulteriori approfondimenti sulle interazioni tra piante e ambiente, promuovendo così una maggiore consapevolezza e rispetto per il mondo naturale.

REGIONE MARCHE

Titolo del progetto: “Feathertech – Innovazione sostenibile per la bonifica di acque contaminate da idrocarburi

Autori: Eva Consoli (2008), Mathias Graziosi (2008), Luca Santarelli (2008), I.I.S. Galileo Galilei, Jesi (AN) – hanno vinto un posto per Regeneron ISEF, USA , Phoenix, AZ (9-15 maggio 2026)

Sintesi del progetto: La ricerca affronta il problema dell’inquinamento marino da idrocarburi pesanti (C10–C40), sostanze derivate dal petrolio altamente persistenti, che compromettono gli ecosistemi acquatici e la biodiversità, soprattutto in aree portuali. Questi contaminanti, provenienti in gran parte da attività antropiche, formano film superficiali, si accumulano nei sedimenti e generano effetti tossici, mutageni e cancerogeni lungo la catena trofica. L’obiettivo dello studio è individuare un metodo sostenibile e a basso costo per la rimozione di tali composti, proponendo l’impiego delle piume di pollo, abbondante sottoprodotto dell’industria avicola, come materiale adsorbente naturale. Le piume, costituite da cheratina idrofoba e resistente, sono in grado di catturare efficacemente idrocarburi grazie alla loro struttura proteica e lipidica, offrendo anche un’opportunità di valorizzazione circolare di un rifiuto zootecnico. Le prove sperimentali condotte su acqua di mare contaminata (100 mg/L di olio e gasolio) evidenziano una capacità adsorbente media del 76%, superiore a quella di PVC o paglia d’orzo, senza rilascio di microplastiche o sostanze indesiderate. Le piume mantengono inoltre buone prestazioni dopo cicli di desorbimento mediante trattamento in esano, con efficienza di recupero superiore al 95%. Sulla base dei risultati viene progettato un prototipo di skimmer ecologico dotato di filtro a piume di pollo e pompa fotovoltaica, accoppiato a un sistema di rigenerazione a ciclo chiuso con solventi ecologici. Questa soluzione integra sostenibilità, efficacia e basso impatto ambientale, configurandosi come un modello innovativo per la bonifica continua o d’emergenza delle acque marine contaminate da idrocarburi.

Titolo del progetto: “Fungus for future” hanno vinto un posto per LIYSF a Londra (19 luglio - 1°agosto 2026)

Autori: Simone Lolli (2007), Edoardo Maria Pecci (2007), Caterina Pierandrei (2007), Liceo scientifico Leonardo da Vinci, Jesi (AN)

Sintesi del progetto: In un'epoca segnata da sfide climatiche senza precedenti, la sostenibilità ambientale rappresenta una necessità imprescindibile per garantire la resilienza degli ecosistemi e il benessere delle generazioni future. La ricerca si basa su un approccio innovativo volto alla creazione di un rilevatore organico per promuovere un'economia circolare. Essenza del progetto è impiegare cellule viventi, in particolare funghi, e utilizzarli come mediatori, convertendo segnali elettrici in digitali. Il fungo è un organismo fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi terrestri, infatti il fine del progetto è creare un circuito elettrico mediato da un fungo per monitorare e misurare le variazioni del segnale elettrico prodotte dal fungo stesso. Caterina, Edoardo e Simone propongono un prototipo di centrale di rilevamento di segnali ambientali bypassando i modelli convenzionali e utilizzando i funghi come mediatori di segnali. Progettano un sensore a impatto zero che genera una grandezza elettrica tramite le ife del fungo Pleurotus ostreatus, il quale crea relazioni simbiotiche con alcune piante, aumentando l’apporto di acqua e sostanze nutritive in cambio di carboidrati attraverso le ife che formano una rete sotterranea. L’obiettivo è creare le condizioni ideali per la crescita del fungo, guidarne la crescita in un substrato creato in laboratorio all’interno di una piastra e analizzare la variazione della risposta biologica in relazione all’ambiente in cui si trova. Il progetto, se lanciato sul mercato, può avere impatti positivi, quali l’ottimizzazione dell’uso delle risorse naturali e la riduzione dei costi operativi del monitoraggio ambientale.

REGIONE PIEMONTE

Titolo del progetto: “WEC Technology – bio coloranti da materiali di scarto per la produzione di energia” – hanno vinto la partecipazione a ExpoSciences AMLAT Medellin in Colombia (9-14 novembre 2026), un posto per Expo Science Belgio nel marzo 2027 e per Medicea Education a Firenze il  16 aprile 2026

Autori: Massimo Cassola (2009), Melissa Macchiagodena (2008), Federica Zanotti (2008), I.I.S. Guglielmo Marconi, Tortona (AL)

Sintesi del progetto: Il progetto riguarda le celle solari sensibilizzate a colorante (DSSC), una tecnologia innovativa e sostenibile al fine di dimensionare un kit modulare destinato ad un’Organizzazione non Governativa per la generazione di energia elettrica ad uso domestico. Nei paesi in via di sviluppo spesso l’accesso alla rete elettrica è limitato o assente: soluzioni come le DSSC possono migliorare significativamente la qualità della vita e favorire lo studio serale e l’istruzione. Gli autori realizzano in laboratorio dei prototipi di celle di Grätzel, composte da un foto-elettrodo in vetro conduttivo FTO rivestito di biossido di titanio e sensibilizzato con coloranti naturali estratti da materiali di scarto. Il contro-elettrodo viene ottenuto utilizzando un vetrino ricoperto da uno strato di argento. Dopo l’assemblaggio, le celle sono parametrizzate per valutarne le prestazioni, confrontando il loro ipotetico funzionamento in due contesti diversi: Tortona, in Italia, e Agadez, in Niger, per analizzare l’influenza delle condizioni ambientali sull’efficienza. I pannelli dei kit progettati con DSSC possono fornire energia sufficiente per illuminazione a LED e ricarica di piccoli dispositivi elettronici. La trasparenza delle celle, la sostenibilità dei materiali di scarto alla base dei coloranti e la possibilità di integrazione in superfici vetrate le rendono una soluzione promettente per aree prive di rete elettrica, combinando innovazione scientifica e impatto sociale.

Titolo del progetto: “R.I.S.2 – Recupero innovativo e sostenibile di silice” hanno vinto un posto per Exposcience Occitanie, a Tolosa (3-4 giugno 2026)

Autori: Lucio Dusio (2009), Emanuele Romano (2009), Martina Vallongo (2008), I.S. Ascanio Sobrero, Casale Monferrato (AL) 

Sintesi del progetto: La lolla di riso è un sottoprodotto agricolo abbondante e rinnovabile, ricco di silice amorfa, che può essere valorizzato come alternativa sostenibile alle fonti minerali convenzionali di SiO₂. In questo lavoro viene sviluppato un processo innovativo per l’estrazione della silice da biomasse di scarto, basato su pre-trattamento acido, combustione controllata, estrazione alcalina e precipitazione acida, con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico e l’impatto ambientale dei processi tradizionali. La silice ottenuta viene caratterizzata mediante diffrazione a raggi X, spettroscopia FT-IR, Dynamic Light Scattering e spettrofotometria UV-Vis. Le analisi confermano la natura amorfa del materiale, l’elevata purezza e la presenza di gruppi silanolici superficiali, responsabili di una spiccata attività adsorbente.

Le prove di adsorbimento su soluzioni di coloranti cationici evidenziano efficienze di rimozione superiori al 99% già a brevi tempi di contatto. La biosilice estratta è impiegata per la sintesi di materiali avanzati ad alta porosità, quali aerogel a matrice amido-silice, ottenuti mediante liofilizzazione. Le caratteristiche strutturali di tali materiali, quali bassa densità ed elevata porosità, risultano particolarmente idonee per applicazioni di isolamento termico sostenibile. Il lavoro si inserisce in un’ottica di economia circolare, valutando possibili strategie di recupero della CO₂ prodotta, al fine di ridurre l’impatto ambientale del processo.

Titolo del progetto: “Turol 34 – Trapping Technology & PFAS Monitoring” hanno vinto un posto per WYSII a Bali, Indonesia a gennaio 2027, e a ISTF a febbraio 2027 e a Medicea Education a Firenze in data 16 aprile 2026

Autrice: Maddalena Ghiselli (2006), I.T.I. Giuseppe Omar, Novara

Sintesi del progetto: Il progetto sviluppa una valvola filtrante avanzata per impianti idrici domestici in grado di rimuovere efficacemente i PFAS dall’acqua potabile. Il sistema utilizza un materiale assorbente sostenibile a base di biochar, ottenuto da lolla di riso e tutolo di mais e opportunamente attivato chimicamente e funzionalizzato con nanoparticelle magnetiche e β-ciclodestrine. Si garantisce così un assorbimento selettivo di PFAS a catena lunga e corta che consente la rigenerazione e il recupero del materiale tramite separazione magnetica. Il biochar è prodotto mediante pirolisi in atmosfera inerte (600–750 °C) e successiva attivazione con KOH, al fine di incrementare area superficiale, microporosità e affinità verso i composti perfluoroalchilici attraverso interazioni idrofobiche ed elettrostatiche. La valvola integra inoltre un sistema di monitoraggio in tempo reale, basato su un sensore costituito da nanoparticelle d’oro funzionalizzate con β-ciclodestrine, incapsulate in alginato di sodio, per il rilevamento selettivo di PFAS nell’acqua in uscita. Il materiale viene caratterizzato mediante BET, FTIR e SEM, mentre le prestazioni adsorbenti sono valutate con prove batch PFOA. Il progetto propone una soluzione efficiente, rigenerabile e a basso impatto ambientale, in linea con i principi dell’economia circolare e adatta all’uso domestico.

Titolo del progetto: “Estendere l’impossibile: nuovo tool matematico per sistemi complessi

Autore: Alessandro Bellini (2007), Liceo scientifico Galileo Galilei, Alessandria – Ha vinto un posto per Regeneron ISEF, USA, Phoenix, AZ (9-15 maggio 2026)

Sintesi del progetto: Dall’analisi di un problema concreto nei sistemi di Intelligenza Artificiale e nelle reti neurali avanzate, ovvero l’ottimizzazione e la stabilità di modelli definiti in spazi complessi e multidimensionali, nasce una nuova teoria matematica che affronta limiti applicativi e mai risolti in modo generale nel calcolo moderno: l’assenza di un concetto di integrazione realmente universale per funzioni complesse e quaternioniche, specialmente in contesti non commutativi. I metodi classici di integrazione risultano spesso dipendenti dal cammino, validi solo per classi ristrette di funzioni o inadatti a descrivere la dinamica matematica sottostante ai moderni algoritmi di apprendimento.

Per rispondere a questa lacuna teorica Alessandro sviluppa una nuova teoria matematica che introduce il concetto di Primitiva Vera, definita come una primitiva intrinseca coerente con la struttura geometrica e algebrica dello spazio e indipendente dal percorso di integrazione. Questa costruzione consente di risolvere il problema matematico alla base dei sistemi di IA e delle reti neurali complesse, fornendo uno strumento rigoroso ma computabile. La teoria rappresenta così un punto di contatto tra ricerca matematica fondamentale e applicazioni tecnologiche avanzate con potenziali ricadute in ottimizzazione, modellazione fisica e sviluppo di nuovi algoritmi.

Titolo del progetto: “L’analisi del campo magnetico terrestre a 400.000 metri di altezza” ha vinto un posto per Exposcience Occitanie, Tolosa (3-4 giugno 2026) 

Autore: Andrea Del Dottore (2009), Liceo Scientifico Galileo Galilei, Torino

Sintesi del progetto: AstroPi è un progetto educativo annuale dell'ESA e della Raspberry Pi Foundation che permette agli studenti di inviare esperimenti scientifici sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Attraverso la programmazione in Python e l'uso di un kit hardware dedicato (Raspberry Pi e sensori come magnetometro e accelerometro), i partecipanti possono eseguire codice selezionato in orbita. In questo contesto, Andrea sviluppa un software per raccogliere dati sensori AstroPI, calcolare la posizione orbitale della ISS e scattare fotografie geolocalizzate della Terra. Ogni punto di rilevamento viene rappresentato sul sistema geodetico mondiale WGS84 - il sistema di riferimento utilizzato dal sistema satellitare di navigazione GPS - e i valori ottenuti vengono confrontati con il World Magnetic Model (WMM2020) del NOAA. L'analisi si concentra sui punti che presentano variazioni di intensità magnetica. In queste aree, vengono esaminate le immagini fotografiche acquisite per identificare possibili correlazioni con formazioni geologiche superficiali, come i complessi vulcanici.

Mentre la mappa globale conferma un'alta coerenza con il modello standard WMM2020, l’indagine puntuale non rileva legami significativi tra anomalie magnetiche e morfologia del terreno, dimostrando che l’influenza magnetica di specifiche strutture della crosta terrestre non sia rilevabile alla quota orbitale della ISS (circa 420 km). Questa conclusione definisce un importante limite sperimentale. A tale altitudine il campo magnetico principale del nucleo terrestre prevale sui contributi magnetici locali della superficie, agendo come un filtro che uniforma i dati rilevati rispetto alle formazioni geografiche sottostanti.

Titolo del progetto: “LIEST - Liesegang Structures e auto-organizzazione per biomateriali intelligenti” - hanno vinto un posto per Regeneron ISEF, USA, Phoenix, AZ (9-15 maggio 2026)

Autori: Victoria Bonomelli (2008), Alessia Facchinetti (2007), Matilde Mazzini (2008), I.T.I. Giuseppe Omar, Novara

Sintesi del progetto: L’obiettivo del progetto è sfruttare il fenomeno della precipitazione periodica e dell’auto-organizzazione per sviluppare sistemi funzionali avanzati in ambito biomedico, con particolare attenzione al rilascio controllato di farmaci (ibuprofene) e alla rigenerazione del tessuto osseo. In questo contesto gli anelli di Liesegang rappresentano un modello efficace per ottenere strutture periodiche auto-organizzate, capaci di modulare nel tempo e nello spazio la distribuzione di materiali bioattivi all’interno di matrici gelificate. Un ruolo centrale è quello dell’idrossiapatite (HA), materiale biomimetico che costituisce il principale componente inorganico dell’osso naturale, ampiamente utilizzato come sostituto osseo grazie alle sue proprietà di biocompatibilità e osteoconduttività. La possibilità di ottenere strutture periodiche di HA mediante processi di diffusione e precipitazione controllata consente di mimare l’organizzazione gerarchica dell’osso e di integrare funzioni terapeutiche aggiuntive. In particolare, la formazione di pattern tridimensionali di HA in matrici polimeriche permette la realizzazione di sistemi multifunzionali in cui il materiale agisce sia come supporto per la rigenerazione ossea sia come vettore per il rilascio controllato di farmaci. Il farmaco può essere incorporato o assorbito sulla superficie dell’HA e rilasciato in modo graduale o pulsato, sfruttando la periodicità delle strutture formate. Questo approccio è particolarmente vantaggioso in ambito ortopedico e odontoiatrico, dove è necessario combinare la rigenerazione ossea con la somministrazione locale di agenti terapeutici, riducendo gli effetti collaterali delle terapie sistemiche.

Titolo del progetto: “Oltre la pennellata: scienza e tecnica in Pellizza

Autrici: Katerina Basso (2007), Giada Censi (2008), Cristina Zamboni (2007), I.I.S. Guglielmo Marconi, Tortona (AL) – hanno vinto un posto per IEYI, Pechino, Cina ad agosto 2026

Sintesi del progetto: Il progetto riguarda la diagnosi dell’ultimo dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, artista di rilievo di fine Ottocento, nativo della zona delle autrici. La rilevanza culturale e artistica che questo artista riveste per il territorio è uno dei motivi che li spinge a perseguire questo percorso. Dopo lo studio bibliografico dei colori utilizzati dal pittore e un’accurata raccolta dati effettuata sulla tavolozza riprodotta in laboratorio, presso la Fondazione Cerruti di Rivoli (Torino), viene condotta un’indagine diagnostica su Membra Stanche attraverso l’impiego di tecniche non invasive quali la spettroscopia FORS, la fluorescenza a raggi X (XRF) e l’analisi in fluorescenza UV, tramite lampada di Wood. L’obiettivo principale è approfondire la conoscenza dei processi esecutivi e dei materiali impiegati dall’autore, ma anche andare alla scoperta degli stati d’animo e delle emozioni che hanno accompagnato la realizzazione del dipinto attraverso eventuali fasi di ripensamento. I risultati ottenuti evidenziano la presenza di un numero limitato di ritocchi e, probabili interventi successivi, suggeriti dall’individuazione di materiali brevettati dopo la morte dell’artista. Ciò conferma il carattere sostanzialmente originale dell’opera. Il progetto si presenta come un dialogo interdisciplinare tra scienza e storia dell’arte, che ha, inoltre, come ulteriore fine la divulgazione della scienza come materia fondamentale per lo studio e la tutela del patrimonio artistico. Attraverso un sito web, infatti, le tre giovani presentano il percorso con l’intento di avvicinare anche i meno esperti, ma soprattutto i giovani, a un ambito così interessante.

Titolo del progetto: “ANTRAC 3 - sintesi green di nano particelle magnetiche per la cura dei tumori

Autori: Giulia Trinci (2009), Alessio Viscaldi (2007), Diego Zanotti (2007), I.T.I. Giuseppe Omar, Novara – hanno vinto un posto per Expo Science Belgio nel marzo 2027 e per Medicea Education  a Firenze in data 16 aprile 2026

Sintesi del progetto: Obiettivo del progetto è la sintesi, l’ottimizzazione e la caratterizzazione di nanoparticelle magnetiche a base di ossidi di ferro (Fe₃O₄/γ-Fe₂O₃), destinate ad applicazioni biomedicali nel campo dell’ipertermia magnetica. La produzione delle nanoparticelle viene effettuata principalmente mediante il metodo di co-precipitazione in soluzione acquosa di sali di ferro bivalente e trivalente, selezionato per la sua semplicità, l’elevata resa e la buona riproducibilità. L’attività sperimentale si concentra sullo studio sistematico dell’influenza dei principali parametri di sintesi, quali il rapporto molare Fe²⁺/Fe³⁺, il pH di reazione, la temperatura, la concentrazione dei reagenti e la forza ionica del mezzo, sulle proprietà strutturali, morfologiche e magnetiche delle nanoparticelle ottenute. In particolare viene approfondito il controllo della dimensione media delle particelle, della distribuzione granulometrica e della stabilità colloidale, aspetti fondamentali per garantire un comportamento magnetico adeguato alle applicazioni ipertermiche. Parallelamente alla procedura convenzionale, vengono sviluppati e valutati protocolli di sintesi alternativi di tipo green, basati sull’impiego di estratti naturali come agenti riducenti e stabilizzanti, con l’obiettivo di migliorare la biocompatibilità dei sistemi. Le nanoparticelle, infine, vengono stabilizzate e funzionalizzate superficialmente e testate per la loro capacità di dissipare calore sotto l’azione di campi magnetici alternati.

Titolo del progetto “CARBONCORE - Nox? Non più un problema” hanno vinto un posto per IEYI, Pechino, Cina ad agosto 2026

Autori: Tommaso De Santa (2007), Giorgia Mattana (2008), Francesco Petralia (2007), I.T.I.S. Alessandro Volta, Alessandria

Sintesi del progetto: Il progetto propone un approccio sostenibile alla riduzione delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) nei veicoli a benzina Euro 4, con l’obiettivo di ricondurne il profilo emissivo entro i limiti previsti dalla normativa Euro 6 senza interventi sul motore, né sostituzione del veicolo. Poiché il principale elemento discriminante tra gli standard Euro 4 ed Euro 6 è rappresentato dagli NOx, la ricerca si concentra sulla loro rimozione selettiva come leva per l’adeguamento complessivo. La soluzione prevede l’integrazione, nella linea di scarico, di un sistema modulare a cartucce contenenti carboni attivi (da plastica riciclata) in forma di pellet, progettati per garantire elevata permeabilità ai gas ed evitare fenomeni di contropressione. I materiali adsorbenti, ottenuti mediante carbonizzazione e attivazione chimica, sono studiati in due configurazioni comparative: carboni attivati con KOH e carboni impregnati con ossido di magnesio, caratterizzati da maggiore selettività verso gli NOx. Il sistema opera su cicli di circa 500 km, valore coerente con l’autonomia media di un’auto, ed è rigenerabile tramite trattamenti controllati che consentono la rimozione degli inquinanti adsorbiti e la loro conversione in sostanze non dannose per l’ambiente. I risultati evidenziano la solidità tecnica dell’approccio e il suo potenziale come alternativa sostenibile alla rottamazione dei veicoli Euro 4, riducendo l’impatto del parco circolante in un’ottica di economia circolare.

Titolo del progetto: “PBP - come salvare le acque dagli inquinanti emergenti”  Hanno vinto un posto per 1923 IMSEF, Smirne, Turchia, 1-6 giugno 2026

Autori: Giada Bullano (2006), Riccardo Parozzi (2008) Monica Agostina Picciolo (2008), I.T.I. Giuseppe Omar, Novara

Sintesi del progetto: Il progetto sviluppa una soluzione sostenibile per la riduzione dell’inquinamento delle acque attraverso l’impiego di materiali riutilizzabili, chimicamente inerti e sicuri per gli ecosistemi acquatici, sfruttando al contempo l’energia solare come fonte rinnovabile. Si prevede l’utilizzo di fotocatalizzatori galleggianti supportati da materiali porosi e leggeri, come l’argilla espansa, che consentono al sistema di rimanere sulla superficie dell’acqua, garantendo una maggiore esposizione alla luce. I supporti incorporano nanoparticelle di ossido di niobio (V) (Nb₂O₅), sintetizzate mediante metodo sol-gel, impiegate nella degradazione ossidativa di inquinanti organici, in particolare residui farmaceutici. Il Nb₂O₅, attivato dalla luce solare, genera specie altamente reattive in grado di frammentare le molecole contaminanti fino alla loro conversione in composti semplici e poco pericolosi, come acqua e anidride carbonica.

Il fissaggio del fotocatalizzatore su un supporto galleggiante consente di operare in condizioni ottimali di illuminazione e disponibilità di ossigeno, migliorando l’efficienza del processo. Un ulteriore vantaggio del sistema è la semplicità di recupero del materiale, che può essere facilmente raccolto dalla superficie dell’acqua e riutilizzato, evitando operazioni di filtrazione e riducendo i costi operativi. Questo rende la tecnologia particolarmente adatta ad applicazioni in laghi, bacini di depurazione e vasche di trattamento. Le nanoparticelle di Nb₂O₅ sono state caratterizzate mediante analisi SEM-EDX, DLS, XRD, potenziale Z e spettroscopia UV-Vis. Durante le fasi sperimentali, sono stati eseguiti test su due farmaci: paracetamolo e ibuprofene

Titolo del progetto: “Le bioplastiche sono una bufala?” hanno vinto un posto per IEYI, Pechino, Cina ad agosto 2026

Autrici: Carola Giordano (2007), Greta Lu (2008), Beatrice Tarditi (2007), Liceo Scientifico Galileo Ferraris, Torino 

Sintesi del progetto: In un mondo in cui la plastica è uno dei materiali con maggiore impatto per l'inquinamento ambientale, il progetto vuole dare nuova vita agli scarti dell’industria lattiero-casearia, trasformandoli in bioplastica ecosostenibile. Partendo dal processo di coagulazione della caseina, viene prodotta una plastica sostenibile sia per le materie di produzione sia per il suo successivo smaltimento. Lo studio, attraverso una serie di esperimenti, analizza l'impatto sulle proprietà della bioplastica di variabili quali pH, temperatura e tipologia di materia prima (latte fresco, latte scaduto e yogurt). L’utilizzo di latte scaduto, in particolare, conferma la possibilità di riciclare materiali di scarto grazie alla naturale acidificazione del prodotto. Vengono inoltre analizzati additivi come glicerolo, sale, fibre vegetali e segatura, che ne influenzano la malleabilità, la resistenza meccanica e la stabilità biologica. Un aspetto critico emerso riguarda, infatti, proprio la conservazione del materiale, poiché la bioplastica non trattata risulta occasionalmente soggetta a proliferazione batterica e fungina. Tuttavia, nonostante questo rimanga uno dei principali aspetti che richiederebbero ulteriori approfondimenti, l’aggiunta di sale e l’essiccazione in forno sono strategie efficaci per aumentare molto la sicurezza del prodotto. Nel complesso, quindi, lo studio evidenzia il potenziale della bioplastica a base di caseina come alternativa sostenibile alle plastiche convenzionali e sensibilizza in modo coinvolgente sul tema della sostenibilità.

REGIONE PUGLIA

Titolo del progetto: “Parkins-Off - Innovazione tecnologica e monitoraggio ambientale nella lotta al Parkinson”-  hanno vinto un posto per WYSII a Bali, Indonesia nel Gennaio 2027

Autori: Francesco Macrì (2010), Cristian Sabato (2010), I.I.S. Enrico Mattei, Maglie (LE)

Sintesi del progetto: Il morbo di Parkinson è una patologia neurodegenerativa in rapida crescita globale, causata dalla perdita di neuroni dopaminergici e influenzata da fattori genetici e ambientali. La ricerca scientifica recente identifica nel particolato atmosferico (PM10 e PM 2,5) un pericoloso fattore di rischio: queste particelle possono attraversare la barriera emato-encefalica innescando neuroinfiammazione e stress ossidativo. Il progetto Parkins-Off adotta un duplice approccio: l’analisi del rischio ambientale e lo sviluppo di soluzioni bioingegneristiche per migliorare la qualità della vita dei pazienti. L’indagine ambientale confronta i dati storici ARPA Puglia con rilevazioni puntuali effettuate nel cortile scolastico tramite sensori Arduino. Mentre i dati regionali mostrano una relativa stabilità, il monitoraggio locale evidenzia concentrazioni di PM10 significativamente superiori. Tale discrepanza è riconducibile ai picchi di traffico locale, sottolineando l'importanza di un monitoraggio capillare per identificare aree a rischio elevato. Sul fronte terapeutico, viene realizzato un braccialetto smart per la mitigazione del tremore. La compensazione avviene tramite vibrazione meccanica per tremori lievi o stimolazione elettrica in controfase per quelli intensi. Il prototipo integra inoltre un sistema di rilevamento cadute con allerta automatica. In conclusione, i due giovani dimostrano come l’integrazione tra politiche ambientali rigorose e innovazione tecnologica proattiva sia essenziale per contrastare l’avanzata delle patologie neurodegenerative e garantire maggiore autonomia ai pazienti.

Titolo del progetto: “La nuova frontiera nella micologia mediterranea: Terrana caerulea, caratterizzazione spettroscopica, ecologica e applicazioni biosensoriali” - hanno vinto un posto per Regeneron ISEF, USA, Phoenix, AZ (9-15 maggio 2026)

Autori: Giuseppe Marino (2007), Andrea Minervini (2007), Gabriele Pasquale Tullio (2007), I.I.S.S. Galileo Ferraris, Molfetta (BA)

Sintesi del progetto: La Terana caerulea è un fungo raro e affascinante, riconoscibile per la sua intensa colorazione blu dovuta a pigmenti naturali unici chiamati corticine. Nel febbraio 2025 questa specie è stata rinvenuta per la prima volta in Puglia, su un tronco morto di ulivo nei pressi di Molfetta, in un contesto ambientale costiero caratterizzato da elevata umidità e luce diffusa. Lo studio analizza il fungo attraverso osservazioni ecologiche e tecniche spettroscopiche, mostrando che i suoi pigmenti assorbono in modo selettivo la luce blu e rispondono alle variazioni ambientali. La produzione del colore risulta infatti strettamente legata alla luce, al tipo di substrato vegetale e alle condizioni microclimatiche, rendendo Terana caerulea un vero indicatore biologico naturale. Da queste evidenze nasce la proposta del TERA-PROBE, un biosensore ambientale innovativo che sfrutta la sensibilità ottica e fotochimica dei pigmenti del fungo per rilevare cambiamenti nell’ambiente, come variazioni della qualità dell’aria o delle condizioni climatiche locali. Il progetto unisce micologia, chimica e biotecnologia, offrendo una soluzione sostenibile e bio-ispirata per il monitoraggio ambientale. I tre studenti di Molfetta ritengono che il loro lavoro non rappresenta solo una nuova scoperta scientifica, ma apre una prospettiva concreta sull’uso dei microrganismi come strumenti intelligenti per comprendere e proteggere l’ambiente.

Titolo del progetto : “MajorAntartide” hanno vinto un posto per Expo Sciences Lussemburgo a novembre 2026

Autori: Diego Carabotta (2008), Luca Castellana (2009), Daniele Colucci (2007), I.I.S.S. Martina Franca (TA)

Sintesi del progetto: Il progetto nasce a scuola dall'incontro tra educazione ambientale, curiosità scientifica e competenze STEM. Si tratta della progettazione e realizzazione di un dispositivo portatile basato su Arduino, capace di misurare temperatura, umidità, pressione atmosferica e raggi ultravioletti di tipo C (UV-C), pensato per l'uso in ambienti estremi come l'Antartide. L'idea è nata grazie al dialogo con ricercatori impegnati nelle missioni polari, dalle difficolta di raccolta dati affidabili lontano dalle stazioni fisse. Da qui la scelta di costruire uno strumento autonomo, leggero e resistente, in grado di funzionare senza connessioni di rete e di salvare le misurazioni su una memoria interna. II dispositivo utilizza più sensori per la temperatura, cosi da confrontare i valori e renderli più affidabili e include anche un sensore UV-C, raro in strumenti portatili, per monitorare una radiazione pericolosa e poco studiata nelle regioni polari. I dati vengono registrati autonomamente su una micro SD e trasferiti al computer tramite un semplice programma sviluppato con Python. Testato anche a temperature sotto zero, lo strumento mostra un buon funzionamento e una buona stabilità. MajorAntartide dimostra che la scuola può diventare un vero laboratorio di ricerca: un piccolo progetto che unisce scienza, tecnologia e cittadinanza attiva, contribuendo alla conoscenza e alla tutela del nostro pianeta.

REGIONE SICILIA

Titolo del progetto: “Un sensore elettrochimico per il monitoraggio dei nitrati in acqua” hanno vinto un posto per Genius Olympiad a Rochester, NY (8 – 13 giugno 2026)

Autori: Gabriele Salvatore Capizzi (2008), Marisol Rapisarda (2008), Anouar Safi (2009), I.T.I.S. Stanislao Cannizzaro, Catania

Sintesi del progetto - Il progetto viene sviluppato da studenti dell’indirizzo Chimica e Biotecnologie con l’obiettivo di affrontare una problematica ambientale di grande attualità: la presenza di nitrati nelle acque. I nitrati, largamente utilizzati in agricoltura e presenti negli scarichi civili e industriali, possono accumularsi nelle acque superficiali e sotterranee, rappresentando un rischio per gli ecosistemi e per la salute umana. Partendo da queste considerazioni, gli studenti progettano e realizzano un chemosensore elettrochimico per la determinazione dei nitrati in acqua. Il dispositivo è basato su elettrodi serigrafati di carbonio, modificati mediante deposizione di microparticelle di rame, materiale noto per la sua capacità di favorire le reazioni elettrochimiche dei nitrati. Il sensore viene testato in laboratorio utilizzando soluzioni a diversa concentrazione di nitrati. Le prove sperimentali evidenziano una risposta chiara, riproducibile e confrontabile con quella ottenuta tramite metodi analitici tradizionali, come la spettrofotometria. Il progetto rappresenta un esempio di applicazione del metodo scientifico in ambito scolastico e dimostra come, anche in un contesto formativo, sia possibile sviluppare soluzioni tecnologiche semplici e a basso costo per il monitoraggio ambientale. L’attività consente inoltre agli studenti di approfondire competenze scientifiche, sperimentali e comunicative, valorizzando il lavoro di squadra e l’impegno nella ricerca.

Titolo del progetto: “Etna Circular Materials: ash2value

Autrici: Annamaria Calabretta (2009), Gioia Jennifer Chiarenza (2008), Julia Giorgia D’Antoni (2010), I.T.I. Stanislao Cannizzaro, Catania – hanno vinto un posto per Genius Olympiad a Rochester, NY (8 – 13 giugno 2026)

Sintesi del progetto - Il progetto nasce dall’osservazione di un problema concreto del territorio siciliano: le grandi quantità di cenere vulcanica prodotte dalle eruzioni dell’Etna, oggi considerate un rifiuto e smaltite con elevati costi ambientali ed economici. Le tre ragazze vogliono dimostrare che questo materiale può invece diventare una risorsa utile, secondo i principi dell’economia circolare. Attraverso analisi di laboratorio e sperimentazioni pratiche, la cenere può avere tre possibili applicazioni: depurazione delle acque, edilizia sostenibile e gestione dell’acqua nei suoli. I risultati mostrano che, con semplici trattamenti, la cenere è in grado di trattenere efficacemente alcuni inquinanti presenti nell’acqua, come ferro e nitriti, funzionando come un filtro naturale a basso costo. In edilizia, l’integrazione della cenere in malte a base di calce consente di ottenere materiali più leggeri, traspiranti e sostenibili, riducendo l’uso di materie prime tradizionali. Inoltre, grazie alla sua struttura porosa, la cenere dimostra una buona capacità di assorbire e rilasciare gradualmente l’acqua, con potenziali applicazioni in ambito agricolo e ambientale. Il progetto evidenzia come un materiale spesso percepito solo come problema possa diventare una risorsa multifunzionale, contribuendo alla sostenibilità ambientale, alla riduzione dei rifiuti e alla valorizzazione del territorio etneo.

Titolo del progetto: “argetting CD44 e clearance tossinica: il futuro della nanomedicina polmonare

Autrice: Milena Di Vittorio (2008), Liceo scientifico Vincenzo Fardella – Liceo classico Leonardo Ximenes, Trapani – ha vinto un posto per Zientzia Azoka, Paesi Baschi, Bilbao (6-9 maggio 2026)

Sintesi del progetto: il progetto presenta una nuova tecnica per curare i polmoni dei soggetti fumatori attraverso l’uso di microscopici robot creati con frammenti di DNA, invece che con altri materiali che potrebbero compromettere la salute e la vita degli individui. Con il metodo del “DNA origami” viene creata una forma piccola che può andare nel corpo come un mezzo furbo. L’obiettivo è quello di somministrare il farmaco adeguato e con il giusto dosaggio all’interno degli alveoli polmonari al fine di ripulire quanto più possibile i polmoni dal catrame, ridurre le infiammazioni croniche e riacquistare quanto più possibile una normale funzionalità. Lo studio di Milena dà una speranza a chi ha problemi polmonari per abuso di fumo. Per essere sicuri che questi microscopici robot, con frammenti di DNA, non si danneggino quando arrivano nei polmoni sono state eseguite una serie di prove complesse al computer con il software GROMACS. Queste prove creano una simulazione che imita l’ambiente creato dal tessuto alveolare. I risultati ottenuti dai test, come il RMSD e il raggio di girazione, evidenziano che il microscopico robot non cambia forma, non subisce denaturazione, rimanendo inalterato nel compiere il suo lavoro. In sintesi, il progetto riguarda la realizzazione di microscopiche “macchine biologiche” che, giungendo nei nostri polmoni, riparano i danni causati dal fumo, eseguendo un lavoro minuzioso e di precisione a livello molecolare. La ricerca propone un metodo utile per la medicina moderna aiutando l’organismo a guarire da dentro e supportando i farmaci del momento.

REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE

Titolo del progetto: “Simulatore bidimensionale di un neurone” ha vinto un posto per Regeneron ISEF, USA, Phoenix, AZ, (9-15 maggio 2026)

Autore: Luca Pompili (2007), Liceo scientifico Evangelista Torricelli, Bolzano

Sintesi del progetto: Il progetto affronta con un approccio originale un tema centrale della neuroscienza: la nascita dell’eccitabilità neuronale. Partendo da un modello classico molto complesso (Hodgkin-Huxley), Luca costruisce una versione semplificata (in stile Morris-Lecar) che permette di vedere e comprendere il comportamento dei neuroni attraverso la geometria del piano delle fasi. Il valore aggiunto non è solo scientifico, ma anche didattico: viene sviluppato un simulatore interattivo che rende intuitivi concetti avanzati come soglia, stabilità e biforcazioni. Il lavoro mostra come fenomeni biologici fondamentali emergano da strutture matematiche profonde, unendo ricerca, creatività e divulgazione scientifica. Il lavoro non si limita a riprodurre un modello noto, ma lo rende comprensibile, esplorabile e formativo, anche tramite un programma interattivo, trasformando un tema complesso in uno strumento di apprendimento concreto.

REGIONE VENETO

Titolo del progetto: “Lettura del degrado stradale urbano a partire da segnali dinamici in condizioni reali”

Autrice: Vittoria Masotto (2008), I.I.S. Giovanni Silva - Matteo Ricci, Legnago (VR) - hanno vinto un posto per Mostratec Brasile, Novo Hamburgo (25-29 ottobre 2026)

Sintesi del progetto: La qualità del manto stradale influisce direttamente sulla sicurezza, sul comfort di viaggio e sull’usura dei veicoli, soprattutto nel trasporto pubblico. Tuttavia, il suo monitoraggio avviene spesso solo quando il problema è già evidente, perché le ispezioni tradizionali sono costose e poco frequenti. Il progetto nasce da una domanda semplice: è possibile ottenere informazioni utili sullo stato delle strade utilizzando strumenti di uso quotidiano, come gli smartphone? Il lavoro si basa sull’idea che un veicolo in movimento “reagisce” alle irregolarità della strada attraverso vibrazioni e rotazioni. Registrando questi segnali con i sensori integrati di uno smartphone durante normali corse su un mezzo, è possibile descrivere in modo indiretto le condizioni del manto stradale.

I dati raccolti vengono analizzati e sintetizzati in un indice comparativo, l’RSQI (Road Surface Quality Index), che permette di confrontare tratti diversi o di osservare come uno stesso tratto cambia nel tempo. Il progetto non cerca una misura perfetta o assoluta, ma un metodo riproducibile e realistico per leggere dati acquisiti in condizioni reali, accettando la variabilità come parte del fenomeno. L’uso di misure ripetute, il confronto tra sessioni diverse e il supporto di osservazioni visive consentono di distinguere anomalie casuali da caratteristiche stabili della strada. L’approccio proposto è semplice, trasferibile e a basso costo, e mostra come anche strumenti comuni possano contribuire a una gestione più consapevole e preventiva delle infrastrutture di trasporto.

Partecipanti esteri:

BELGIO

Titolo progetto: "The Afghan box" – hanno vinto una medaglia d’argento 

Autori: Clemence Dugnoille (2007), Ilan Haberman (2008), Felix Losa (2008), Athénée Royal d’Auderghem, Brussels, Belgio

La Afghan Box è una fotocamera che combina una macchina fotografica con una camera di sviluppo in legno. È composta da un obiettivo per la messa a fuoco dell'immagine, due manicotti che consentono la manipolazione interna impedendo alla luce esterna di entrare nella camera e diversi scomparti per lo sviluppo delle foto. La Afghan Box è realizzata interamente con materiali riciclati e i liquidi di sviluppo utilizzati contengono componenti di origine vegetale.

BRASILE

Titolo Progetto: SkinScan: development of a low-cost device using AI for skin cancer detection – phase II – hanno vinto una Medaglia di argento

Autori: Arthur Luiz da Costa Duval (2008), Fernanda Fritsch Gib (2008), Colégio João Paulo I - JPSul, Porto Alegre, Brasile

Il cancro della pelle è la neoplasia più diffusa in Brasile, principalmente a causa della mancanza di diagnosi precoce, che contribuisce all'elevata incidenza e mortalità. Allo stesso tempo, l'intelligenza artificiale (IA) è stata sempre più applicata all'analisi di immagini mediche per la rilevazione del cancro della pelle. Questa ricerca si propone di sviluppare un dispositivo a basso costo utilizzando una fotocamera, un computer a scheda singola Raspberry Pi e un modello di IA addestrato per identificare la malattia sulla base di immagini di lesioni cutanee. La metodologia è stata suddivisa in tre fasi: revisione della letteratura, addestramento dell'IA e costruzione del dispositivo. La revisione della letteratura ha affrontato le attuali applicazioni dell'IA in dermatologia, in particolare nella diagnosi e nel trattamento. Per l'addestramento dell'IA sono stati utilizzati Google Colab, la libreria TensorFlow, OpenCV e il dataset di immagini HAM10000. Il dispositivo è stato costruito utilizzando un Raspberry Pi, una fotocamera di alta qualità, batterie, un display per la visualizzazione dell'interfaccia, un regolatore di tensione per garantire la portabilità e una struttura in PLA stampata in 3D. L'IA ha raggiunto un'accuratezza del 77% ed è stata integrata nel dispositivo, avviando test pratici utilizzando immagini stampate di lesioni cutanee. È stato ottenuto un tasso di successo del 100% nella scansione delle lesioni benigne, con solo due errori diagnostici nei casi maligni. Il dispositivo ha raggiunto il suo obiettivo, dimostrando la sua utilità per lo screening del cancro della pelle, principalmente nell'assistenza sanitaria di base, e per il monitoraggio e il contributo alla salute pubblica brasiliana in generale.

MESSICO

Titolo del progetto: “Aloecoco” ha vinto una medaglia d’oro

Autrice: Maria Fernanda De la Torre López (2011), Instituto Sanford, Torreón, Mexico

Sintesi: Questo progetto presenta lo sviluppo di un'argilla terapeutica formulata con ingredienti naturali come avena, miele, olio di cocco e aloe vera per la cura della dermatite atopica. Il prodotto è stato sviluppato utilizzando il metodo scientifico, garantendo stabilità e un pH compatibile con la pelle. I test sugli utenti hanno mostrato una riduzione di secchezza, irritazione e prurito, con buona tollerabilità e assenza di effetti collaterali. Aloecoco rappresenta un contributo innovativo e accessibile alla tecnologia cosmetica e alla salute della pelle.

PORTOGALLO

Titolo del progetto: “Studio della rigenerazione naturale di piante autoctone in suoli alterati da Acacia longifolia” ha vinto una medaglia di argento

Autrice: Madalena Oliveira (2007), Escola Secundária de Odemira, Odemira, Portogallo

Sintesi dello studio -  Il Parco Naturale della Costa Sud-Occidentale dell'Alentejo e della Costa Vicentina è stato invaso dall'acacia a foglie lunghe (Acacia longifolia), una specie invasiva che, tra gli altri impatti ecologici, altera le caratteristiche fisico-chimiche e biologiche del suolo. L'obiettivo di questo lavoro è comprendere se le modifiche prodotte dall'Acacia longifolia nel suolo influenzino la rigenerazione naturale delle piante autoctone. Le piante autoctone sono state seminate in semenzai con terriccio, variando tra i gruppi solo per la tipologia di terreno. La quantità di semi seminata è stata la stessa in ogni gruppo. Sono state utilizzate nove specie di piante autoctone. La quantità di terreno e il livello di umidità sono stati mantenuti costanti in tutti i gruppi. Il numero di piante germinate è stato contato ogni due giorni. Dopo la fase iniziale di crescita delle piantine, la loro crescita è stata misurata ogni 15 giorni. I risultati sono stati analizzati statisticamente per identificare differenze significative tra i gruppi. I nostri risultati indicano che specie diverse possono rispondere in modo differente alle modifiche del suolo causate dalle acacie. I risultati, ancora parziali, mostrano un'inibizione della germinazione solo per una specie: Antirrhinum majus. Per quanto riguarda la crescita, solo una specie (Quercus suber) ha mostrato una crescita inferiore nel suolo della foresta di acacie. Al contrario, due specie sono cresciute di più nel suolo della foresta di acacie rispetto al suolo della vegetazione autoctona. Questi risultati sono incoraggianti in quanto sembrano indicare la possibilità di ripristinare gli ecosistemi dunali attualmente invasi dalle acacie. Tuttavia, questo lavoro discute alcuni aspetti relativi ai fenomeni di competizione che potrebbero limitare il ripristino degli ecosistemi dunali.

SPAGNA

Titolo del progetto “È possibile migliorare il benessere degli anziani senza farmaci?”

Autori: Iera Garbisu (2007), Ibon Salaverri (2007), Iraia Ongay (2007), Liceo IES Biurdana/Biurdana BHI, Pamplona-Navarra, Spagna- hanno vinto una medaglia d’argento e un certificato di merito APA

Sintesi del lavoro - Lo studio verifica se le interazioni intergenerazionali possono migliorare significativamente il benessere emotivo e cognitivo delle persone anziane senza necessità di farmaci. Gli studenti organizzano delle sessioni settimanali, da gennaio a maggio 2025, nella residenza Amavir Oblates (Pamplona), con la collaborazione del personale della struttura e con il supporto consulenziale del Servizio di Geriatria dell’Ospedale di Navarra. La ricerca si basa su due gruppi: uno di controllo senza visite; l’altro di intervento con visite. L’indagine prevede dibattiti tematici (biografie, internet, salute, COVID-19), giochi di memoria, murales salutari e simulazioni sensoriali. Segue la valutazione con test standardizzati di depressione, memoria, attenzione e gnosia applicati simultaneamente ad entrambi i gruppi in situazione iniziale e finale. Il personale ha confermato maggiore vitalità e nostalgia per le visite. I risultati mostrano un promettente valore clinico delle interazioni intergenerazionali per migliorare la salute mentale negli anziani, con riduzioni marcate della depressione e vantaggi cognitivi. Tuttavia gli studenti riconoscono che, data la dimensione ridotta del campione, per ottenere significatività statistica è necessario ampliare la scala dello studio.

TAIWAN

Titolo: “Indagine sulla relazione tra il mezzo interstellare e la barra centrale galattica e i bracci a spirale con Gaia DR3 e 2MASS” – hanno vinto una medaglia d'orro

Autori: Yu-Chi Hsiao (2009), Cheng-Kang Lee (2008), Yi-Sheng Liu (2008), Scuola Superiore Nazionale di Chiayi, Chiayi, Taiwan

Sintesi del progetto: Questo studio ricostruisce la distribuzione tridimensionale (3D) del mezzo interstellare galattico (ISM) e ne indaga la relazione strutturale con la barra galattica e i bracci a spirale. Utilizzando i dati dei cataloghi Gaia DR3 e 2MASS, l'estinzione stellare e l'arrossamento sono stati stimati sulla base di modelli teorici di sequenza principale. Gli studenti hanno impiegato la stima di massima verosimiglianza (MLE), l'inferenza bayesiana e i metodi Markov Chain Monte Carlo (MCMC) per derivare la distribuzione di densità dell'ISM e le relative incertezze. Attraverso un processo di deconvoluzione, è stato stabilito un modello tridimensionale completo della densità del mezzo interstellare (ISM) della Via Lattea. I risultati rivelano una prominente barra di gas nel Centro Galattico con un semiasse maggiore di circa 5 kpc e un angolo di orientamento di 27° rispetto alla linea Sole-Centro Galattico, mostrando un alto grado di correlazione spaziale con la barra stellare osservata. Inoltre, l'analisi rivela una distribuzione discontinua dell'ISM all'interno dei bracci a spirale. Le lacune identificate a 2 kpc, 6 kpc e 9 kpc sono in linea con le previsioni teoriche delle risonanze di Lindblad. Questo studio fornisce, per la prima volta, una validazione osservativa delle posizioni delle risonanze di Lindblad all'interno della distribuzione fisica dell'ISM della nostra Galassia.

TURCHIA

Titolo: “Ottimizzazione software-hardware di un sistema di interazione desktop indossabile per non vedenti tramite visione stereoscopica e apprendimento profondo” - hanno vinto una medaglia d'oro

Autori: Poyraz Gülener (2010), Tuna Yamaç (2009), Muhsin Emir Yildirim (2011) Halil Inalcik Bilim ve Sanat Merkezi, Bursa, Turchia

Sintesi del progetto: Le attuali tecnologie assistive per persone non vedenti si limitano per lo più al riconoscimento degli oggetti. Questo studio si propone di sviluppare un sistema di guida indossabile che consenta agli utenti non vedenti di accedere in modo sicuro e indipendente agli oggetti su un tavolo (ad esempio, un tavolo da pranzo) integrando la visione artificiale basata sull'intelligenza artificiale con il rilevamento della profondità stereoscopica. Il metodo proposto prevede un sistema indossabile composto da una scheda di sviluppo AI mobile con una potenza di elaborazione di 40 TOPS (Tera Operations Per Second), una fotocamera stereoscopica da 8 MP e unità di feedback audio/aptico. Per il rilevamento degli oggetti viene utilizzata un'architettura di apprendimento profondo basata su YOLOv11. Il modello è stato addestrato su un dataset personalizzato di 3224 immagini, comprendente 10 classi di oggetti (piatto, bicchiere, forchetta, cucchiaio, coltello, tovagliolo, pane, saliera, bottiglia d'acqua, frutta), e valutato in scenari di suddivisione dei dati 70-20-10 e 80-20 utilizzando metriche di accuratezza, precisione, richiamo e punteggio F1. Le analisi della matrice di confusione hanno mostrato un'accuratezza di classificazione superiore al 95% per gli oggetti di uso frequente con bassi tassi di errata classificazione. Utilizzando i dati della telecamera di profondità stereo, sono state calcolate la posizione 3D e la distanza degli oggetti rispetto all'utente, e gli output dell'IA sono stati convertiti in audio in tempo reale e, quando necessario, in feedback aptico. Il metodo è stato testato con 50 partecipanti (20 ipovedenti, 30 con simulazione di bendaggio). I risultati hanno mostrato un funzionamento in tempo reale con un'accuratezza media di rilevamento degli oggetti del 96%, un margine di errore di distanza di ±2 cm e una latenza di circa 180 ms. I sondaggi sulla soddisfazione degli utenti hanno rivelato che la maggior parte dei partecipanti ha trovato il sistema molto utile in termini di accesso indipendente e facilità d'uso.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News