Imballaggi in bilico fra riciclo e riuso: ecco come funziona il regolamento europeo Ppwr

Aprile 3, 2026 - 15:30
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Imballaggi in bilico fra riciclo e riuso: ecco come funziona il regolamento europeo Ppwr

La Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione dell’approvazione della bozza di documento guida volto a facilitare l'attuazione uniforme del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi (Ppwr), insieme ad una serie di FAQ (domande e risposte) che affrontano in modo pratico i principali quesiti applicativi che gli operatori potrebbero porsi.

Il documento guida pubblicato (ancora una bozza), che non è giuridicamente vincolante, fornisce l'interpretazione della Commissione di alcune disposizioni del Regolamento Ppwr e mira a sostenere l'attuazione efficace e tempestiva del Regolamento da parte degli operatori economici e degli Stati membri.

Ricordiamo che il regolamento Ppwr è entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e la sua applicazione generale è prevista per il 12 agosto 2026, ma alcune disposizioni si applicheranno successivamente (ad esempio, riciclabilità, obiettivi relativi al contenuto riciclato, divieti sugli imballaggi e obiettivi di riutilizzo entro il 2030).

Ecco dunque di seguito i principali obiettivi del provvedimento destinato a modificare radicalmente sia le politiche di produzione e utilizzo del packaging da parte delle imprese, sia i comportamenti dei consumatori.

I rifiuti da imballaggio devono ridursi del 5% entro il 2030, 10% entro il 2035, 15% entro 2040, rispetto ai livelli del 2018 (in quell’anno erano 77, 3 milioni di tonnellate, nel 2023 erano 79,3, nel 2030 si deve arrivare a 73,4).

Entro il 2030 tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo dovranno essere riciclabili. Ovvero un imballaggio dovrà essere progettato in modo da poter essere separato nelle sue componenti e trasformato nuovamente in materia prima. Una decisione che spingerà le aziende a ripensare il packaging fin dalla fase di progettazione, l’ecodesign.

Saranno consentite meno sostanze pericolose negli imballaggi, inclusi i Pfas, una famiglia di composti utilizzati spesso per rendere gli imballaggi resistenti all’acqua e ai grassi. Il regolamento stabilisce che, a partire dal 2026, gli imballaggi destinati al contatto con alimenti non potranno essere immessi sul mercato se contengono Pfas oltre determinati limiti. La normativa prende inoltre in considerazione altri contaminanti come metalli pesanti e microplastiche.

Si prevede poi più plastica riciclata nella produzione di imballaggi. Oggi solo una piccola parte della plastica utilizzata per produrre nuovi oggetti proviene da materiali riciclati. Il regolamento introduce obiettivi minimi obbligatori di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica. Le percentuali varieranno a seconda del tipo di imballaggio e aumenteranno progressivamente fino al 2040. La logica di questa scelta è creare una domanda stabile di plastica riciclata da parte dell’industria, in modo da rendere economicamente sostenibile l’intero sistema del riciclo.

Si prevede finalmente lo stop a confezioni inutilmente grandi, con una decisa lotta all’over-packaging, cioè l’uso di imballaggi eccessivi rispetto al contenuto del prodotto. Dal 2030 gli imballaggi dovranno essere progettati per ridurre al minimo peso e volume.  Saranno vietati gli elementi che servono solo ad aumentare artificialmente le dimensioni percepite del prodotto, come doppi fondi o strati superflui. Anche nel commercio online saranno introdotti limiti precisi: lo spazio vuoto all’interno degli imballaggi non potrà superare il 50% del volume complessivo della confezione.

Si spinge verso più riuso e meno monouso: un altro cambiamento importante riguarda infatti la promozione degli imballaggi riutilizzabili. Il regolamento incoraggia modelli in cui i contenitori possano essere utilizzati più volte prima di diventare rifiuti. In questa direzione si inserisce anche la possibilità, destinata a diventare sempre più diffusa, di utilizzare contenitori portati da casa per acquistare cibo e bevande da asporto. Le attività di ristorazione dovranno consentire questa opzione e non potranno applicare condizioni economiche peggiori rispetto alle versioni con imballaggi monouso.

Sono previste poi etichette più chiare per chi compra, dato che il regolmento introduce anche nuove regole per rendere più chiare le informazioni sugli imballaggi. Dal 2028 tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate con pittogrammi che indicano i materiali utilizzati e le modalità corrette di smaltimento. Queste etichette dovranno essere facilmente comprensibili e accessibili anche alle persone con disabilità. In alcuni casi potranno indicare anche la percentuale di materiale riciclato contenuto nell’imballaggio.

La normativa interviene inoltre contro il greenwashing, cioè le dichiarazioni ambientali fuorvianti: le aziende non potranno più utilizzare slogan vaghi o ambigui sulla sostenibilità del packaging se non sono supportati da dati verificabili.

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