In biblioteca e su Twitch: all’Università dei Comuni il dialetto diventa anche social

Aprile 17, 2026 - 06:00
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In biblioteca e su Twitch: all’Università dei Comuni il dialetto diventa anche social
università dei comuni brinzio

Il format promosso dal Comune di Brinzio apre le danze: sabato 11 aprile è partita la Università dei Comuni, con la prima lezione – dedicata al dialetto – della condotta da Geremia Vanini, Carlo Piccinelli e Carmen Visinoni. Giovani e anziani insieme hanno funzionato.

«Siamo figli di questa terra e perciò abbiamo questo legame forte con le origini, con gli antenati e per forza di cose con la lingua dei nostri anziani che era il dialetto» ha detto Carlo Piccinelli, uno degli ospiti della prima puntata dell’Università dei Comuni, l’ambizioso progetto sostenuto dall’amministrazione comunale di Brinzio e avviato ufficialmente l’11 aprile 2026.

Un viaggio nella storia del dialetto brinziese, con Carlo Piccinelli

Ma il cuore del progetto non è solo la memoria, bensì l’interazione tra generazioni e mezzi di comunicazione. Piccinelli, infatti, ha subito sfidato scherzosamente il pubblico connesso online: «Anzitutto parlo in dialetto, avete i sottotitoli?». Un modo perfetto per rompere il ghiaccio in una serata che ha visto cadere ogni barriera digitale.

Sulla piattaforma Twitch, solitamente regno incontrastato dei videogiocatori e dei giovanissimi, è accaduto infatti qualcosa di inaspettato. Un utente collegato da casa, sotto lo pseudonimo di “Lupo 77”, ha interagito in diretta con i relatori tracciando un parallelo storico affascinante: ha paragonato la figura del “Regiù” — il tradizionale e autorevole capofamiglia brinziese — al “pater familias” dell’antica Roma.

Università dei Comuni: a Brinzio il nuovo progetto che unisce vecchie e nuove generazioni

Un’osservazione acuta che Piccinelli ha colto al volo per ricordare come il dialetto locale non sia affatto una lingua “povera”, ma un vero e proprio mosaico linguistico composto da influenze celtiche, latine e spagnole, che affonda le sue radici in strutture sociali millenarie. È stata la dimostrazione plastica che l’Università dei Comuni ha raggiunto il suo scopo primario: far dialogare la tastiera di un computer con la saggezza del passato

Non tutti i poeti hanno un Nobel

L’evento ha visto anche la partecipazione di Geremia Vanini, storico poeta brinziese, che ha spiegato al pubblico la sua personalissima missione: «Mi piace raccontare la storia di Brinzio che ho vissuto, ricordare i ricordi dei miei vecchi che sentivo raccontare e trasformarli nella nostra lingua madre in poesia toccante».

E di ricordi, durante la diretta, ne sono riaffiorati parecchi. Vanini ha riportato in vita figure storiche del paese come il “Carlo Sartù”, il sarto e barbiere locale nella cui bottega i ragazzini (chiamati affettuosamente “bagai”) aspettavano ore in rigoroso silenzio il loro turno per farsi tagliare i capelli a macchinetta, cedendo sempre e per rispetto il posto ai capifamiglia.

A completare il trio in cattedra c’era Carmen Visinoni, vera e propria memoria storica e definita il “jolly frizzante” della serata. Tra una battuta e l’altra, non è mancato lo spazio per le risate rievocando antiche tradizioni. Dalla folcloristica “Cavagna di” — l’anarchica partita a bocce che si gioca nei cortili il giorno di Pasqua, dove le regole si inventano al momento e chi vince in realtà perde perché deve pagare da bere agli sfidanti — fino al ricordo della mitica “Balena di Brinzio”, un mastodontico carro di carnevale nato negli anni Trenta per ironizzare sulle dimensioni del piccolo lago locale, che trionfò a Varese e venne addirittura “clonato” nei primi anni Duemila.

Un influencer d’altri tempi

Questo primo episodio del format è stato un assaggio dell’essenza del progetto, che ha messo in evidenza la ricchezza storica e culturale del territorio della Provincia di Varese e le potenzialità dietro il lavoro di squadra tra i giovani e gli anziani.

Ma l’immagine che meglio riassume il successo della serata è arrivata proprio sul finale, quando il signor Ceriotti, un anziano del pubblico, ha preso la parola con visibile emozione. Invitato dai giovani organizzatori a mettersi proprio davanti all’obiettivo della webcam per salutare il pubblico di Twitch, Ceriotti si è trasformato in un perfetto “influencer” d’altri tempi: «Sono un giovane di una volta, ma sono molto legato ai giovani» ha esclamato sorridendo. «Grazie a tutti e mi raccomando: ci vediamo alla prossima lezione», che si terrà sabato 2 maggio 2026.

Il signor Ceriotti ha anche promesso di “fare i compiti a casa”, preparando storie e domande per i prossimi appuntamenti. È questa la vittoria più grande dell’Università dei Comuni: aver trasformato un anziano di paese in un protagonista del web e aver dato ai giovani le chiavi per aprire lo scrigno dei ricordi della propria terra. Il dado è tratto, Brinzio ha tracciato la rotta: la prossima lezione è già dietro l’angolo.

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Redazione Redazione Eventi e News