Indagine UE sull’e-commerce: “Il 60 per cento delle aziende ha praticato sconti irregolari nel 2025”

Mar 28, 2026 - 10:30
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Indagine UE sull’e-commerce: “Il 60 per cento delle aziende ha praticato sconti irregolari nel 2025”

Bruxelles – Finiscono sotto la lente di ingrandimento di Bruxelles 314 aziende attive nel settore dell’e-commerce. Nella giornata di ieri (26 marzo), la Commissione Europea e le autorità per la protezione dei consumatori di 23 Stati membri, oltre a quelle di Islanda e Norvegia, hanno pubblicato i risultati dello ‘Sweep’ 2025, l’annuale attività di controllo che l’UE e i governi nazionali svolgono in maniera coordinata per verificare il rispetto della normativa europea sulla protezione dei consumatori da parte dei siti online. Ogni anno, lo sweep si concentra su un settore diverso e nel 2025 le indagini hanno riguardato quello degli sconti online praticati dalle aziende durante i saldi del Black Friday (il periodo di sconti straordinari che inizia il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento nel mese di novembre) e del Cyber Monday (la giornata di sconti che si tiene il lunedì successivo al Black Friday ed è dedicata soprattutto all’elettronica).

La Consumer Protection Cooperation (CPC) – il network UE che riunisce le autorità competenti dei singoli Stati e coordina questo tipo di controlli – ha svolto le proprie indigini per verificare la conformità dei venditori online alla Direttiva UE sull’Indicazione dei Prezzi. Questa normativa stabilisce una serie di obblighi molto precisi. Ad esempio, nel momento in cui viene annunciato uno sconto, l’azienda deve necessariamente indicare, come ‘pietra di paragone’, il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti all’inizio dei saldi. Inoltre, il prezzo mostrato deve includere sin dall’inizio tutti i costi “obbligatori ed inevitabili”, come le spese di spedizione o l’IVA, e devono essere evitate pratiche ingannevoli come quella di presentare come uno sconto la semplice comparazione di prezzo con un prodotto equivalente di un altro marchio.

Secondo i dati, il 30 per cento delle aziende monitorate non si è conformato a queste ed altre norme imposte dalla direttiva UE e un altro 30 per cento lo ha fatto solo in modo parziale. In sostanza, soltanto il 40 per cento dei venditori online presi a campione ha rispettato completamente quanto stabilito da Bruxelles in materia di indicazione dei prezzi durante i periodi di saldi. Tra le pratiche ingannevoli più diffuse, c’è quella di aggiungere prodotti opzionali al carrello dei clienti: il 36 per cento dei venditori controllati ha tentato di farlo e, di questi, 4 su 10 lo hanno fatto senza richiedere espressamente il consenso del consumatore. Anche la comparazione tra prezzi di prodotti equivalenti di marchi diversi – di per sé legittima – è spesso effettuata secondo modalità fraudolente. Del totale delle aziende che ha fatto uso di questa pratica (il 34 per cento del campione), il 60 per cento non ha esplicitato chiaramente a cosa si riferisse il confronto, presentandolo indirettamente come un vero e proprio sconto.

Particolarmente diffuse anche le tecniche di vendita ‘a pressione’, come l’utilizzo di un timer con conto alla rovescia per terminare l’acquisto o l’avviso di un imminente esaurimento della merce desiderata. Il 18 per cento dei venditori online controllati ha impiegato queste tecniche e in più della metà dei casi lo ha fatto in modo ingannevole (ad esempio, dichiarando falsamente la scarsità di un prodotto). Infine, Bruxelles ammonisce anche rispetto al rischio del cosiddetto ‘drip pricing’, ovvero l’aggiunta di costi extra soltanto nelle fasi finali dell’acquisto.

“Il Black Friday e il Cyber Monday offrono grandi opportunità sia per le aziende che per i consumatori, ma i grandi affari non possono essere una scusa per imbrogliare”, ha affermato Henna Virkkunen, commissaria UE per la Sovranità Digitale e la Sicurezza. Le ha fatto eco Michael McGrath, commissario per la Protezione dei Consumatori, la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di Diritto : “Sconti ingannevoli e promozioni false minano il rapporto di fiducia tra aziende e consumatori: questo sweep ci fornisce una visione complessiva del mercato online, aiutandoci a capire dove è necessario agire ulteriormente per mantenerlo equo, trasparente e competitivo”.

Una prima modalità di azione potrebbe essere quella di sanzionare direttamente le aziende ‘colte sul fatto’ nel corso dei controlli. “A seguito di questo sweep, le autorità nazionali per la protezione dei consumatori potrebbero prendere provvedimenti contro le aziende coinvolte“, si legge nel comunicato ufficiale di Palazzo Berlaymont.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia