Sale al 25 per cento il trasporto su gomma, ma il mare resta la via più utilizzata
Bruxelles – Il trasporto merci su strada è stata l’unica modalità a registrare, dal 2014 al 2024, una crescita costante, aumentando di 3,3 punti percentuali. I dati diffusi oggi (26 marzo) da Eurostat sulla ripartizione modale del trasporto merci confermano il trend del trasporto su gomma che, nel 2024, si è attestato al 25,7 per cento del totale. Nello stesso anno, circa due terzi (67 per cento) di tutto il trasporto merci (in tonnellate-chilometro) effettuato all’interno del territorio dell’UE è avvenuto via mare. E, sebbene il trasporto via mare rimanga la modalità largamente più utilizzata con una quota del 67 per cento, il settore ha subito una flessione di 2,5 punti percentuali rispetto ai rilievi precedenti, risentendo direttamente delle restrizioni causate dell’invasione militare russa in Ucraina. Dunque, nel 2024, il trasporto marittimo e stradale hanno rappresentato il 92,7 per cento del trasporto merci totale nell’UE, quello su rotaia si è attestato al 5,4 per cento nel 2024, la navigazione interna all’1,7 per cento e il trasporto aereo lo 0,2 per cento.
Il trasporto marittimo è stato la principale modalità di trasporto merci per 15 dei 22 Paesi dell’UE con sbocco sul mare, mentre in 9 Paesi ha rappresentato oltre il 70 per cento del trasporto merci. In totale, 14 Paesi hanno registrato un calo rispetto a dieci anni fa. Finlandia (-12,4 pp), Svezia (-11,2 pp) e Romania (-7,2 pp) hanno riportato i cali maggiori rispetto al 2014.
Nel 2024, il trasporto merci su gomma è stato il principale mezzo di trasporto in 11 Paesi dell’Ue. Negli ultimi dieci anni, ben 21 Stati membri hanno segnalato un aumento di questa quota, con i picchi più significativi registrati in Lituania (+22,4 punti percentuali), Lettonia (+22,0 pp) e Romania (+14,8 pp). Le percentuali più alte in assoluto si osservano in Lussemburgo (84,4 per cento), Repubblica Ceca (78,0 per cento) e Ungheria (68,8 per cento).
La diversificazione modale resta tuttavia fortemente condizionata dalla disponibilità delle infrastrutture e dalla posizione geografica dei Paesi membri. Stati come Repubblica Ceca, Lussemburgo, Ungheria, Austria, Slovacchia e Svizzera non hanno sbocchi sul mare, mentre Cipro e Malta sono privi di vie navigabili interne. Il trasporto marittimo, invece, domina in modo quasi assoluto in Portogallo (98,2 per cento), Grecia (96,4 per cento) e Cipro (96,3 per cento).
Mentre la strada avanza, le altre modalità faticano a guadagnare terreno. Il trasporto ferroviario segue a grande distanza con una quota del 5,4 per cento, segnando anzi una lieve flessione dello 0,3 per cento. Eurostat rivela che nel 2024, la ferrovia non è risultata il principale mezzo di trasporto in nessuno dei Paesi dell’Unione. Per quanto riguarda le vie navigabili interne, la quota è rimasta relativamente stabile nell’ultimo decennio. Un caso d’eccellenza è rappresentato dalla Romania, dove questa modalità raggiunge il 19,2 per cento, grazie all’intenso traffico commerciale sul Danubio. In Italia, invece, la quota delle vie navigabili resta marginale, attestandosi sotto lo 0,1 per cento, così come in Repubblica Ceca, Lituania e Polonia. Infine, il trasporto aereo rimane permanente allo 0,2 per cento a livello Ue. Nessun Paese membro supera la soglia del 2 per cento per le merci trasportate via aria, con i valori più alti registrati in Romania (1,9 per cento) e Ungheria (1,6 per cento).
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