Iran, Crosetto: “Per mettere in sicurezza Hormuz serve il coinvolgimento dell’Onu”
“Se noi dobbiamo fare un convoglio che metta in sicurezza Hormuz dobbiamo coinvolgere tutte le nazioni, partendo dalle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti hanno investito i loro alleati su Hormuz e la risposta che i loro alleati, secondo me saggiamente, hanno dato è che non deve essere una presenza degli amici degli americani o degli israeliani a Hormuz, deve esserci una presenza del mondo – ha affermato – perché se mandiamo una nave militare delle nazioni della Nato sembra che mandiamo una nave per combattere una guerra, per unirsi a una guerra”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ai microfoni di Rtl 102.5.
“Tema non sono attacchi diretti, ma cellule terrosismo dormienti“
“Attachi diretti all’Italia da parte dell’Iran non sono, in questo momento, presi in considerazione, il tema è invece il terrorismo perché le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ai microfoni di Rtl 102.5 “È come avere persone normali attivabili in qualsiasi momento e questo non da oggi perché sono dormienti da anni e sono un po’ in tutto il mondo – ha affermato – Questo è il problema interno più grosso per i Paesi non direttamente coinvolti nel conflitto”.
“Anche riaprendo dialogo con Russia prezzi sarebbero alti“
“Il problema per l’Italia al momento è il prezzo del petrolio, non l’approvvigionamento. Dallo Stretto di Hormuz arriva solo il 4% del nostro consumo di petrolio, quindi si può trovare una altra strada per l’approvvigionamento. Il tema è che se il prezzo sale, anche se riaprissimo il dialogo con la Russia i prezzi sarebbero quelli. Mi sembra un discorso un po’ approssimativo. Allentare le sanzioni alla Russia è una decisione che riguarda l’Unione europea”.
“Crisi non finirà nelle prossime settimane“
“Ho l’impressione che questa crisi non finirà nelle prossime settimane, il problema è che non acceleri e non diventi più grande. La situazione in Medioriente è molto difficile e complessa. Da una parte gli Usa avevano l’idea che bastasse decapitare il regime di Teheran per cambiare la leadership iraniana. Si stanno rendendo conto che la reazione da parte di Teheran è il caos, portando il conflitto fuori dall’Iran, coinvolgendo i Paesi del Golfo, lo stretto di Hormuz e quindi tutte le economie del mondo”. La reazione iraniana, ha evidenziato Crosetto, “ha ricordato a tutti che la stessa cosa del conflitto in Ucraina: le guerre non dipendono dalla forza del più forte, ma dalla capacità di resistenza e di sacrifici del più debole”. “È quello che ha colpito la Russia che credeva di chiudere la guerra in breve tempo e invece vanno avanti da 4 anni – ha sottolineato – Lo stesso vale per l’Iran, non è più un regime, ma gruppi che hanno obbligo di creare il caos mettendo in crisi il resto del mondo che questa guerra non l’ha voluta e oggi deve gestire un problema che investe tutti”.
“Dimunuire peso Hezbollah in Libano, o guerra con Israele ci sarà“
“Il Libano sta mostrando la sua personalità, ha ricostruito un arsenale militare in questi anni. Quindi o si riesce attraverso delle forze dell’Onu con maggiori poteri e delle Forze armate libanesi a ridurre il peso di Hezbollah, altrimenti una guerra fra Israele ed Hezbollah ci sarà”. In merito alla presenza di militari italiani per le missioni Unifil, Crosetto ha spiegato che “la situazione è molto difficile e se noi ritenessimo inutile la nostra presenza nella missione delle Nazioni Unite, avremmo già i mezzi per portarli via”.
“Il Referendum non sia come un derby”
“Il referendum non va affrontato come se fosse un derby o una partita di calcio, fra ultras che si confrontano perché l’obiettivo finale è che i magistrati siano più forti e liberi. Non è una riforma politica, questo Governo scade tra un anno mentre le riforme costituzionali durano per i prossimi vent’anni – ha affermato – I governi passano e cambiano e lo stesso per le maggioranze. I cambi della Costituzione si fanno perché le regole che hai scritto ritieni che facciano bene al Paese”. “Il referendum non toglie potere, ma rafforza chi ha fatto la libera scelta di diventare magistrato – ha aggiunto – Noi dobbiamo avere la garanzia che il giudice sia sempre terzo”. Sulla separazione delle carriere, “tutti eravamo d’accordo e mi ha sorpreso vedere gente che anni fa era a favore e ora si spaventa”. “Credo che la separazione delle carriere non sia una cosa che debba spaventare”, ha evidenziato. In merito all’affluenza per il referendum, Crosetto ha sottolineato: “Non ne ho assolutamente idea”.
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