La passerella come autobiografia. Stella McCartney mixa stile e ippoterapia
Un’autobiografia in passerella. Stella McCartney ha presentato a Parigi le sue proposte per l’autunno/inverno 2026 nel Grand Manège Jean Caucanas, a pochi passi dalla Fondation Louis Vuitton. Oltre alle modelle nell’arena sono entrare cinque cavalli neri e cinque bianchi guidati dall’artista equestre Jean-François Pignon. “È l’anno del cavallo e farò tutto ciò che posso per stare accanto a un cavallo così ho scelto di inserirli nel mio lavoro, una sorta di ippoterapia, molto emozionante, anche le modelle durante le prove erano molto toccate – ha spiegato alla stampa la stilista dopo lo show -. Ho un amore speciale e un rispetto autentico per la natura quindi cerco di ricordare alle persone del settore moda che non dobbiamo uccidere gli animali, possiamo lavorare con loro. Quindi averli nella sfilata è sicuramente una forma di rispetto nei confronti della natura, un promemoria”. Sebbene il set replichi quello della sfilata autunno/inverno 2023, il concept è indubbiamente funzionale alla filosofia sostenibile del marchio.
Gli abiti in passerella hanno raccontato il percorso personale e professionale di Stella McCartney fino ad oggi. “Sono stata ispirata a parlare della mia vita attraverso i vestiti, il mio guardaroba e il viaggio dal principio, a metà, fino ad adesso. C’è un periodo riferito al crescere in Scozia e tutte le sciarpe sono un riferimento a mia madre e mio padre. E poi quando avevo 15 anni e feci uno stage da Lacroix e per la couture di Yves Saint Laurent qui a Parigi. Quindi tutto l’inizio della sfilata è molto anni ’80, quel momento ha avuto un impatto enorme su di me spingendomi ad essere una fashion designer. Mentre la fine della sfilata è un po’ ‘cosa accadrà dopo?’. È la formazione del guardaroba di Stella, volevo davvero portare un po’ di gioia in questo mondo perché stiamo attraversando un momento difficile”.
Alternative vegane alla pelliccia, pizzo vintage, proposte sartoriali alla Savile Row e sportswear anni ’80, realizzati con il 93% di materiali sostenibili. Il défilé ha rappresentato un diario estetico della vita della fondatrice, applaudita da ospiti d’eccellenza come Oprah Winfrey, Baz Luhrmann e, immancabile, Sir Paul McCartney. A lui è dedicata l’uscita finale, una semplice canottiera con la scritta ‘My day is a rockstar’: “stavo cercando di capire a chi potessi far indossare quella t-shirt così ho iniziato a scorrere tra gli altri che hanno un padre rock star ma, sinceramente, penso di essere una delle poche”, ha confidato sorridendo la designer.

Oltre a rifiutare pelle, pelliccia, piume e pelli esotiche fin dalla nascita del brand nel 2001, Stella McCartney predilige materiali biologici certificati provenienti da fonti responsabili ai tessuti riciclati e rigenerati. Il denim, da sempre tra i tessuti ritenuti più inquinanti, è 100% riciclato, con zip cargo e capi impreziositi da cristalli senza piombo. La palette di colori include toni primari e ruggine che vira verso tonalità cioccolato, cammello, grigio e nero. Moiré, pizzo Chantilly e jacquard di seta richiamano influenze lingerie delle prime collezioni del brand. Giacche monopetto e doppiopetto in lana proveniente da fonti responsabili e mischie certificate GRS confermano l’interesse del marchio per il tailoring.
La nuova borsa ‘Appaloosa’ introduce nuove varianti colore, texture animalier e una misura mini crossbody. L’iconica ‘Falabell’a ritorna in alternative vegane effetto visone e jacquard leopardati in coordinato con il ready-to-wear. La ‘Ryder Pochette’ appare con trapuntatura a rombi e finitura effetto coccodrillo cruelty-free.
Oggi l’ala designer riceverà la Légion d’honneur dal presidente frabcese Emmanuel Macron in riconoscimento dei suoi contributi alla moda, alla sostenibilità, all’innovazione e alla tutela degli animali. Un altro tassello importante da aggiungere alla sua biografia.
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