Lazio, contro il Milan torna il pubblico. Ma la protesta continua: strisicone sulla Pontina contro Lotito

Mar 10, 2026 - 17:00
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Lazio, contro il Milan torna il pubblico. Ma la protesta continua: strisicone sulla Pontina contro Lotito

Tornerà il pubblico biancoceleste all’Olimpico contro il Milan. Il tifo organizzato della Lazio lo ha annunciato con un comunicato tramite social.

I tifosi della Lazio torneranno all’Olimpico per la sfida col Milan. L’ascia di guerra contro la società però è tutt’altro che deposta. Con un comunicato diffuso tramite i social, i gruppi organizzati biancocelesti, della Curva Nord e della Tribuna Tevere – che in queste settimane hanno tuttavia raccolto un largo consenso in tutto il pubblico laziale – hanno spiegato le ragioni della scelta di tornare sugli spalti proprio per la prossima sfida casalinga, domenica alle 20:45, sottolineando però che si tratterà di un caso unico per questo finale di stagione. Annunciata inoltre una scenografia ad hoc per la sfida.

IL COMUNICATO

La storia della SS Lazio la facciamo noi tifosi, quella cazzo di storia, la fa chi ama questi colori in maniera incondizionata, senza interessi, senza convenienza. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l'ha fatta il Presidente Fortunato Ballerini che decise di tramutare il terreno di gioco dello stadio della Rondinella in un grande "orto di guerra" per aiutare i romani durante il periodo della prima guerra mondiale. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l'ha fatta il Generale Vaccaro che rifiutò una fusione nel rispetto di un qualcosa che nacque puro e che così è rimasto per 126 anni. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l'hanno fatta quei pazzi che nel 1974 guidati da un immenso Maestrelli portarono la prima squadra della Capitale a primeggiare e vincere il nostro primo scudetto contro lo strapotere dei signori del calcio del nord. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l'ha fatta Eugenio Fascetti che insieme ai suoi ragazzi decise di restare, solo ed esclusiva- mente per amore, al comando di un gruppo che salvò le sorti di una società che si voleva far sparire. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l'ha fatta Sergio Cragnotti il Presidente che ha realizzato i sogni di un popolo che è rimasto dritto in piedi sugli spalti nonostante mille burrasche portandoci sulle vette più alte d'Italia e d'Europa. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l'hanno fatta Vincenzo Paparelli morto sugli spalti della sua Curva Nord e Gabriele Sandri ucciso per mano di un boia, entrambi legati dall'amore smisurato per la nostra Lazio. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, siamo noi che ogni maledetta domenica la seguiamo, la sosteniamo, la amiamo come il nostro unico motivo di vita. Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia ed i senti- menti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli Laziali ed entrare e riempire tutto l'Olimpico in ogni suo settore per la partita Lazio - Milan di domenica 15. Regaliamoci l'ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato. È una decisione molto dolorosa, che per la prima volta ci vedrà lontani da quegli spalti che sono la nostra casa ma riteniamo che questo sia l'unico modo per far comprendere a questa dirigenza che non saremo complici dei loro fallimenti. Per la Lazio, per i laziali, per la nostra storia!

STRISCIONE

La protesta inoltre continua ad arricchirsi anche di altre iniziative singole. La settimana scorsa avevano catturato l’attenzione i manifesti di critica appesi in giro per tutta la città, che hanno tirato in ballo il partito di Forza Italia, di cui Lotito è membro e con cui è stato eletto al Senato. Nella giornata di ieri invece è stato appeso sopra un cavalcavia della via Pontina (zona sud della Capitale, non distante dallo svincolo con il Grande Raccordo Anulare, ndr) uno striscione con la scritta: “Infanghi il suo nome, deridi la sua gente... la Lazio appartiene a chi la difende”.

"SI FACCIA QUALCOSA"

La squadra di Sarri intanto continua nel suo percorso anonimo in campionato e resta aggrappata alla speranza della Coppa Italia. La vittoria col Sassuolo ha riportato i biancocelesti almeno nella parte sinistra della classifica, ma il ritardo accumulato sulla zona Europa (Juve sesta a +15, Roma e Como quarte a +14) resta impietoso. E non avere il pubblico dalla propria parte inizia a pesare tanto anche sugli animi dei giocatori e del mister. “È il momento che la società faccia qualcosa. La situazione sta diventando ingestibile”, ha dichiarato Sarri a ridosso della sfida al Sassuolo. Poi ha rincarato la dose: “È da giugno che sono rimasto alla Lazio per il popolo laziale e ora non lo so più neanche io perché sono rimasto”. Maldini, Marusic e gli altri protagonisti del match intervenuti ai microfoni nel pre e nel post gara sono sulla stessa lunghezza d’onda: “I tifosi ci mancano, ci dispiace non averli con noi”. Almeno contro il Milan saranno accontentati.

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Redazione Redazione Eventi e News