L’importanza del latino “bellezza antica e sempre nuova”
Se c’è una lingua che non può dirsi né morta né inutile, è il latino. Ancora oggi, essa riveste un ruolo cruciale per comprendere a fondo l’italiano e l’identità culturale europea. Lingua di oltre duemila anni di civiltà, ha plasmato la nostra idea di persona, collettività, diritto. Ma il latino è anche una chiave sorprendente per leggere il presente. Francesco Lepore, con prosa brillante e rigore filologico, mostra come questa lingua antica continui a parlarci e ad affascinarci. Il volume si arricchisce di cinquanta brevi articoli – le commentatiunculae – tratti dalla rubrica quotidiana “O tempora, o mores” che l’autore cura in latino su “Linkiesta”. Cronache attualissime, da Trump a Sanremo, da Bolsonaro agli Europei, raccontate con testo a fronte in un latino ancora accessibile e sempre vivo. Spiega Lepore: “L’uso della lingua antica non è stato mai abolito e proscritto nella liturgia romana e nella vita della Chiesa. Latino sì, latino no. L’annosa questione, che con l’annunciata riforma scolastica Valditara è tornata di attualità quest’anno in Italia, sembra invece rivestire da tempo caratteri sempre più polarizzanti al di là del Tevere e, in generale, nella Chiesa cattolica“.

Latino e Chiesa
Aggiunge Lepore: “La Curia vaticana usa il latino e gioca in questo un ruolo chiave proprio quell’Ufficio per la lingua latina che altro non è se non l’Ufficio delle Lettere latine, o più comunemente Sezione latina, nato nel 1973 sulle ceneri delle soppresse Dataria apostolica, Cancelleria apostolica, Segreteria dei Brevi apostolici, Segreteria dei Brevi ai Principi, Segreteria della Lettere latine e inizialmente denominato da Paolo VI Cancelleria delle Lettere apostoliche. Gli ‘scriptores‘ di tale Ufficio, come noto, compongono direttamente in latino bolle, messaggi ‘gratulatori’, lettere papali di diverso tipo – da quelle di nomina a inviato speciale (o ‘missus extraordinarius‘) alle credenziali dei nuovi nunzi apostolici – e redigono ‘nella loro forma tipica’, per lo più traducendo dall’italiano in latino, i più importanti documenti del Magistero pontificio e gli atti ufficiali più solenni dei romani pontefici”.

Bellezza antica e sempre nuova
Prosgue Lepore: “Tra la fine del 2003 e gli inizi del 2005 ho prestato servizio in Segreteria di Stato come componente dell’Ufficio delle Lettere Latine, avendo la fortuna di lavorare accanto a latinisti dal calibro di Reginald Foster, Antonio Pelosi, Antonio Salvi. Nella Sezione era allora vivissimo il ricordo dell’abate Karl Egger, morto l’1 settembre 2003, sotto la cui direzione la Fondazione Latinitas aveva redatto e pubblicato negli anni ’90 il monumentale ‘Lexicon recentis Latinitatis’, a tutt’oggi imprescindibile strumento di consultazione per quanti, componendo testi in latino, devono adeguatamente esprimere concetti e realtà nuove. A quell’indimenticabile esperienza, ormai lontana nel tempo, si riallacciano il blog in lingua latina ‘O tempora, o mores‘, che curo dal 2020 per Linkiesta.it, e il mio ultimo libro ‘Bellezza antica e sempre nuova’”.
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