«L’Iran non rappresentava una minaccia imminente». Si dimette il direttore dell’antiterrorismo Usa

Mar 18, 2026 - 04:00
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«L’Iran non rappresentava una minaccia imminente». Si dimette il direttore dell’antiterrorismo Usa

La guerra innescata da Usa e Israele contro l’Iran e ormai allargata all’intero Medio Oriente, che sta sconvolgendo i mercati energetici globali a causa della dipendenza da gas e petrolio che arrivano dalla regione – con gravi ripercussioni in bolletta anche per famiglie e imprese italiane – è basata su un presupposto falso. Ad ammetterlo è ormai anche il direttore del Centro nazionale antiterrorismo degli Stati Uniti, Joseph Kent, che per questo ha pubblicato su X una lettera diretta al presidente Trump dove annuncia le proprie dimissioni con effetto immediato.

«Non posso, in coscienza, sostenere la guerra in corso in Iran. L’Iran – sottolinea Kent – non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana».

Pur affermando di sostener «i valori e le politiche estere» su cui Trump ha fatto campagna elettorale nel 2016, 2020 e 2024, Kent dichiara che «all’inizio di questa amministrazione, alti funzionari israeliani e membri influenti dei media americani hanno messo in atto una campagna di disinformazione che ha completamente minato la sua piattaforma America First e ha seminato sentimenti favorevoli alla guerra per incoraggiare un conflitto con l’Iran. Questa camera dell’eco è stata usata per ingannarla inducendola a credere che l’Iran rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti e che, se lei avesse colpito ora, ci sarebbe stata una strada chiara verso una rapida vittoria. Questa era una menzogna ed è la stessa tattica che gli israeliani hanno usato per trascinarci nella disastrosa guerra in Iraq che è costata alla nostra nazione la vita di migliaia dei nostri migliori uomini e donne. Non possiamo commettere di nuovo questo errore».

«Da veterano che è stato schierato in combattimento 11 volte e da marito Gold Star che ha perso la sua amata moglie Shannon in una guerra fabbricata da Israele, non posso sostenere – aggiunge Kent – l’invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non porta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo in vite americane. Prego che lei rifletta – conclude Kent rivolgendosi a Trump – su ciò che stiamo facendo in Iran e per chi lo stiamo facendo. Il momento per un’azione coraggiosa è adesso. Lei può invertire la rotta e tracciare un nuovo percorso per la nostra nazione, oppure può permettere che scivoliamo ulteriormente verso declino e caos. Lei ha le carte in mano». Il problema è che al tavolo del gioco, barare sembra la regola.  

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia