Nicoletta Romanazzi, la mental coach: "Ho aiutato Donnarumma a non sentirsi più un traditore dopo il Milan"
L'allenatrice della menta racconta anche il lavoro svolto con Perin.
Nicoletta Romanazzi racconta alcune esperienze lavorative nel mondo del calcio.
La mental coach, 58 anni, ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera: "Che effetto mi ha fatto stare sul palco accanto a Cristiano Ronaldo per aver vinto il Globe Soccer Awards a Dubai? La mia emozione era tutta per Novak Djokovic, ho fatto in modo di stare vicino a lui nella foto di gruppo. Si è perfino congratulato con me in italiano, io amo il suo modo di lavorare: fa yoga, meditazione, tutte cose con le quali ho molta familiarità".
DONNARUMMA
"Gigio Donnarumma mi cercò al Paris Saint-Germain? Con una squadra di campioni sempre in attacco, faceva fatica a tenere alta la concentrazione quando gli avversari riuscivano ad arrivare nella sua area. L'ho aiutato a gestire la pressione, perché per i tifosi un goal è sempre colpa del portiere. E a mantenere alta la concentrazione. Abbiamo lavorato anche sulla tifoseria milanista, in particolare in vista della prima partita tra il PSG e il Milan. Ha accettato che i tifosi si fossero sentiti traditi, anche se non aveva lasciato la squadra con quell'intenzione e pure lui aveva sofferto".
PERIN
"Mattia Perin è diventato talmente bravo che potrebbe già fare il mental coach. Abbiamo cominciato a vederci 8 anni fa, mi aveva chiamato per allargare il team di preparatori. Lavorammo subito sulla gestione dell'errore. Mattia andava in tilt: dopo un goal subìto poteva passare una settimana a guardare documentari in tv, senza rivolgere la parola a nessuno. Il lavoro è stato di percepire l'errore come un alleato prezioso per capire cosa migliorare. Con Mattia siamo riusciti ad allentare la parte competitiva. Oggi è un leader nello spogliatoio".
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