Polymarket, il mercato che scommette sugli eventi reali e finisce per influenzarli

C’è un mercato online dove si compra e si vende il futuro come se fosse un titolo finanziario. Si può puntare sull’arresto di un politico o sulla temperatura massima registrata in un aeroporto. L’utente compra una quota legata a un esito, pagando in una criptovaluta equivalente al dollaro: se costa 60 centesimi, implica una probabilità del 60 per cento; se l’evento accade, vale 1 dollaro, se non accade vale zero. Investendo 100 euro, si possono incassare circa 166 euro oppure perdere tutto. L’unico vincolo è che l’esito sia verificabile attraverso una fonte indicata con largo anticipo: può essere un comunicato del governo o un dato Istat, ma anche un articolo di un giornale.
Questa piattaforma peculiare si chiama Polymarket, è stata creata nel 2020 da Shayne Coplan, imprenditore newyorkese di 27 anni che grazie a questa idea ha un patrimonio di circa un miliardo di dollari. La sua creazione ha però prodotto una antipatica eterogenesi dei fini: invece di limitarsi a scommettere su ciò che accade, una parte degli utenti prova a guadagnare intervenendo prima che l’informazione diventi pubblica, un po’ come gli insider trader in Borsa.
Il 15 aprile un utente ha puntato 119 dollari contro l’ipotesi che a Parigi la temperatura massima della giornata restasse a 18 gradi. Poco dopo, un sensore di Meteo France nell’aeroporto Charles de Gaulle ha registrato un picco improvviso, passando a 21°C per qualche minuto. Quel sensore era considerata da Polymarket la fonte attendibile per prevedere l’evento futuro e grazie all’improvvisa variazione termica, il misterioso utente ha guadagnato quattordicimila dollari. Un altro utente ha scommesso la stessa cosa e ne ha vinti ventimila, salvo poi cancellare l’account creato due giorni prima. Nella terra di Arsenio Lupin due indizi strani fanno una prova e per questo motivo le autorità francesi hanno aperto un’indagine per possibile manomissione dei sistemi automatici. Tra le ipotesi che circolano c’è quella che qualcuno abbia scaldato il sensore con un phon o un accendino. Stranamente, o forse no, era successa la stessa cosa il 6 aprile a Roissy, a sedici km dall’aeroporto Charles De Gaulle. Come racconta Le Figaro, tra le 18.30 e le 18.42 la temperatura è aumentata bruscamente di quattro gradi.
In Israele, il bersaglio non era un sensore, ma un giornalista. Emanuel Fabian, corrispondente militare del Times of Israel, ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte dopo aver scritto di un missile iraniano caduto vicino a Gerusalemme. La sua ricostruzione era diventata decisiva per puntate da decine di milioni di dollari sul fatto che l’Iran avesse colpito Israele in un determinato giorno. Alcuni utenti gli hanno chiesto di cambiare il testo, poi lo hanno minacciato. Fabian per fortuna ha rifiutato e viene il dubbio quale cataclisma potrebbe accadere se su Polymarket si scommettesse sui retroscena politici nei giornali cartacei.
Negli Stati Uniti c’è stato finora il caso più clamoroso. Il trenottenne Gannon Ken Van Dyke, sergente maggiore delle forze speciali statunitensi, è accusato dal Dipartimento di Giustizia di aver usato informazioni classificate sull’operazione che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro per guadagnare più di quattrocentomila dollari su Polymarket. Secondo l’accusa, Van Dyke avrebbe puntato trentatremila dollari in tredici scommesse diverse tra il 30 dicembre 2025 e il 2 gennaio 2026, prima che l’operazione diventasse pubblica. È accusato di frode telematica, frode sulle commodity, furto di informazioni governative non pubbliche e uso illecito di informazioni riservate per profitto personale.
La cosa non sembra turbare più di tanto Donald Trump, abituato comportarsi allo stesso modo su un altro mercato, quello finanziario. I suoi continui annunci su dazi e interventi militari, poi smentiti qualche giorno dopo, hanno portato il giornalista Robert Armstrong del Financial Times a coniare il termine Taco, “Trump always chickens out”, che potremmo tradurre come Trump fa sempre marcia indietro. In quel breve intervallo tra annuncio, calo dei mercati e successiva ripresa, si concentrano movimenti rilevanti di vendita e soprattutto di acquisto, abbastanza sistematici da alimentare sospetti, come ha ricostruito una inchiesta del New Yorker.
«Purtroppo il mondo intero è diventato una specie di casinò e se guardate cosa succede in tutto il mondo, in Europa e ovunque, fanno queste scommesse. Non sono mai stato molto favorevole. Concettualmente non mi piace, ma è così», ha commentato il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti nello Studio Ovale. E il suo vice JD Vance ha scherzato sul fatto che il Segretario di Stato Marco Rubio possa scommettere su Polymarket sulla sostituzione dell’Iran con l’Italia ai Mondiali di calcio.
Il clima è allegro alla Casa Bianca, ma non c’è molto da ridere. Il figlio maggiore di Trump, Donald Jr. ha investito in Polymarket con il suo fondo 1789 Capital ed è entrato nell’advisory board della società; pochi mesi prima è diventato strategic adviser di Kalshi, la principale piattaforma rivale. Già che c’era ha creato la loro copia carbone: TruthPredicts. Uguale in tutto e per tutto a Polymarket, ma integrato nell’ecosistema Truth Social, il social creato dal padre Donald, e sviluppato con Crypto.com, una delle principali piattaforme globali di criptovalute.
Ricapitolando: il figlio del presidente degli Stati Uniti ha interessi e ruoli nelle piattaforme che guadagnano volume proprio sulle decisioni, le minacce, i rinvii e gli annunci del presidente. Cosa serve ancora per svegliare ciò che resta degli anticorpi istituzionali negli Stati Uniti?
Un recentissimo studio del 6 aprile di Joshua Mitts, della Columbia Law School, e Moran Ofir, dell’Università di Haifa, stima almeno 143 milioni di dollari di profitti anomali su Polymarket tra il 2024 e il 2026. I ricercatori hanno analizzato oltre duecentodiecimila combinazioni considerate sospette, trovando un tasso di successo del 69,9 per cento, superiore a quello atteso in condizioni normali. I due ricercatori non parlano di insider trading, quanto di informed trading: operazioni che sembrano basarsi su informazioni non pubbliche, accessi privilegiati o conoscenze disponibili prima che il resto del mercato possa incorporarle nei prezzi.
Non è facile regolamentare questo tipo di piattaforme perché sono diverse rispetto alle agenzie di scommesse tradizionali, dove le persone giocano contro il bookmaker: è lui che decide le quote e guadagna incorporando un margine di guadagno. Su Polymarket invece gli utenti non scommettono contro la piattaforma, ma tra loro, come in Borsa. Chi pensa che un evento accadrà, compra, chi pensa il contrario, vende, e il prezzo si forma dall’incontro tra domanda e offerta. La piattaforma non prende posizione: si limita a far funzionare il mercato. Polymarket poi usa un’infrastruttura ibrida. Il libro degli ordini, cioè il sistema che raccoglie le proposte di acquisto e vendita e le abbina, è gestito direttamente dalla piattaforma per garantire velocità e costi bassi. Ma quando l’operazione viene eseguita interviene il sistema di blockchain Polygon. Le scommesse, chiamate smart contract, trasferiscono quote e fondi tra gli utenti usando una stablecoin legata al dollaro, USDC, tramite portafgoli digitali come MetaMask o servizi collegati come Coinbase.
Negli Stati Uniti, la Commodity Futures Trading Commission ha già sanzionato Polymarket nel 2022 perché non considera le quote come scommesse, ma strumenti simili alle azioni futures in Borsa, e quindi soggetti a regole su trasparenza e uso di informazioni privilegiate. Inoltre quest’anno diversi Stati, tra cui New York, California e Illinois, hanno rafforzato i divieti per i dipendenti pubblici sull’uso di informazioni non pubbliche in mercati di questo tipo.
In Francia l’Autorité Nationale des Jeux ha chiarito che piattaforme come Polymarket non sono autorizzate e possono rientrare nel gioco illegale. Anche in Italia a ottobre del 2025, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inserito Polymarket nella lista nera dei siti non autorizzati, bloccandone l’accesso. Ma dopo il ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio, il blocco è stato parzialmente revocato: oggi i contenuti informativi della piattaforma sono accessibili, ma il trading resta tecnicamente inibito per gli utenti con IP italiano.
Questa distinzione ha permesso alla squadra di calcio della Lazio di firmare con Polymarket un accordo da oltre 22 milioni di euro fino alla stagione 2027/28, con opzione per il 2028/29. La piattaforma comparirà come main sponsor e anche come “Official Fan Intelligence & Digital Insight Partner”, qualsiasi cosa voglia dire. Quindi un operatore non autorizzato a offrire il proprio servizio principale in Italia può comunque finanziare una squadra di Serie A e promuovere il proprio marchio, sfruttando la zona grigia normativa che ancora separa i mercati predittivi dalle scommesse tradizionali.
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