Prada Group continua a brillare: nel 2025 ricavi a +8% spinti da Miu Miu. Ora parte la sfida Versace

Mar 6, 2026 - 11:00
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Prada Group continua a brillare: nel 2025 ricavi a +8% spinti da Miu Miu. Ora parte la sfida Versace
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Il gruppo Prada chiude il 2025 con ottimi risultati e superando perfino il trend di crescita dei francesi, in particolar modo di Hermès. Nell’intero anno i ricavi netti pari sono saliti a quota 5,718 miliardi di euro, in crescita del 5% a cambi correnti e del 9% a cambi costanti, considerando anche la contribuzione di Versace a partire dal closing dell’operazione avvenuto lo scorso 2 dicembre (pari a 65 milioni di euro).

Al netto di Versace l’incremento organico si attesta sull’8 per cento. Si tratta di un risultato importante per il gruppo perché, dal punto di vista dell’incremento percentuale dei ricavi, lo pone tra i migliori del lusso insieme a Essilux Cucinelli e conferma il momento positivo del gruppo. Totalizzati così – precisa la nota – venti trimestri consecutivi nonché il quinto anno consecutivo di crescita per il gruppo, come sottolinea l’AD Andrea Guerra, che “confermano una performance solida, su basi di confronto pluriennali sfidanti”, aggiungendo che “guardando avanti, confermiamo l’ambizione per il gruppo di generare una crescita superiore alla media di mercato”.

A trainare la crescita del gruppo, come ormai da tempo, c’è l’exploit di Miu Miu che ha mantenuto una crescita sostenuta nel corso dell’anno con vendite retail in aumento del 35% a cambi costanti, seppur in confronto al risultato eccezionale di 2024 (allora era balzato del 93 per cento). Il quarto trimestre ha registrato una crescita del 20%, a fronte di un +84% nello stesso periodo del 2024 con “una performance ben bilanciata tra categorie di prodotto e aree geografiche”, spiega la nota. Nei nove mesi, Miu Miu ha raggiunto ormai il 32% dei ricavi complessivi del gruppo.

Il marchio ammiraglio del gruppo si mantiene invece flat con vendite retail a -1% nel 2025 sempre a cambi costanti e un quarto trimestre in miglioramento sequenziale a +0,4 per cento. In generale – a livello di gruppo – il canale retail nel 2025 ha registrato una crescita del +9,3% anno su anno, +8,2% organico, trainata da vendite like-for-like, full price. Il quarto trimestre si è attestato a +9,3% anno su anno, +5,6% organico.

Il momento positivo per il gruppo Prada si conferma anche dal punto di vista geografico, con risultati positivi in Asia, il mercato principale per l’azienda, Americhe e Medio Oriente. In particolare l’Asia Pacifico ha chiuso a +6% a cambi correnti (+11% a cambi costanti e +10% organico). Il quarto trimestre si è confermato sostanzialmente in linea con il Q3, nonostante una base di confronto più elevata. Le Americhe hanno riportato una crescita a doppia cifra su tutto l’anno, chiudendo a +12% a cambi correnti (+18% costanti e +15% organico), sostenuta dalla domanda locale. Il Giappone si è mantenuto in territorio positivo, a +3% (a cambi costanti) nel corso dei dodici mesi. Il Medio Oriente ha mantenuto una traiettoria solida chiudendo l’anno a +11% su base corrente (+15% costante come anche a livello organico). Performance, infine, positiva in Europa con una crescita del 2% a valute correnti (+5% a tassi costanti e +4% organico).

L’ebit adjusted, includendo l’effetto diluitivo di Versace, sale a a 1,3 miliardi con un margine del 23,2%, mentre l’utile netto segna un +2% anno su anno, pari a 852 milioni di euro. Prosegue inoltre il piano di investimenti strategici, con 535 milioni di euro di capex. La posizione finanziaria netta passa da 600 milioni del 2024 a un indebitamento finanziario netto pari a 466 milioni di euro.

“Per quanto riguarda la profittabilità – spiega l’AD Guerra – escluso Versace, l’obiettivo rimane di conseguire una progressione dei margini a livello organico; il consolidamento di Versace avrà un effetto diluitivo sull’ebit margin di gruppo nel FY-26, con l’intento di riprendere il percorso di incremento graduale a partire dal fy-27”.

Per Prada Group si apre dunque la sfida per rilanciare Versace, i cui ricavi hanno visto un calo sostanzioso dei ricavi negli ultimi anni sotto Capri Holdings e per i quali ora con Prada si attende un graduale recupero a partire dal 2027. Nell’esercizio fiscale 2023/2024 di Capri Holdings (chiuso il 30 marzo 2024), le vendite totale della Medusa si attestavano a 1,030 miliardi di dollari (pari a 968 milioni al cambio attuale), valore poi calato a quota 821 milioni di dollari nell’esercizio fiscale 2024/2025 (archiviato il 29 marzo 2025 e pari a 771 milioni di euro). Attualmente, nell’esercizio fiscale 2025, secondo quanto segnalato dal Gruppo Prada nella nota, i ricavi netti di Versace sono scesi a 684 milioni di euro.

Nell’ottica di rilancio, oltre alla nomina di Emmanuel Gintzburger nel ruolo di CEO e le nomine di Lorenzo Bertelli a executive chairman e di Pieter Mulier a chief creative officer, il gruppo lavorerà sul “graduale riposizionamento nei canali di vendita, con un focus sulla qualità delle vendite e della distribuzione” Altra leva di lavoro sarà la “condivisione di routine e best practice per elevare l’esecuzione retail”. Il processo di integrazione, spiega Prada “è ben avviato e la completa separazione da Capri Holdings è prevista nella seconda metà del 2026”. “Guardando al 2027 e oltre, gli sforzi saranno orientati a rafforzare la desiderabilità del brand, grazie all’introduzione delle collezioni di Pieter Mulier, radicate nello spirito e nel dna originario di Versace. Proseguiranno inoltre le attività per ottimizzare la rete vendita, per aumentare la produttività e la graduale razionalizzazione del canale outlet. In parallelo, il gruppo continuerà il percorso di integrazione, favorendo allo stesso tempo la convergenza della trasformazione digitale del gruppo Prada e di Versace”.

Nel 2026 il gruppo Prada prevede una flessione delle vendite a seguito della transizione creativa e dell’avvio del riposizionamento comporteranno una flessione delle vendite. “Il gruppo ha adottato azioni rapide sul fronte dei costi operativi, generando sinergie e risparmi iniziali che saranno reinvestiti in modo selettivo in aree strategiche, mantenendo al contempo una rigorosa disciplina sulle altre linee di costo. Versace ha registrato una perdita operativa nel FY-25 e, alla luce dei fattori sopra descritti, ci si aspetta una perdita operativa di entità non significativamente differente nel fy-26”, conclude la nota.

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Redazione Redazione Eventi e News