Prezzi energia sotto osservazione. In Italia no modifiche ai contratti a prezzo fisso
Il conflitto tra Iran e Stati Uniti sta mettendo a dura prova la stabilità del mercato energetico. I prezzi di petrolio e gas sono in sensibile aumento, e il blocco prolungato dello Stretto di Hormuz attualmente sotto il controllo dei Pasdaran minaccia un'instabilità economica di medio e lungo periodo destinata a gravare sulle tasche delle famiglie europee.
L'UE si riunirà oggi per discutere le possibili azioni per ridurre i prezzi dell'energia. A chiederlo è soprattutto l'industria pesante, per sua natura più energivora e dunque più esposta agli shock del mercato. E l'unica strada percorribile è adottare soluzioni che non ostacolino il processo di transizione verso le fonti rinnovabili.
In quanto importatore netto di combustibili fossili, l'UE pagherà sempre più dei Paesi produttori per i combustibili fossili che consuma. Pertanto, nel lungo termine la direzione è chiara: l'energia pulita prodotta internamente è l'unica soluzione praticabile per abbassare i prezzi dell'energia entro la fine del decennio.
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