Pulsar, il festival delle STEM

Aprile 10, 2026 - 14:00
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Pulsar, il festival delle STEM
Dall'intelligenza artificiale alla trasformazione digitale, il futuro del lavoro parla sempre più il linguaggio delle discipline STEM: Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Le quattro aree di competenza sempre più richieste. Ma mentre la domanda per queste competenze sale, Università e imprese segnalano una difficoltà sempre più evidente nel trovare profili qualificati. Tra l'evidente divario di genere e il tentativo di frenare una fuga di cervelli ancora troppo veloce, Pulsar, il Festival delle STEM, promosso da Open e Iliad, arriva in Italia come nuovo progetto di approfondimento: l'obiettivo dichiarato è quello di fare luce su una sfida ancora aperta mettendo a confronto studenti e professori universitari, imprenditori e decisori pubblici. . Non solo tavole rotonde e panel, ma anche esperienze dirette pensate per gli studenti. In ogni tappa del festival, le mattinate dedicate a workshop e laboratori rivolti alle classi delle scuole superiori, sono sviluppate in collaborazione con programmi del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e con il coinvolgimento di atenei italiani, come il Politecnico di Milano. Tra attività pratiche e momenti di confronto, l'obiettivo è mostrare come la scienza sia già parte della vita quotidiana e aiutare i ragazzi a riconoscere attitudini e opportunità legate alle discipline tecnico-scientifiche, provando anche a ridurre quella percezione di distanza che spesso rende le materie in questione meno accessibili. Accanto alle attività, il programma si allarga alla discussione, in un dialogo costante tra sistema produttivo, politico e scolastico. «La capacità di risposta delle Università oggi è molto più agile rispetto al passato», ha spiegato Valentina Garavaglia, rettrice dell'Università Iulm di Milano, sottolineando la nascita di percorsi sull'intelligenza artificiale pensati per formare figure ibride. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara intervenuto a Roma ha, tra le altre cose, richiamato i risultati positivi dei test internazionali «che negli ultimi anni hanno mostrato segnali di miglioramento nelle competenze matematiche e scientifiche degli studenti italiani, soprattutto in alcune aree del Paese». . «Essere in grado di trattenere i talenti» ll problema resta molto concreto: le competenze STEM oggi si cercano più di quanto si trovino. Un tema emerso con forza anche durante la tappa milanese, dove il confronto si è concentrato sul disallineamento tra le competenze richieste dal mercato e quelle disponibili. «Il tema è particolarmente rilevante nelle discipline STEM, dove ormai è prioritario saper integrare competenze tecniche e umanistiche e bilanciare hard e soft skills», ha spiegato Michele Rillo, chief of staff ed external affairs director di Iliad, sottolineando come le aziende cerchino sempre più profili "ibridi" difficili da reperire. Una difficoltà che riguarda anche la capacità del sistema Paese di trattenere i talenti. «Valorizzare i talenti che abbiamo e rendere attrattivo il rientro dei cervelli» è una delle strade più urgenti da percorrere secondo Maria Anghileri, vicepresidente di Confindustria e presidente dei Giovani Imprenditori intervenuto nella tappa milanese del festival. Uno scenario che non può nemmeno trascurare «chi sceglie di restare e costruire il proprio percorso professionale in Italia».. I DATI SULLE STEM E UN FESTIVAL ITINERANTE I numeri spiegano perché il tema sia così centrale. Secondo i dati più recenti, in Italia solo il 22,4% dei laureati ha conseguito un titolo STEM, contro una media europea del 25,2%; e il numero di laureati tecnico-scientifici resta fermo a 18,5 ogni 1.000 giovani tra 20 e 29 anni, ben sotto i 23 della media UE. Eppure si tratta di percorsi tra i più solidi sul piano occupazionale, con tassi di impiego che a cinque anni dalla laurea superano il 90%. Allo stesso tempo resta forte il divario di genere: secondo gli ultimi dati AlmaLaurea le donne rappresentano circa il 41% dei laureati STEM, ma nella popolazione giovane la quota di laureate scientifiche resta molto più bassa rispetto agli uomini (16,8% contro il 37%). Un gap che diventa ancora più evidente nei settori ICT, dove le donne sono meno di una su cinque. Un tema che riguarda ormai l'intero territorio nazionale, e anche per questo Pulsar è stato pensato come un festival itinerante: dopo Roma e Milano, il tour farà tappa anche a Verona, Genova, Perugia, Cosenza e Cagliari, portando il confronto sulle competenze STEM in contesti diversi e osservando la stessa sfida da angolazioni differenti. .

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Redazione Redazione Eventi e News