Celiachia: 335.000 italiani non sanno ancora di averla. Dal 9 maggio la Settimana nazionale per colmare il gap

Dal 9 al 17 maggio torna la Settimana nazionale della Celiachia, promossa dall’Associazione Italiana Celiachia (Aic) in concomitanza con la Giornata Internazionale del 16 maggio. Un appuntamento che compie undici anni e che quest’anno si confronta con un paradosso ancora irrisolto: l’Italia è tra i Paesi con la più alta prevalenza di celiachia al mondo, eppure oltre la metà dei casi rimane senza diagnosi
La celiachia non è un’intolleranza di tendenza. È una malattia autoimmune permanente, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti, che provoca un’infiammazione cronica dell’intestino tenue con conseguenze sistemiche che vanno ben oltre la sfera digestiva.
Eppure, in Italia, la sua reale diffusione è ancora largamente sottostimata. Al 31 dicembre 2023, le persone con diagnosi di celiachia in Italia erano 265.102, ma si stima che i casi reali fossero almeno 600.000, considerando anche quelli non diagnosticati.
Il divario è enorme: le diagnosi attuali rappresentano il 37% del valore atteso, pari all’1% della popolazione. Tradotto: due celiaci su tre non sanno di esserlo.
La celiachia è nettamente più frequente nel sesso femminile, con un rapporto di 2:1 rispetto ai maschi, e risulta concentrata nella fascia d’età tra i 18 e i 59 anni, che rappresenta il 67% dei diagnosticati.
La Lombardia è la regione con il maggior numero di casi, pari a 49.278 celiaci diagnosticati, ovvero il 18,6% del totale nazionale. Sul fronte pediatrico, il progetto pilota D1Ce Screen – previsto dalla Legge 130/2023 e condotto su 5.363 bambini in quattro regioni italiane – ha restituito una prevalenza di celiachia del 2,8% nella fascia pediatrica, un valore nettamente superiore alle stime precedenti.
Un dato che rafforza l’urgenza di estendere lo screening su scala nazionale.
Diagnosticare meglio, diagnosticare prima
Il 2025 ha portato un aggiornamento significativo al percorso diagnostico. Le nuove linee guida dell’European Society for the Study of Coeliac Disease (ESsCd) introducono modifiche sostanziali: rafforzamento del ruolo della sierologia, standardizzazione più rigorosa della biopsia duodenale e, per la prima volta nell’adulto, la possibilità di una diagnosi senza biopsia in gruppi selezionati di pazienti.
L’obiettivo è duplice: ridurre gli esami invasivi e migliorare l’accuratezza diagnostica, alleggerendo il percorso per il paziente e il carico sul sistema sanitario.
Nel 2023, in Italia sono stati organizzati 734 corsi di formazione sulla celiachia con la partecipazione di 17.410 operatori del settore alimentare, mentre 35.298 mense – di cui 24.829 scolastiche – hanno erogato pasti senza glutine su richiesta.
Numeri che segnalano una crescita della consapevolezza operativa, pur in un quadro che resta strutturalmente incompleto.
La Settimana nazionale: informazione come strumento di inclusione
In questo contesto si inserisce la Settimana Nazionale della Celiachia, nata nel 2015 come principale momento di informazione e sensibilizzazione su scala nazionale.
L’edizione 2026 – dal 9 al 17 maggio, con il culmine nella Giornata Internazionale del 16 maggio – ha un obiettivo dichiarato: diffondere informazioni corrette e contrastare le fake news che ancora circolano su celiachia e dieta senza glutine.
Il tema non è secondario. La dieta priva di glutine è spesso percepita dall’opinione pubblica come una scelta lifestyle o uno strumento dimagrante – una semplificazione che non solo è scientificamente infondata, ma danneggia la credibilità della patologia e chi ne è affetto.
Per le persone celiache, l’eliminazione del glutine non è una preferenza: è l’unica terapia disponibile e la sua trasgressione comporta conseguenze cliniche rilevanti.
La dimensione lombarda: scuole, monumenti e ristorazione
Sul territorio lombardo, Aic Lombardia Aps promuove una serie di iniziative rivolte a cittadini, scuole, istituzioni e operatori della ristorazione. Due le iniziative di maggior impatto.
La prima è Shine a Light on Celiac: una campagna mondiale di sensibilizzazione nata nel 2020, a cui Aic Lombardia ha aderito e che la notte del 16 maggio tinge di verde i monumenti lombardi – un segnale visibile e simbolico di una patologia spesso invisibile.
La seconda è Tutti a tavola, tutti insieme: giornate dedicate al menù completamente senza glutine nelle mense scolastiche. L’edizione 2025 ha coinvolto 773 scuole in 41 comuni lombardi, con 113.481 pasti gluten free somministrati.
Un dato che restituisce la scala reale del fenomeno – e il lavoro necessario per rendere l’alimentazione sicura un diritto ordinario, non un’eccezione da gestire caso per caso.
Un problema di sistema, non solo di dieta
La celiachia pone questioni che vanno oltre la clinica. Riguardano l’inclusione sociale – a scuola, al ristorante, in viaggio, nei contesti collettivi – e il riconoscimento dei diritti di chi deve fare i conti con un’alimentazione strutturalmente diversa da quella della maggioranza.
In Italia esiste un sistema di tutele – erogazione di alimenti senza glutine a carico del Ssn, mense scolastiche adeguate, etichettatura obbligatoria – ma la sua applicazione è disomogenea sul territorio e la sua conoscenza da parte della popolazione generale rimane limitata.
La Settimana nazionale della Celiachia serve proprio a questo: colmare quel gap tra ciò che la normativa prevede e ciò che le persone celiache vivono ogni giorno.
Con oltre 335.000 casi non ancora diagnosticati, ogni campagna di informazione non è solo un atto di sensibilizzazione – è un contributo concreto alla salute pubblica.
Crediti immagine: Depositphotos
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