Referendum giustizia, Minniti: ‘Elettori di sinistra votino Sì’

Mar 19, 2026 - 16:00
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Referendum giustizia, Minniti: ‘Elettori di sinistra votino Sì’

Minniti Marco

Marco Minniti, reggino ed ex ministro dell’Interno, ha lanciato un appello chiaro in vista del referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026. In un forum sul voto organizzato da Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, Minniti ha chiamato gli elettori, in particolare di sinistra, a votare Sì basandosi sul merito del quesito e non sulle appartenenze politiche.

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Sì sul merito, non sulle appartenenze

Marco Minniti ha definito un errore strumentalizzare il referendum come battaglia ideologica:

“Mah, non ci può essere cosa peggiore per un referendum che chiuderlo dentro una partita per l’identità politica”.

Per lui, gli elettori si esprimono sul quesito, non sull’appartenenza politica. Ha poi attaccato chi sostiene di essere d’accordo sul merito ma vota No per ragioni politiche: “Quelli che fanno il ragionamento del tipo ‘Io sarei d’accordo nel merito, ma per ragioni politiche voto No’ di fatto stanno colpendo al cuore l’istituto referendario”.

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Liberare il dibattito e ricostruire fiducia

Minniti ha insistito sulla necessità di parlare del merito della riforma, non delle divisioni politiche. Nel corso dell’incontro ha detto che la riforma è arrivata tardi ma va completata perché è essenziale per modernizzare il sistema giudiziario italiano e avvicinarlo agli standard europei.

Ha spiegato che la campagna referendaria è stata spesso dominata da richiami identitari, e che questo ha allontanato il dibattito dalla sostanza della riforma. Secondo Minniti:

“Questa riforma ci porta nel campo della modernità e nel rapporto nuovo con l’Europa, una riforma europea e moderna e una riforma che fa bene all’Italia”.

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Fiducia, magistratura e voto personale

L’ex ministro ha affrontato anche il tema più complesso del rapporto tra cittadini e magistratura. Ha definito la rottura di fiducia tra una parte larga dell’opinione pubblica e la giustizia come un problema serio che il referendum può contribuire a risolvere.

In risposta a chi sente intimidazione culturale nel votare Sì, ha suggerito di argomentare con capacità di argomentazione molto forte parlando del disagio generato da un sistema giudiziario percepito come distante dagli interessi dei cittadini. Ha ribadito anche il suo sostegno alla separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti come uno strumento decisivo per tutelare libertà e garanzie nell’azione giudiziaria.

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Redazione Redazione Eventi e News