Sala Veratti piena per rileggere la stagione dei sequestri

Mar 29, 2026 - 10:30
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Sala Veratti piena per rileggere la stagione dei sequestri
Generico 23 Mar 2026

C’è una memoria che non sbiadisce, anche quando riguarda gli anni più bui del territorio. Lo ha dimostrato la partecipazione straordinaria in Sala Veratti a Varese, dove il pubblico ha superato la capienza dei posti a sedere per assistere alla conferenza organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri nel quadro della mostra di Massimo Meloni dedicata ai sequestri di persona in Lombardia.

Un incontro, introdotto dal presidente di ANC Varese Roberto Leonardi e moderato dal giornalista di VareseNews Tommaso Guidotti, che ha messo a confronto l’analisi tecnica della magistratura, l’esperienza sul campo dell’Arma e la narrazione letteraria, senza mai perdere di vista il peso umano delle vicende trattate.

La mostra fotografica, che gode del patrocinio del Comune di Varese, è visitabile fino a domenica 29 marzo (dalle 15 alle 18). L’esposizione ripercorre in 118 tavole, attraverso immagini e ritagli di giornale dell’epoca, i casi più emblematici, restituendo il clima di quegli anni e l’impatto sulla società.

Le voci dei protagonisti

Al tavolo dei relatori, la magistrata Carmen Manfredda e il generale dei Carabinieri Emanuele Garelli hanno ripercorso la parabola dei rapimenti: 161 casi in Lombardia tra il 1962 (il console Elias Isu) e il 2004 (Anna Maria Valdata). Manfredda ha ricordato con particolare nitidezza il sequestro Ratti, citandolo come esempio di esito positivo grazie a un lavoro d’indagine serrato.

Generico 23 Mar 2026

Garelli ha invece riportato l’attenzione sui “Giaguari”, i militari che operavano sul campo con tecniche di ricerca spesso sperimentali e faticose, sottolineando il legame profondo che si instaurava tra gli investigatori, le famiglie delle vittime e, talvolta, persino con i sequestratori durante le trattative.

Il male accanto: la ferita di Buguggiate

Lo scrittore Massimiliano Comparin, autore del volume Il male accanto, ha raccontato la genesi di un libro nato dall’esigenza di fissare un ricordo indelebile. Comparin è cresciuto a Buguggiate, a pochi metri di distanza sia dalla casa della vittima che da quella del carnefice, in una prossimità che rende ancora più inquietante la cronaca del sequestro di Emanuele Riboli.

Proprio la figura di Riboli, rapito nel 1974 e mai tornato a casa, è stata il fulcro emotivo del pomeriggio. In sala era presente parte della famiglia del ragazzo che ha potuto ascoltare e apprezzare il momento più significativo del pomeriggio, grazie alle studentesse di seconda superiore dell’Isis Newton, Elisabetta Zago e Ilaria Pavesi. Nell’ambito di un progetto di educazione civica con Libera, le due ragazze hanno ripercorso la storia di Emanuele, restituendo dignità e attualità a una vicenda di cinquant’anni fa. Un intervento che ha visibilmente commosso i presenti, dimostrando come la memoria possa diventare impegno civile se coltivata dai più giovani.

Generico 23 Mar 2026

Il ruolo dei pentiti e il declino di un reato

Durante il dibattito è emersa anche la figura di Antonio Zagari, il pentito di ‘ndrangheta la cui collaborazione fu determinante non solo per risolvere il caso Riboli, ma anche per sventare nel 1991 il rapimento Dellea a Germignaga.

Generico 23 Mar 2026

Tra il pubblico, oltre all’assessore alla Cultura Enzo Laforgia, erano presenti Luca Marsico (figlio di Agostino, storico comandante della stazione dei carabinieri di Malnate), il consigliere comunale di Forza Italia Simone Longhini e numerosi cittadini che hanno voluto ripercorrere un capitolo di storia criminale fortunatamente quasi scomparso, ma che ha lasciato cicatrici profonde nel tessuto sociale della provincia di Varese.

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Redazione Redazione Eventi e News