Siamo “matti” per colpa di smog, rumore e sostanze chimiche

Mar 9, 2026 - 20:30
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Siamo “matti” per colpa di smog, rumore e sostanze chimiche
benessere natura

Un briefing della European Environment Agency evidenzia il legame tra inquinamento atmosferico, rumore e sostanze chimiche e disturbi mentali come depressione e ansia

L’esposizione all’inquinamento ambientale – in particolare aria inquinata, rumore e sostanze chimiche – è sempre più associata a problemi di salute mentale. Lo evidenzia un briefing della European Environment Agency (Eea) intitolato Pollution and mental health: current scientific evidence.

Secondo il documento, diversi studi scientifici stanno mostrando una correlazione significativa tra inquinamento e disturbi mentali, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto.

I disturbi della salute mentale hanno infatti origini multifattoriali: fattori genetici, condizioni socio-economiche, aspetti psicologici e stili di vita contribuiscono alla loro comparsa. Tuttavia l’inquinamento sta emergendo sempre più come possibile fattore di rischio ambientale.

Disturbi mentali in aumento in Europa

Negli ultimi 25 anni l’Europa ha registrato un aumento significativo della prevalenza dei disturbi mentali. La ricerca tira anche delle somme : nel 2023 queste patologie hanno rappresentato la sesta causa di carico di malattia nell’Unione europea e l’ottava causa di morte più comune

Numeri che evidenziano come la salute mentale sia diventata una priorità sanitaria e sociale per le politiche europee.

Tra le diverse forme di inquinamento, quello atmosferico è uno dei più studiati per i suoi effetti sulla salute mentale.

La ricerca evidenzia che l’esposizione all’inquinamento dell’aria durante lo sviluppo del cervello – dalla gravidanza all’adolescenza – è associata a cambiamenti strutturali e funzionali cerebrali.

Ma è sempre più chiaro che l’esposizione prolungata alla scarsa qualità dell’aria, in particolare a Pm2.5 e biossido di azoto (NO2), è collegata a un aumento del rischio di depressione e pare anche che picchi di inquinamento a breve termine possono provocare un peggioramento dei sintomi della schizofrenia.

Questi risultati suggeriscono che la qualità dell’aria possa influenzare non solo la salute respiratoria e cardiovascolare, ma anche il funzionamento del sistema nervoso.

rapporto inquinamento-malattie mentali
Fonte: European Environment Agency

Inquinamento acustico: rumore e rischio di ansia e depressione

Anche il rumore ambientale è sempre più riconosciuto come fattore di rischio per la salute mentale.

Secondo gli studi citati nel briefing un aumento del rumore del traffico stradale è associato a un incremento del 3% nel rischio di depressione e del 2% nel rischio di ansia.

Lavorare, studiare, vivere in luoghi troppo vicini a fonte di traffico è una cosa da prendere in considerazione per essere evitata. Questo vale sia per gli adulti che per i bambini.

I dati espressi dal rapporto fanno riflettere: per ogni aumento di 10 decibel nel rumore ferroviario, i tassi di suicidio aumentano del 2,2% mentre una meta-analisi ha rilevato un aumento del 12% del rischio di depressione per ogni incremento di 10 dB nel rumore degli aeromobili.

Il rumore, quindi, non è solo un problema di comfort urbano, ma può avere effetti misurabili sulla salute mentale.

Inquinanti chimici: i rischi dell’esposizione precoce

Anche l’esposizione a sostanze chimiche ambientali è stata associata a diversi disturbi mentali, soprattutto quando avviene durante la gravidanza o l’infanzia.

Tra le evidenze riportate si evince che l’esposizione prenatale o infantile al piombo (Pb) è associata a depressione e schizofrenia. Esattamente come il fumo passivo che è ormai dichiarato come sia collegato in modo costante a un aumento del rischio di depressione e schizofrenia, in particolare nei gruppi più vulnerabili come bambini e donne incinte.

Alcuni studi indicano una relazione tra esposizione prenatale al bisfenolo A (Bpa) e depressione o ansia nei bambini.

Queste sostanze possono interferire con lo sviluppo neurologico e con i meccanismi biologici che regolano il benessere mentale.

Ridurre l’inquinamento per migliorare il benessere mentale

Secondo l’Eea, anche se servono ulteriori studi per chiarire i meccanismi causali, le evidenze attuali rafforzano l’importanza di ridurre l’esposizione all’inquinamento ambientale e di applicare pienamente la normativa europea.

Il briefing richiama inoltre l’approccio One Health, che considera strettamente connesse salute umana, salute degli ecosistemi e salute animale.

In questo contesto, le nature based solution possono contribuire a migliorare il benessere mentale. L’accesso a spazi verdi e blu – parchi, foreste, laghi o ambienti costieri – favorisce attività fisica, relazioni sociali e riduzione dello stress.

Negli ultimi anni si stanno diffondendo anche pratiche terapeutiche basate sulla natura, come giardinaggio terapeutico, attività fisica all’aperto, forest bathing. Attenzione però: non devono essere attività sporadiche, ma continuative.

Secondo il rapporto, ridurre l’inquinamento e aumentare l’accesso alla natura, in linea con gli obiettivi europei di zero pollution, potrebbe contribuire a migliorare la salute mentale di milioni di cittadini.

Crediti immagine: Depositphotos

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