Labirinti e biscotti, per crescere

Mar 9, 2026 - 21:30
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Labirinti e biscotti, per crescere

Cos’hai fatto oggi? Niente. Da lui nulla trapela. Non tanto perché sia convinto di aver trascorso una mattinata scolastica o un pomeriggio tra amici vuoto, ma perché vuole custodire un momento proprio, uno spazio che non intende condividere.

Questo è il Terzo Spazio, un tempo che non è scuola, non è famiglia e non è sport strutturato: è il momento in cui bambini e preadolescenti sono liberi di essere sé stessi.

Viviamo l’epoca del controllo: genitori intimoriti dalle troppe notizie infauste sui mille pericoli che attendono i pargoli lontano dal nido, pericoli che ci sono sempre stati ma che ora la diffusione mediatica alimenta.

Ogni bravo genitore predica bene riconoscendo la necessità per i figli di sapersela cavare da soli, poi però razzola malissimo perché da soli non riesce a lasciarli. 

Quanto di più sbagliato per il loro apprendimento, fatto di responsabilità e di autonomia. Quel provare per imparare, sbagliare per capire che ha funzionato alla grande fino ad ora.

Lasciarli fare, dargli spazio per crescere ma soprattutto per relazionarsi.

Se oggi parli di socializzazione scatta il pregiudizio del tanto i ragazzi non sono più capaci perché preferiscono isolarsi davanti ad uno schermo.

E se fosse proprio questo il Terzo Spazio che hanno saputo crearsi per uscire dalla zona di supercontrollo genitoriale? Un non-luogo dove poter essere autonomi nel superare le battaglie dei videogiochi, dove poter cercare la propria strada nel cyber spazio e socializzare in una dimensione altra, non fisica.

Sono stati più bravi loro, hanno saputo riconoscere il valore di una socialità non mediata, fuori dal controllo degli adulti, e se la sono costruita in una dimensione generazionale tanto lontana da noi, difficilmente comprensibile perché nuova.

Labiringo è l’installazione esperienziale che Ringo ha pensato per riconcretizzare uno spazio di socializzazione, gioco e autonomia, a partire dall’analisi realizzata dal partner Extreme, società specializzata nell’analisi strategica delle conversazioni web e social.

Un labirinto dove per trovare l’uscita è necessario superare una serie di prove, che invita a collaborare per raggiungere l’obiettivo e parla un linguaggio giovane, fatto di schermi, multimedialità e selfie in un contesto particolarmente instagrammabile. 

Gli adulti? Possono accompagnare i ragazzi in una delle piazze che ospiteranno l’installazione nel mese di marzo, ma poi attendono fuori, in un quarto spazio dove possono scegliere se socializzare tra loro o alienarsi davanti allo schermo del cellulare.

LabiRingo ora è a Milano in Piazza Gae Aulenti, l’esperienza proseguirà a Napoli, in Piazza Dante, dal 13 al 15 marzo e, infine, approderà a Bari, in Largo Giannella, dal 20 al 22 marzo.

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Redazione Redazione Eventi e News