Sotto al blazer, un foulard. Così si aggiorna il tailleur di primavera
Il tailleur non conosce limiti, né di stagione né di occasione. Sono finiti i tempi in cui lo si indossava solo in ufficio: oggi attraversa con nonchalance le giornate primaverili e le occasioni più disparate, dal lavoro agli eventi formali. A renderlo così versatile sono i brand che da sempre si divertono nel rinnovarlo, come Max Mara, che dal 2014 con il progetto Tailleur Sartoriale lavora su una sartorialità contemporanea capace di evolversi senza tradirsi.
Per la primavera estate 2026, questa ricerca si traduce in una nuova declinazione del tailleur, pensata per adattarsi (più che imporsi) allo stile di chi lo indossa.
Una giacca che fa il look
Dietro il nome Tailleur Sartoriale non c’è una semplice capsule, ma un lavoro continuo che affonda le radici nella tradizione maschile per riscriverla al femminile. Nato nel 2014, il progetto di Max Mara ruota attorno a un’idea precisa: costruire una giacca senza tempo, capace di accompagnare chi la indossa nel tempo, senza perdere rilevanza. Per la primavera estate 2026, il focus resta sulla qualità della costruzione: tessuti autentici, circa 345 minuti di lavorazione per ogni capo, canvas interno e oltre 130 punti a mano solo nel giro manica. L’estetica non si piega alla sartoria, restituendo un capo che si modella sul corpo attraverso una costruzione d’altri tempi.

Max Mara Tailleur Sartoriale 2026.
Il tailleur primaverile 2026 è leggero, anche nello styling
Se la struttura resta fedele alla tradizione, monopetto o doppiopetto, due o tre bottoni, è tutto il resto a cambiare tono. I completi si alleggeriscono, sia nei tessuti che nelle combinazioni, aprendosi a un uso più fluido. La palette spazia dai neutri più classici, come cammello, avorio e grigi, fino a tonalità più stagionali come il blu mare, il turchese, il verde, il rosa e il celeste. Accanto ai pantaloni sartoriali compaiono alternative più rilassate come bermuda, o pantaloni della tuta meno tradizionali. Mentre le camicie, spesso portate leggermente sbottonate, riportano il completo nel territorio business. In base a come lo si abbina, il tailleur entra con disinvoltura anche nelle occasioni primaverili più formali, dalle cerimonie alle lauree, senza rinunciare a una dimensione più casual, che passa anche attraverso contaminazioni inaspettate.

Il tailleur Max Mara primaverile è casual chic.
Blazer + foulard: l’abbinamento chiave di stagione
A fare davvero la differenza, però, è lo styling. E qui entra in gioco il dettaglio che più di tutti segna la stagione: il foulard. Già visto sulle passerelle come uno degli accessori più versatili del momento, tviene integrato da Max Mara all’interno del progetto come elemento di personalizzazione. Non solo annodato al collo, ma infilato sotto la camicia, trasformato in pochette, portato a bandana o persino usato come cintura. Basta poco: un nodo, una stampa a fiori, un colore, per far perdere ridigità al look e aggiornarlo con i trend PE26.
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