Tour de France, ma anche Giro d’Italia: l’aumento delle temperature mette a rischio la salute degli atleti

Più a rischio di tutti è il Tour de France, che si svolge a luglio. Ma non meno problemi potrà avere il Giro d’Italia, benché si corra a maggio. Perché il problema delle alte temperature e dei colpi di caldo ormai riguarda chiunque si impegni in competizioni sportive all’aperto in Europa. A segnalarlo è uno studio appena pubblicato su Scientific Reports (Nature). L’analisi riguarda l’impatto del cambiamento climatico utilizzando la storica corsa ciclistica che si disputa in Francia come caso di studio Ma viene inoltre sottolineato che «anche il Giro d’Italia e la Vuelta in Spagna, nonostante si svolgano in stagioni in cui è meno probabile che si verifichino temperature estreme (tarda primavera e inizio autunno), negli ultimi anni hanno registrato giornate molto calde». Si legge nell’articolo pubblicato su Scientific Reports: «La sicurezza dal calore e le strategie per aiutare i corridori a mantenersi freschi stanno rapidamente acquisendo importanza nei Grandi Giri ciclistici. Dalla tutela della salute dei corridori alla protezione delle loro prestazioni, l’arte di mantenersi freschi è destinata a influenzare fortemente i risultati delle future gare dei Grandi Giri».
I ricercatori hanno esaminato 50 anni di dati meteorologici in Francia (1974-2023), calcolando l’indice Wbgt (Wet bulb globe temperature), che misura lo stress termico combinando temperatura, umidità, vento e radiazione solare. Ebbene, negli ultimi cinquant’anni, lo stress termico pomeridiano nel mese di luglio è aumentato in quasi tutta la Francia, anche se le zone con la crescita più rapida sono il sud (Occitania) e l’est (Alpi e Borgogna) del Paese, con incrementi superiori a 0,5°C per decennio.
I ricercatori hanno centrato l’analisi sulla soglia di «alto rischio» stabilita dall'Unione ciclistica internazionale (Uci) nel 2024 (fissata a 28°C Wbgt). Dai risultati è emerso che mentre nelle competizioni svolte nei decenni passati era raro che questa soglia venisse superata durante le diverse tappe della corsa ciclistica, nell’ultimo decennio la maggior parte del territorio francese ha registrato almeno un evento di superamento della soglia di alto rischio. Tra l’altro, questo superamento è stato registrato proprio nella prima metà del pomeriggio, quando solitamente si decidono le fasi finali delle tappe e i ciclisti sono impegnati nel massimo dello sforzo fisico dopo già diverse ore passate a spingere sui pedali.
I ricercatori hanno scelto il Tour de France perché è la «gara ciclistica per eccellenza», afferma Ivana Cvijanovic, scienziata climatica presso l’Istituto nazionale francese di ricerca per lo sviluppo sostenibile, che ha guidato il nuovo lavoro. Sebbene non esista un «consenso scientifico unanime» sul miglior indice di stress termico da utilizzare, aggiunge, il Wbgt è «uno dei rari indicatori sviluppati originariamente sulla base della risposta umana effettiva al calore».
Gli autori dello studio sottolineano che nonostante il caldo estremo sia diventato più frequente, come dimostrano i casi di malore di Alexis Vuillermoz nel 2022 e di Mark Cavendish nel 2024, gli organizzatori sono stati fionora, per così dire fortunati, perché le tappe non hanno ancora coinciso perfettamente con i picchi estremi di calore registrati in città specifiche. Tuttavia, lo studio avverte che è «solo questione di tempo» prima che le condizioni diventino insostenibili per la salute degli atleti.
Gli autori concludono l’articolo scientifico sottolineando che l’attuale modello di competizioni sportive estive in Europa sta diventando pericoloso, a fronte dell’aumento delle temperature in atto. Senza protocolli di sicurezza climatica più rigidi e una revisione dei calendari, viene sottolineato, la salute degli atleti sarà messa seriamente a rischio.
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