Tunisia-Italia: gli scambi commerciali superano il miliardo di euro nei primi due mesi del 2026
Dal primo gennaio 2026 a fine febbraio gli scambi commerciali tra Italia e Tunisia hanno raggiunto 3,44 miliardi di dinari, pari a 1,012 miliardi di euro al cambio attuale. È ciò che emerge da un’analisi dei dati sull’interscambio pubblicati oggi dall’Istituto nazionale di statistica (Ins) tunisino. Nei primi due mesi dell’anno in corso, le esportazioni italiane verso la Tunisia hanno raggiunto 1,565 miliardi di dinari (circa 460 milioni di euro), in aumento di circa l’11 per cento rispetto ai 1,393 miliardi di dinari (409 milioni di euro) dei primi due mesi del 2025. Le importazioni dalla Tunisia verso l’Italia, invece, si attestano a 1,875 miliardi di dinari (551 milioni di euro), in leggero calo per cento rispetto ai 1,905 miliardi di dinari (560 milioni di euro) di gennaio e febbraio 2025. L’Italia risulta il secondo fornitore europeo della Tunisia, il terzo al mondo, preceduto solamente dalla Francia che nei primi due mesi ha esportato verso Tunisi beni e merci per un valore di 1,814 miliardi di dinari (533 milioni di euro) e dalla Cina con 1,711 miliardi di dinari (503 milioni di euro). Il saldo della bilancia commerciale tra Italia e Tunisia pende a favore di Tunisi di 309 milioni di dinari (circa 91 mila euro).
Tra i principali prodotti esportati dall’Italia verso la Tunisia vi sono materie prime energetiche (petrolio raffinato), metalli, tessuti, cuoio e pellami, apparecchi di cablaggio, materie plastiche e prodotti in plastica, motori generatori e trasformatori, prodotti chimici e farmaceutici, impianti e macchinari. Tra i principali prodotti che l’Italia invece importa figurano gli articoli di abbigliamento e calzature, parti e accessori per veicoli, oli e grassi, motori generatori e trasformatori, articoli in plastica, prodotti chimici e fertilizzanti, prodotti della siderurgia, petrolio greggio. Risulta evidente, pertanto, un consistente traffico di perfezionamento-trasformazione di materie prime o semilavorati in prodotti dall’Italia alla Tunisia.
Tornando agli scambi commerciali, al primo posto come partner commerciale della Tunisia si conferma la Francia, con un valore di interscambio pari a 4,3 miliardi di dinari (1,27 miliardi di euro). L’export francese verso il Paese nordafricano registra nei primi due mesi del 2026 un valore pari a 1,82 miliardi di dinari (equivalenti a 533 milioni di euro), in aumento rispetto agli 1,347 miliardi di dinari (346 milioni di euro) dei primi due mesi dell’anno scorso. Per quanto riguarda le importazioni della Francia dalla Tunisia, si registra un aumento dell’1,6 per cento rispetto a gennaio e febbraio 2025, passando da 2,15 miliardi di dinari (632 milioni di euro) a 2,49 miliardi di dinari (732 milioni di euro) con un saldo della bilancia commerciale che risulta negativo per la Francia con un valore di 673 milioni di dinari (circa 198 milioni di euro).
In generale, nei primi due mesi del 2026 gli scambi commerciali della Tunisia con l’estero hanno registrato esportazioni per 10,80 miliardi di dinari (circa 3,2 miliardi di euro) e importazioni per 13,59 miliardi di dinari (circa quattro miliardi di euro). Nel periodo gennaio-febbraio 2026 le esportazioni sono aumentate del 6,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando si erano attestate a 10.169,2 milioni di dinari (circa 3,0 miliardi di euro). Le importazioni, invece, hanno registrato una lieve flessione dello 0,7 per cento, passando da 13.69 miliardi di dinari (circa 4,1 miliardi di euro) a 13,59 miliardi di dinari. In seguito a questa dinamica, il deficit della bilancia commerciale si è ridotto a 2,784 miliardi di dinari (circa 830 milioni di euro), rispetto ai 3,517 miliardi di dinari (circa 1,05 miliardi di euro) registrati nello stesso periodo del 2025. Il tasso di copertura delle importazioni con le esportazioni è salito al 79,5 per cento, contro il 74,3 per cento dell’anno precedente.
Dal punto di vista settoriale, le esportazioni hanno registrato un aumento nelle industrie meccaniche ed elettriche (+14,8 per cento) e nel comparto agroalimentare (+6,1 per cento), sostenuto soprattutto dall’incremento delle vendite di olio d’oliva, salite a 1,25 miliardi di dinari (circa 374 milioni di euro) rispetto ai 1,007 miliardi di dinari (circa 301 milioni di euro) dell’anno precedente. In calo invece le esportazioni nei settori miniere, fosfati e derivati (-24,6 per cento), tessile, abbigliamento e cuoio (-1,8 per cento) e energia (-0,5 per cento), anche a causa della diminuzione delle vendite di petrolio greggio, scese a 239,8 milioni di dinari (circa 72 milioni di euro) dai 372,3 milioni di dinari (circa 111 milioni di euro) dei primi due mesi del 2025. Sul fronte delle importazioni, si registra un aumento degli acquisti di beni strumentali (+1,4 per cento) e di prodotti energetici (+1,7 per cento). In crescita anche le importazioni di beni di consumo (+2,3 per cento) e di prodotti alimentari (+2,6 per cento), mentre diminuiscono quelle di materie prime e semilavorati (-6 per cento).
Per quanto riguarda la ripartizione geografica, le esportazioni tunisine verso l’Unione europea (Ue), che rappresentano il 72,1 per cento del totale, hanno raggiunto 7,793 miliardi di dinari (circa 2,3 miliardi di euro) rispetto ai 7.091,9 milioni di dinari (circa 2,1 miliardi di euro) dello stesso periodo del 2025. L’aumento riguarda in particolare Francia (+15,7 per cento) e Germania (+9,9 per cento), mentre si registra una diminuzione verso Italia (-1,6 per cento) e Paesi Bassi (-25,3 per cento). Verso i Paesi arabi, le esportazioni sono aumentate in modo significativo verso Egitto (+76,4 per cento) e Arabia Saudita (+68,9 per cento), mentre risultano in calo verso Marocco (-45,3 per cento), Algeria (-18,6 per cento) e Libia (-29,2 per cento).
Sul fronte delle importazioni, quelle provenienti dall’Ue – pari al 45,6 per cento del totale – hanno raggiunto 6,189 miliardi di dinari (circa 1,85 miliardi di euro), rispetto ai 5,77 miliardi di dinari (circa 1,72 miliardi di euro) dei primi due mesi del 2025. Gli acquisti sono aumentati in particolare da Francia (+26,3 per cento) e Italia (+12,3 per cento), mentre risultano in diminuzione da Spagna (-5,0 per cento) e Grecia (-28,2 per cento). Al di fuori dell’Ue, le importazioni sono cresciute da Turchia (+3,8 per cento) e India (+48,9 per cento), mentre si registra una diminuzione da Russia (-59,7 per cento) e Cina (-18,1 per cento).
Per gruppi di prodotti, il deficit commerciale complessivo – pari a 2,784 miliardi di dinari (circa 830 milioni di euro) – deriva principalmente dal saldo negativo dei prodotti energetici (-1,886 miliardi di dinari, circa 563 milioni di euro), delle materie prime e semilavorati (-790,7 milioni di dinari, circa 236 milioni di euro), dei beni strumentali (-488,4 milioni di dinari, circa 146 milioni di euro) e dei beni di consumo (-108,8 milioni di dinari, circa 32 milioni di euro). Il comparto alimentare, invece, ha registrato un surplus di 489,7 milioni di dinari (circa 146 milioni di euro). Infine, il deficit commerciale al netto dell’energia si riduce a 898,3 milioni di dinari (circa 268 milioni di euro), mentre il deficit della bilancia energetica raggiunge 1,886 miliardi di dinari (circa 563 milioni di euro), in aumento rispetto ai 1,845 miliardi di dinari (circa 551 milioni di euro) registrati nello stesso periodo del 2025.
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