Una open call dedicata agli artisti indaga il ruolo del porto nella crisi climatica

U-Boot Lab lancia una open call per collettivi di artisti e artiste under 35: arte, dati e suono per indagare l’impatto della logistica marittima sulla crisi climatica
Nell’ambito del progetto Ninety Percent of Everything, U-Boot Lab promuove la prima edizione di una call rivolta a collettivi di artiste e artisti under 35.
L’iniziativa invita a riflettere sull’impatto della logistica marittima nella crisi climatica, esplorando il porto come dispositivo di connessione tra flussi commerciali, equilibri ecologici e dinamiche sociali e geopolitiche.
Realizzato in collaborazione con Fondazione Palazzo Ducale Genova e con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, il progetto rientra nel bando Starter – Cultura e creatività per la sfida ambientale.
La call è gratuita e aperta fino al 2 aprile (iscrizioni online). Possono candidarsi collettivi attivi nelle pratiche sonore, nella data art e nelle pratiche artistiche ibride e che dimostrino un interesse per le dimensioni ecologiche, sociali e geopolitiche del contesto portuale e marittimo.
Assieme alla compilazione del form, il collettivo dovrà caricare un portfolio, un documento pdf che illustri tre progetti realizzati completi di contenuti testuali, visivi e audio, una lettera motivazionale e un file, in formato pdf, che descriva, in un massimo di 3.000 battute spazi inclusi, statement di ricerca, approccio artistico, motivazioni e interesse per il progetto Ninety Percent of Everything.
Saranno selezionati due collettivi – uno orientato al sound e uno alla data art – oppure un unico collettivo interdisciplinare, per un massimo di sei artisti. Il contributo previsto è di 4.000 euro lordi per ciascun gruppo oppure 8.000 euro complessivi in caso di unico collettivo, composto da sei persone.
La residenza sarà offerta dall’Associazione di Promozione Sociale e si svolgerà a Genova dal 15 al 30 maggio 2026 tra Palazzo Ducale, la stazione marina sperimentale del Cnr-Ias, messa a disposizione grazie alla collaborazione con Francesca Garaventa e le navi merci del Gruppo Grendi.
Le artiste e gli artisti selezionati avranno accesso diretto al porto e alle sue infrastrutture, vivendo anche un periodo in navigazione e lavorando alla raccolta di dati tecnici, sonori e visivi da trasformare in paesaggi immersivi.
La giuria dell’Open Call è composta dai rappresentanti dei soggetti promotori del progetto, e presieduta da Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale Genova.
La residenza è guidata dalla factory di producer e musicisti Stellare (Genova-Torino) e dalla data artist Tiziana Alocci, con la curatela di Maria Pina Usai per U-Boot Lab – Zones Portuaires e il supporto scientifico di Francesca Garaventa (Cnr-Ias).
Il percorso è affiancato da un programma di design sistemico curato da Itinerari Paralleli, che struttura il lavoro attraverso un approccio relazionale e laboratoriale, ispirato ai principi del New European Bauhaus.
Gli esiti confluiranno in un’installazione immersiva e interdisciplinare ospitata a Palazzo Ducale di Genova a partire da settembre, accompagnata da un public program che comprende una performance nel porto, una pubblicazione bilingue e un video-documentario.
Concepito come un percorso intensivo di formazione e ricerca situata, il progetto intreccia pratica artistica, ricerca scientifica e coinvolgimento delle comunità, assumendo il porto come osservatorio privilegiato delle tensioni tra economia globale e sostenibilità ambientale.
Genova, crocevia di rotte internazionali, rappresenta il contesto generativo dell’iniziativa, che si estende poi ad altre città portuali strategiche del Mediterraneo, come Cagliari e Marsiglia, fino a Londra, attraverso una rete di collaborazioni internazionali.
Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili sul sito dell’iniziativa o contattando la segreteria dedicata alla mail segreteriaorganizzativa@u-boot.it.
Crediti immagine: Depositphotos
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