Laureus Hub, occhi sullo sport che cambia il mondo
Lo sport che include, educa, promuove, risana: la valenza sociale delle attività sportive spesso viene data per scontata o non abbastanza valorizzata. Ai valori e le potenzialità dello sport inclusivo, nei giorni di Milano-Cortina, guardava la tre giorni che Fondazione Laureus ha organizzato a Milano, l’11, 12 e 13 febbraio, un vero e proprio hub.
Tre giorni di testimonianze, ragionamenti, impegni: con testimonial d’eccezione, da Fabio Capello a Irma Testa, da Nawal El Moutawakel a Boris Becker, e tanti giovani.

VITA c’era e ne abbiamo tratto due podcast interessanti: un’intervista alla pugile di Torre Annunziata, la Testa appunto (si ascolta qui), e un approfondimento con la Laureus, con le voci della responsabile dei programmi della fondazione, Lara Tagliabue, e con la direttrice, l’instancabile Daria Braga, grande regista di queste giornate.
«Abbiamo ricordato», ci ha detto proprio la direttrice Braga nell’intervista, «che lo sport è proprio questo: è un esempio di unità in un campo, in una palestra e soprattutto, ci ricordano che in una squadra non conta da dove vieni, conta come giochi, come ti alleni, come sostieni chi è accanto a te. Questo del sostegno è un argomento che è venuto fuori, bellissimo».
Secondo Braga, «oggi mancano tanto figure adulte di riferimento. E quindi la formazione, in questo caso gli allenatori che sostituiscono un po’ quel mondo di relazioni che si sono forse un po’ perse, ma che in un campo all’interno di una squadra, all’interno di uno sport, si possono recuperare in un modo forte e potente se gestite bene. Lo è il più grande generatore di emozioni, diciamo sempre, tu lavori con le emozioni. Quindi deve avere un allenatore formato, in grado di gestirle, di capirle, di non frenarle nei ragazzi, di saperle»
L’incontro con le fondazioni
Particolarmente interessante l’incontro con le fondazioni Terre des Hommes (col direttore Paolo Ferrara) e Eos (con la direttrice Francesca Magliulo), moderato da Elisa Furnari direttrice di Fondazione Èbbene, in rappresentanza del circuito Sport for Inclusion: è stata presentata una piattaforma dove le associazioni sportive potranno trovare tutti gli elementi sulla disciplina della Child safeguarding, volta a prevenire situazioni di rischi nell’approccio agli atleti ancora minorenni.

Nella foto di apertura, di Fondazione Laureus, la partita finale della tre giorni: calcio femminile under 14, nel campo di Amico Charly a Dergano.
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