Rosatom: abbiamo perso i contatti con la dirigenza nucleare dell’Iran

Mar 5, 2026 - 12:30
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Rosatom: abbiamo perso i contatti con la dirigenza nucleare dell’Iran

Alexey Likhachev, il direttore generale della multinazionale statale atomica russa Rosatom, che è stata l'appaltatore principale della centrale nucleare iraniana di Bushehr e che è attualmente impegnata nella costruzione del suo secondo e terzo reattore, ha annunciato che «Sebbene Rosatom continui a collaborare con i funzionari iraniani presso l'impianto [di Bushehr], la compagnia ha perso i contatti con la dirigenza del settore nucleare dell’Iran e lo stato degli altri impianti nucleari nel Paese rimane poco chiaro. C'è, ovviamente, una minaccia per la centrale, poiché le esplosioni si sentono già a chilometri di distanza dalla linea di difesa fisica dell’impianto. Non sono dirette alla centrale, ma alle strutture militari che vi si trovano, ma la minaccia sta chiaramente aumentando con l'intensificarsi del conflitto».

La Russia ha svolto un ruolo essenziale nel programma atomico civile iraniano, in particolare nella centrale di Bushehr. La costruzione della centrale fu avviata a metà degli anni '70 da un'impresa dell’allora Germania Ovest, ma fu sospesa in seguito alla Rivoluzione Islamica del 1980. Il progetto fu ripreso da Rosatom negli anni '90, con il gigante russo dell'energia nucleare che avviò la prima unità di potenza della centrale all'inizio degli anni 2010.

Il capo di Rosatom ha poi confermato che «Le operazioni presso la centrale nucleare di Bushehr, nell'Iran meridionale, sono state sospese a causa di attacchi aerei nelle sue vicinanze, con circa 639 specialisti russi si trovano presso la centrale nucleare di Bushehr. La situazione nella centrale elettrica rimane sotto controllo. Rosatom ha evacuato quasi Tutti i figli dei dipendenti di Rosatom , così come tutto il personale in eccedenza e coloro che desiderano lasciare il Paese, per un totale di 94 persone. La prossima fase di evacuazione di 150-200 persone è pianificata non appena la situazione militare lo consentirà».

Likhachev ha spiegato quali sono i rischi che si corrono: «L'impianto contiene attualmente un'ingente riserva di materiali fissili, tra cui 70 tonnellate di combustibile nucleare e oltre 210 tonnellate di combustibile esaurito. E’ un impianto nucleare e qualsiasi violazione dell'integrità del reattore o degli impianti di stoccaggio del combustibile comporterebbe la contaminazione di vaste aree e il movimento del tutto imprevedibile di particelle radioattive, insieme a fenomeni atmosferici, che minaccerebbero l'intera regione. E, naturalmente, tutte le parti in conflitto devono procedere partendo dalla priorità assoluta della sicurezza dell'impianto nucleare, indipendentemente dalla loro posizione politica».

Rosatom ha informato il presidente russo Vladimir Putin sulla situazione nella centrale nucleare di Bushehr e Likhachev ha detto ai giornalisti che «Sarà necessario il sostegno politico per l'eventuale evacuazione del personale russo dall'impianto. Voglio sottolineare che stiamo segnalando personalmente la situazione al Presidente della Federazione Russa e lo abbiamo informato che sarà necessario un sostegno politico non appena i treni inizieranno a muoversi. E, naturalmente, gli abbiamo chiesto ancora una volta, nei nostri contatti con i leader di Israele , Stati Uniti, Paesi arabi e del Golfo Persico , di ribadire il principio dell'inammissibilità di correre rischi, per non parlare di attacchi diretti agli impianti nucleari».

Però, l’Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran (AEOI) che Rosatom non riesce a contattare si è fatta viva con un comunicato che riguarda la situazione di un’altra struttura nucleare. Il primo marzo, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato due serie di attacchi contro Natanz, dove si trova un impianto di arricchimento dell'uranio. L'Iaea ha confermato i danni agli edifici dell'impianto sotterraneo di arricchimento del combustibile nucleare a Natanz che era già stato colpito nel giugno 2025 durante il conflitto con Israele, nel quale erano intervenuti anche gli Stati Uniti. In seguito, l'Iran aveva dichiarato di non star arricchendo l'uranio.

L’AEOI fa sapere che «L'Iran non ha rilevato perdite radioattive nell'impianto nucleare di Natanz, colpito da attacchi statunitensi e israeliani. Non sono state rilevate perdite di materiale radioattivo. Pertanto, non vi è alcuna minaccia per i residenti delle aree circostanti. La situazione, in termini di sicurezza radioattiva, è stabile e sotto pieno controllo». Sulla questione nucleare iraniana è intervenuto anche il potente ministro degli esteri russo Sergej Lavrov: il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: «Le affermazioni con le quali Washington difende la non proliferazione nucleare non reggono. L'attacco israelo-americano all'Iran potrebbe stimolare la proliferazione nucleare».

Ieri, durante una conferenza stampa tenuta insieme al ministro degli esteri del Brunei, Lavrov ha criticato Steve Witkoff, l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per aver definito inaccettabile che, durante i negoziati falliti in Oman, l'Iran abbia ribadito il suo diritto all'arricchimento dell'uranio. Witkoff ha detto a Fox News: «Naturalmente abbiamo risposto che il presidente ritiene che abbiamo il diritto inalienabile di fermarvi di colpo».

Il paradosso è che l'Iran sostiene che le armi di distruzione di massa siano proibite dall'Islam. Negli anni '90, l'Ayatollah Ali Khamenei, che è stato appena eliminato dagli attacchi israeliani e statunitensi, emanò un decreto spirituale contro le armi nucleari. Teheran respinge le accuse israeliane e di Trump secondo le quali l’Iran starebbe segretamente cercando di dotarsi di capacità nucleare in violazione della fatwa.

Il ministro degli esteri russo ha fatto notare che «Il diritto dell'Iran a un programma nucleare pacifico, compreso l'arricchimento dell'uranio, è riconosciuto dal Trattato di non proliferazione, che consente tale attività con le garanzie dell'International atomic energy agency. Se questa logica [di Stati Uniti e Israele] viene portata avanti, garantisco che in Iran sorgeranno forze potenti che cercheranno esattamente ciò che gli Stati Uniti cercano di impedire: costruire una bomba nucleare, perché le persone che possiedono bombe nucleari non vengono attaccate dagli Stati Uniti. In un colpo di scena apparentemente paradossale, la nobile causa dichiarata di impedire la proliferazione nucleare attraverso una guerra potrebbe stimolare la tendenza opposta, con lo sviluppo di armi nucleari non solo in Iran, ma anche nei Paesi arabi vicini».

Poi ha girato il coltello nella piaga di quello che molti Paesi considerano un doppio standard: quello che è permesso a Israele - che non aderisce il TNP pur avendo probabilmente 200 bombe nucleari e non accetta controlli Iaea ai suoi impianti nucleari - è vietato solo pensarlo altrove. Lavrov ha concluso rivelando che «Diplomatici stranieri Mi hanno riferito che il destino del leader libico Muammar Gheddafi, che abbandonò il suo programma nucleare solo per essere rovesciato e ucciso in una rivolta sostenuta dalla NATO nel 2011, costituisce un argomento convincente a favore della nuclearizzazione. A questo proposito, c’è il rischio che la non proliferazione nucleare possa sfuggire al controllo. E’ fondamentale un dialogo con gli Stati Uniti su come vedono se stessi nel mondo e quale ruolo assegnano agli altri Paesi».

Dalla sede Onu di Ginevra, il rappresentante permanente della repubblica islamica dell’Iran alle Nazioni Unite, Ali Bahraini, ha dichiarato che «L'Iran non vede alcun motivo di riprendere il dialogo con gli Stati Uniti. Dubitiamo dell'utilità dei negoziati a questo punto. Devono capire che la guerra non è un'opzione. Continueremo a difenderci finché non capiranno che l'Iran è diverso e che non possono indebolirlo e sconfiggerlo. Teheran è pronta a riprendere il dialogo a condizione che vengano cessate le ostilità e fornite garanzie di sicurezza. Abbiamo dimostrato in precedenza un buon livello di difesa e fermeremo questa guerra. Porremo fine a questo fenomeno di impunità per coloro che attaccano obiettivi civili. L'Iran continuerà a reagire agli attacchi statunitensi e israeliani fino alla cessazione dell'aggressione. Invito Washington a cessare di utilizzare basi militari nei Paesi vicini per attaccare l'Iran».

Poco prima, il presidente Usa Donald Trump aveva affermato che l'Iran voleva riavviare avviare i negoziati, ma Teheran dice che non è vero. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ricordato che «Il Paese ha vissuto un'esperienza molto amara, essendo stato vittima di un'aggressione per la seconda volta in un anno».
Iran e Usa hanno tenuto tre round di colloqui sul nucleare. L'inviato speciale Usa Witkoff ha rivelato che «L'Iran si è offerto di fornire combustibile nucleare per dieci anni, a condizione che venga cessato l'arricchimento dell'uranio». Ma il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha ribadito che «Teheran non stava arricchendo l'uranio al momento dell'attacco e l'affermazione secondo cui il Paese sarebbe vicino alla creazione di armi nucleari è falsa».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia