No a interventi affrettati sull’Ets e no a misure temporanee: decreto Bollette, pollice verso da Italia solare e Anie

Mar 5, 2026 - 12:30
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No a interventi affrettati sull’Ets e no a misure temporanee: decreto Bollette, pollice verso da Italia solare e Anie

No a interventi affrettati e non condivisi sull’Ets e no a misure temporanee quando invece servono regole certe per non bloccare la transizione energetica. Ora che sono in corso le audizioni in Parlamento sul cosiddetto decreto bollette, le associazioni che riuniscono e rappresentano le aziende che operano nel settore delle rinnovabili mostrano pollice verso. Riguardo il sistema europeo di scambio delle quote di emissione e la posizione espressa dal governo, Italia Solare ha sottolineato in una memoria che la soluzione proposta da Palazzo Chigi è «inadeguata nel metodo e nel merito». Ha spiegato l’associazione impegnata nel fotovoltaico: «La riforma, subordinata all’autorizzazione preventiva della Commissione europea, rischia di generare un prolungato periodo di incertezza, con possibili effetti negativi sugli investimenti, sui Ppa già sottoscritti e sui progetti in corso, inclusi quelli basati su ricavi di mercato e quelli relativi ai sistemi di accumulo».

Secondo l’associazione, il problema dell’Ets va affrontato in un confronto strutturato con la Commissione europea e le associazioni, senza destabilizzare il quadro di riferimento per gli investitori. «L’attuale formulazione dell’intervento sugli Ets (Art. 6 del dl Bollette) è pertanto incerta nei tempi e nell’applicabilità e avrebbe come unica conseguenza solamente di destabilizzare il mercato e gli investimenti in rinnovabili, unica vera soluzione strutturale e di lungo periodo al caro bollette. Deve perciò essere eliminata fino alla definizione di un nuovo quadro regolatorio europeo».

Più in generale, nella memoria inviata al Parlamento Italia solare ha sottolineato che la strada più semplice ed efficace per ridurre strutturalmente il costo dell’energia è accelerare lo sviluppo del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo. Con riferimento alle misure relative alla riduzione temporanea degli incentivi degli ultimi quattro Conti energia, l’associazione ha espresso apprezzamento per la natura volontaria dei meccanismi, finalizzati anche a favorire il rifacimento degli impianti e l’accesso a nuovi strumenti come FerX, FerZ e Ppa. Tuttavia, ha anche segnalato alcune criticità, poiché il prolungamento temporale dell’incentivo potrebbe risultare penalizzante se coincidente con periodi di bassa producibilità. L’opzione per la riduzione dell’incentivo e la cessazione anticipata dello stesso dovrebbero essere aperte sino al momento in cui risulta chiaro come saranno strutturati i meccanismi FerX. Italia solare ha inoltre espresso una netta contrarietà all’aumento dell’aliquota Irap per le imprese del comparto energetico, giudicando la misura un accanimento settoriale. Secondo l’associazione, eventuali interventi, opportunamente calibrati, dovrebbero essere fatti su più comparti, senza concentrarsi sempre e solo sul settore energetico.

Critico è anche il giudizio espresso da Anie rinnovabili, organizzazione che fa parte di Confindustria e che rappresenta le aziende che operano nei settori dell’elettrotecnica e dell’elettronica. «La credibilità del percorso di transizione energetica si misura sulla stabilità delle regole e sulla capacità di coniugare politica industriale e realismo economico – spiega il presidente Andrea Cristini – Senza chiarezza su revamping e senza tutela per i progetti già autorizzati, il rischio è frenare proprio quegli investimenti che il Paese dichiara di voler accelerare. Il decreto Bollette rappresenta un’occasione strategica. Per non trasformarla in un’opportunità mancata, sono necessarie scelte equilibrate, strutturali e immediatamente applicabili».

Tra le principali criticità del testo messo a punto dal governo, Anie richiama l’attenzione sul fatto che interventi di breve termine o, peggio, norme retroattive come nuove tassazioni sui settori produttivi creano incertezza: in un settore che richiede investimenti miliardari e pianificazione decennale, la mancanza di certezza delle regole scoraggia gli investitori e rende il Paese meno competitivo. Un discorso che vale in generale e ancor più in particolare per le rinnovabili. «Le fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo rappresentano oggi le tecnologie più competitive e mature – scrive l’associazione di Confindustria – Gli esiti delle aste Gse per le rinnovabili e delle aste Macse e Capacity Market di Terna per gli accumuli stand-alone confermano questa evidenza. Nel breve e medio termine, lo sviluppo di un mix energetico in cui le rinnovabili sostituiscano progressivamente il gas costituisce la strada più efficace per conseguire una riduzione strutturale dei prezzi dell’energia». Perché ciò avvenga, sottolinea però Anie, il settore elettrico necessita di un quadro normativo chiaro e stabile nel tempo. «Interventi frequenti sui meccanismi di supporto, sulle procedure autorizzative e sulla redditività degli investimenti non favoriscono la creazione di un contesto certo, indispensabile per garantire sicurezza e indipendenza energetica».

L’associazione richiama l’attenzione anche su quanto avvenuto dopo i bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran. «Gli avvenimenti degli ultimi giorni hanno determinato un’oscillazione dei prezzi, cresciuti del 15%, testando ancora una volta quanto siamo sensibili alle dinamiche internazionali. Le rinnovabili rappresentano uno strumento concreto per ridurre la dipendenza dagli oligopoli delle materie prime non rinnovabili». In questo contesto, Anie auspica una rimodulazione del contingente di 10 GW previsto dal decreto per il potenziamento degli impianti fotovoltaici in Conto energia con premio fisso, «affinché possa diventare una leva effettiva di politica industriale ed energetica».

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