Cardinale: "Milan mio o di Elliott? E' la cosa più ridicola del mondo. Tutti danno per scontato che io sia il nuovo Berlusconi. San Siro sia un prodotto italiano, vorrei costruire un piano per rilanciare la Serie A"

Mar 20, 2026 - 18:30
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Cardinale: "Milan mio o di Elliott? E' la cosa più ridicola del mondo. Tutti danno per scontato che io sia il nuovo Berlusconi. San Siro sia un prodotto italiano, vorrei costruire un piano per rilanciare la Serie A"

Arrivano alcune importanti dichiarazioni da parte del patron di RedBird e proprietario del Milan.

Gerry Cardinale si racconta in una lunga intervista rilasciata - a Milanello, alla vigilia del Derby contro l'Inter - al Financial Times.

Il patron di RedBird e proprietario del Milan ha parlato del futuro dell'impianto di San Siro, del suo rapporto con i tifosi rossoneri e della sua visione sul destino del club di Via Aldo Rossi e del calcio italiano in generale.

Inoltre, Cardinale ha chiarito e commentato anche tutte le difficoltà vissute dal suo arrivo in Italia, specificando però tutte le ambizioni societarie per il futuro del Milan.

LE DIFFICOLTA' IN ITALIA E IL PASSAGGIO DI PROPRIETA' DA REDBIRD

In primis, Cardinale ha parlato delle difficoltà dal suo arrivo in Italia come proprietario del club e sui quesiti della reale proprietà della società rossonera: "Quello che ho dovuto affrontare negli ultimi tre anni in Italia è qualcosa che non avevo mai vissuto prima. Non riesco nemmeno ad arrivare alla prima base qui senza che mi venga chiesto: possiedo davvero la squadra oppure è di Elliott? È la cosa più ridicola del mondo".

FIDUCIA DA COSTRUIRE

Il numero uno di RedBird ha compreso come la fiducia vada costruita nel tempo: "È frustrante. Perché quello che vorrei è il beneficio del dubbio: che la gente creda che sono affidabile, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese e che sono un buon custode. Quello che ho imparato in tre anni è che devo dimostrarlo".

I PARAGONI

"Tutti mi guardano e danno per scontato che io sia il presidente, il nuovo Berlusconi. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono un uomo ricco e voglio fare il tifoso".

SAN SIRO

Un focus anche sulla costruzione del nuovo stadio che sorgerà al posto di San Siro: "Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo nel sonno. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali".

UN PIANO PER LA SERIE A

Infine, vorrebbe proporre un piano per rilanciare la Serie A: "Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia".

LE PAROLE A LEAO

Dopo il pranzo, il giornalista racconta dell’incontro fra Cardinale e la squadra. Il numero uno di RedBird va da Leao, lo guarda negli occhi e dice: “Dobbiamo vincere il derby a tutti i costi”.

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Redazione Redazione Eventi e News