Comunità energetiche e Pmi: verso una transizione sostenibile
Perché, nel mondo delle Pmi, si sente sempre più spesso parlare di comunità energetiche rinnovabili? Il motivo è strettamente legato alla transizione energetica che, soprattutto in questi ultimi anni, è diventata un’esigenza e un fattore determinante per la competitività delle imprese.
In questo contesto le Pmi, che si configurano come realtà essenziali nell’economia italiana e hanno spesso consumi energetici importanti, sono forse quelle che più risentono dell’aumento dei costi dell’energia.
Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano una risposta concreta a questa problematica, perché consentono di passare dal semplice consumo di energia alla produzione condivisa.
Che cosa sono le comunità energetiche rinnovabili
Una comunità energetica rinnovabile, chiamata anche Cer, è un soggetto collettivo che riunisce cittadini, imprese, enti pubblici e privati con l’obiettivo di produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili.
Nel caso delle Pmi, si tratta quindi di una sorta di associazione di piccole e medie imprese che punta a raggiungere un’elevata autosufficienza energetica, riducendo la dipendenza dal sistema elettrico nazionale e dalle fonti fossili e gli sprechi.
All’interno, ogni membro partecipa attivamente alle diverse fasi del ciclo energetico e promuove l’uso responsabile e sostenibile dell’energia.
La forma di produzione più diffusa è quella fotovoltaica e il funzionamento è semplice: installare impianti e mettere l’energia prodotta a disposizione di tutte le Pmi presenti, che possono consumarla direttamente o immetterla in rete ottenendo benefici economici.
La condivisione dell’energia avviene in modo virtuale, attraverso la rete elettrica già esistente e con pagamenti al proprio fornitore.
Quando, però, il consumo avviene in un momento in cui gli impianti della comunità stanno producendo, quella quota viene considerata condivisa tra i membri della Cer e beneficia di un incentivo economico dedicato.
I vantaggi per le Pmi di far parte di una Cer
Per le Pmi, entrare a far parte di una comunità energetica rinnovabile significa principalmente trasformare i costi energetici in un investimento nel futuro. Questa adesione comporta infatti vantaggi dal punto di vista economico, con una riduzione della spesa energetica e costi prevedibili nel tempo.
Un fondamentale passo in avanti per mantenersi competitive sul mercato e far quadrare meglio i conti. Inoltre, con questo sistema una Pmi può incrementare efficienza e indipendenza, diventando più resiliente rispetto alle oscillazioni del mercato energetico.
L’adesione a una Cer comporta anche benefici a livello di immagine e reputazione, in quanto indica che l’impresa integra obiettivi Esg nel proprio modello di business, elemento sempre più richiesto da clienti, investitori e normative europee.
Ci sono poi ulteriori benefici a livello fiscale: la normativa attuale prevede infatti contributi e incentivi per la produzione da rinnovabili condivisa. Infine, entrare in una comunità energetica rinnovabile consente di creare nuove relazioni tra aziende, enti locali e cittadini, stimolando l’innovazione sul territorio e lo sviluppo di nuove idee.
Si tratta di un modello positivo in due direzioni: da un lato, le Pmi possono accedere a energia pulita a costi più stabili e prevedibili, dall’altro le Cer trovano nelle imprese un motore di crescita che porta risorse, superfici disponibili per gli impianti e visione strategica.
Crediti immagine: Depositphotos
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