Cozumel, l’isola che respira tra pietre maya e abissi di cristallo
A una ventina di chilometri dalla costa orientale della penisola dello Yucatán, nel bel mezzo delle mille sfumature del Mar dei Caraibi, “fluttua” Cozumel, la più grande isola del Caribe messicano e anche la più abitata del Paese. Essa, tra le altre cose, è una delle terre più orientali del Messico, un avamposto privilegiato che riceve tra i primi il bacio del sole ogni mattina.
Oltre alle sue meraviglie naturali, a renderla speciale è il fatto che i Maya la abitarono fin dal 300 d.C., considerandola dimora sacra della dea Ixchel, protettrice della fertilità, della medicina e della tessitura. Nel corso dei secoli, sfortunatamente, epidemie e violenze decimarono la popolazione indigena. Cozumel rimase perciò quasi deserta per anni e anni, ma nel Novecento l’oceanografo Jacques Cousteau scelse di raccontare al mondo la sua spettacolare barriera corallina: da allora, subacquei e biologi marini la considerano una tappa imprescindibile.
Più di metà del territorio rientra in aree protette e l’isola che possiamo calpestare oggi non è più quella di alcuni anni fa. Il motivo non è da ricondurre a lavori fatti senza logica dall’essere umano, ma all’uragano Wilma che nel 2005 colpì duramente la sua costa orientale finendo per ridisegnarne alcuni tratti (e creando notevoli problemi alla popolazione).
Nonostante questo, oggi Cozumel pulsa di vita con negozi duty-free, ristoranti affacciati sul mare e un’atmosfera rilassata che contrasta con il trambusto di Cancún.
Cosa fare e vedere a Cozumel
Cozumel, che in lingua Maya può essere tradotta come “isola delle rondini”, è un’isola piccolina: 48 chilometri di lunghezza e 16 di larghezza. Ma non è un problema e, anzi, sorprende notevolmente che in questa ridotta dimensione siano possibili numerose esperienze e di diverso carattere. In poco spazio, infatti, si passa da un sito archeologico immerso nella giungla a un parco marino frequentato da biologi e appassionati di snorkeling.
Zona archeologica di San Gervasio
Tra alberi bassi e sentieri di terra bianca sorge il complesso preispanico più studiato del territorio, quello di San Gervasio. Sei gruppi architettonici collegati da sacbés, le antiche strade rialzate in calcare, compongono un centro cerimoniale attivo tra il periodo classico e postclassico maya.
Qui si venerava Ixchel, e la presenza di altari e piattaforme suggerisce rituali legati alla fertilità. Le strutture appaiono sobrie rispetto ai grandi siti dello Yucatán continentale, ma la loro collocazione nel cuore della foresta restituisce un senso di continuità con il paesaggio originario.
Parque Nacional Chankanaab
Il nome significa “piccolo mare” in lingua locale. Una laguna interna collegata al mare tramite grotte sotterranee costituisce il fulcro del parco, in cui convivono giardini botanici con oltre 350 specie tropicali, sculture sommerse e un’area archeologica ricostruita.
Le acque attorno rientrano nel Parco Marino Arrecifes de Cozumel, istituito per tutelare coralli e fauna. Tartarughe, razze e pesci pappagallo popolano un ambiente dalla visibilità eccezionale.
Punta Molas
Se cercate un po’ di isolamento, dovete dirigervi verso l’estremo nord e più precisamente a Punta Molas, luogo che rimane poco frequentato. Si viene accolti da un faro bianco e rosso che domina mangrovie e lagune, mentre una piccola rovina maya si nasconde tra la vegetazione.
L’essere poco battuto ha fatto sì che tratti di barriera siano ancora quasi intatti.
KaoKao Chocolate Factory
Nel centro di San Miguel de Cozumel, capoluogo dell’isola, c’è una piccola fabbrica che ripercorre il processo dal cacao alla tavoletta. Si degustano varianti aromatizzate e una bevanda ispirata a quella consumata dai Maya, originariamente amara e speziata.
Esplorazione su strada
Affittando una jeep si può percorrere l’anello stradale e fermarsi in punti panoramici lungo la costa orientale. Il traffico si concentra attorno al porto crocieristico; fuori da quell’area la sensazione cambia radicalmente.
El Cedral
Infine El Cedral, piccolo villaggio che vanta il titolo di insediamento più antico di quest’isoletta del Messico. Oltre a una minuscola rovina Maya integrata nel tessuto urbano, il paesino ospita una chiesa modesta che diventa il centro del mondo durante la festa della Santa Croce a maggio.
L’architettura qui è semplice, funzionale, fatta di tetti in lamiera e mura spesse per proteggersi dal calore.
Le spiagge più belle di Cozumel
Ad essere estremamente affascinanti sono anche le coste di Cozumel: sfoggiano una dicotomia particolare. Il lato occidentale, rivolto verso il continente, gode di acque calme e fondali sabbiosi bassi. Quello orientale, soprannominato “l’altro lato”, si affaccia sull’oceano aperto ed è caratterizzato da formazioni rocciose appuntite, venti costanti e una bellezza selvaggia.

Tra le spiagge più belle segnaliamo:
- Playa Palancar: situata a sud di San Miguel, combina sabbia chiara e accesso diretto a una delle sezioni più celebri della barriera. Fondali ricchi di coralli duri e molli attirano subacquei da tutto il mondo;
- Playa El Cielo: è raggiungibile solo in barca e deve il peculiare nome alla presenza di stelle marine visibili sul fondale sabbioso (no, non vanno assolutamente toccate). L’acqua assume tonalità che mutano dall’acquamarina al turchese intenso;
- Playa San Martín: ambiente più selvaggio, con onde vigorose e pochi servizi che però garantiscono un’atmosfera appartata;
- Playa Chen Río: prende il nome da un piccolo corso d’acqua che attraversa la vegetazione retrostante. Piscine naturali tra le rocce consentono bagni più riparati;
- Isla Pasión: da poco dichiarata “la spiaggia più bella del mondo per il 2026“, è separata da una laguna ed era storicamente meta di coppie Maya in cerca della benedizione di Ixchel. Mangrovie e sabbia fine definiscono un contesto realmente romantico.
Come arrivare e quando andare
Raggiungere Cozumel richiede una scelta tra cielo e mare: l’aeroporto internazionale accoglie voli diretti dalle principali città americane, ma l’esperienza più amata resta il traghetto veloce che parte da Playa del Carmen. La traversata dura circa 45 minuti e permette di percepire il distacco fisico dalla terraferma.
Il periodo più stabile dal punto di vista climatico coincide con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quindi tra febbraio e aprile, anche se va detto che temperature elevate si registrano per gran parte dell’anno. L’estate porta con sé un calore intenso e la possibilità di piogge improvvise quanto spettacolari, ma coincide pure con il passaggio degli squali balena nelle acque circostanti.
Settembre e ottobre rimangono invece mesi incerti a causa della stagione degli uragani, tuttavia regalano un’isola deserta e a prezzi accessibili per chi cerca la solitudine assoluta.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




