Ecco come cambierà l'accertamento della disabilità con la riforma del 2026
lentepubblica.it
La riforma del sistema di accertamento della disabilità segna il passaggio da un modello medico-legale a un sistema centrato sulle reali necessità dell’individuo. Per decenni, i cittadini hanno dovuto fare i conti con una burocrazia frammentata, divisa tra le commissioni delle ASL e le verifiche dell’INPS.
Il percorso di superamento di questo schema è iniziato formalmente con il d.lgs. 3 maggio 2024, n. 62, che ha affidato all’INPS il ruolo di unico ente responsabile della valutazione. Dopo una prima fase di test avviata all’inizio del 2025, il processo compie oggi un passo in avanti decisivo con l’estensione della sperimentazione a un numero ampio di territori, preparando il terreno per l’applicazione generalizzata prevista per il 1° gennaio 2027.
Come cambierà l’accertamento della disabilità con la riforma del 2026?
Il “save the date” per migliaia di famiglie e professionisti sanitari è fissato per il 1° marzo 2026, data in cui la nuova procedura di accertamento della condizione di disabilità diverrà operativa in altre 40 province italiane.
Questa terza fase coinvolge aree geografiche cruciali come Milano, Roma, Torino, Venezia e Catania, coprendo quasi l’intera penisola e interessando realtà come Bergamo, Como, Mantova, Pavia, Sondrio, Asti, Cuneo, La Spezia, Savona, Pordenone, Udine, Treviso, Verona e la Provincia autonoma di Bolzano nel Nord. Tuttavia, è importante specificare che per il territorio di Bolzano non è previsto l’intervento dell’Istituto nella gestione del procedimento di accertamento della disabilità.
Al Centro la sperimentazione si attiva ad Arezzo, Massa Carrara, Ancona, Ascoli Piceno e Terni, mentre il Sud e le isole partecipano con Chieti, Potenza, Caserta, Campobasso, Brindisi, Cagliari, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caltanissetta e Messina. In questi territori, l’INPS non si limiterà più a verificare un verbale redatto da terzi, ma assume la titolarità della valutazione attraverso le nuove Unità di Valutazione di Base, note come UVB.
Superamento di alcuni adempimenti burocratici
L’innovazione più rilevante risiede nel superamento del doppio adempimento burocratico grazie al nuovo certificato medico introduttivo. A differenza del passato, dove l’invio del certificato da parte del medico doveva essere seguito da una domanda amministrativa presentata dal cittadino o da un patronato, dal 1° marzo, secondo il Messaggio 637, l’invio telematico del certificato costituisce già di per sé l’avvio del procedimento. Si tratta di una semplificazione rilevante che elimina passaggi inutili, ma che richiede massima attenzione alle scadenze imminenti. Tutti i certificati redatti con il vecchio sistema entro il 28 febbraio 2026 devono essere necessariamente completati con la domanda amministrativa entro la mezzanotte, altrimenti perderanno ogni efficacia e costringeranno il richiedente a ripetere l’intera procedura secondo le nuove regole.
Composizione delle commissioni
Parallelamente, la composizione delle commissioni subisce una revisione tecnica per garantire una visione interdisciplinare della condizione del cittadino. Le nuove Unità di Valutazione di Base sono presiedute da medici esperti in medicina legale o del lavoro e comprendono professionisti dei settori psicologico e sociale, oltre a specialisti specifici per la valutazione dei minori, come pediatri e neuropsichiatri infantili. Per quanto riguarda l’operatività, la valutazione di base è considerata valida con la partecipazione di almeno tre componenti. In caso di parità nelle votazioni, il voto del presidente della Commissione vale doppio. Il messaggio specifica, inoltre, che la presidenza spetta a un medico INPS specializzato in medicina legale o del lavoro; tuttavia, qualora tale figura non fosse disponibile, l’incarico può essere affidato a un medico che abbia maturato almeno un anno di esperienza in organi di accertamento assistenziale o previdenziale.
Questa struttura è progettata per applicare strumenti di valutazione standardizzati a livello internazionale, tra cui il questionario WHODAS, che analizza non solo la patologia clinica, ma il reale impatto delle limitazioni nella vita quotidiana. Per supportare questa transizione, l’INPS ha attivato una profilazione rigorosa per i medici certificatori, subordinando l’accesso ai nuovi servizi telematici al completamento di dossier formativi specifici gestiti dalla FNOMCEO.
I chiarimenti dell’Istituto Nazionale di Previdenz Sociale
Il Messaggio n. 639 fornisce istruzioni tecniche precise per i medici che accedono al servizio per la prima volta. Questi devono richiedere l’abilitazione compilando il modulo “AP110” (scaricabile dal sito INPS) e trasmettendolo tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) alla Struttura INPS territorialmente competente. Inoltre, al primo accesso alla procedura, i medici devono obbligatoriamente rendere una dichiarazione di responsabilità nella sezione “Profilo medico”, confermando di aver realizzato (o di avere in corso) il dossier formativo di gruppo della FNOMCeO e di essere in possesso di firma digitale
Sempre nel Messaggio n. 639, l’Istituto informa della disponibilità di strumenti di supporto specifici per i medici certificatori. Sul portale istituzionale sono pubblicati diversi tutorial che guidano l’utente nella compilazione del certificato medico introduttivo e integrativo, nella corretta allegazione della documentazione sanitaria, nell’apposizione della firma digitale e nella somministrazione del questionario WHODAS.
Un ultimo aspetto fondamentale riguarda il cd. progetto di vita individuale e personalizzato, che rappresenta l’obiettivo finale della riforma. Non si tratta più soltanto di ottenere un riconoscimento economico, ma di definire un piano di sostegni che segua la persona nei suoi desideri e nelle sue necessità di inclusione. L’istanza per attivare questo progetto può ora essere trasmessa direttamente tramite i canali digitali dell’INPS, che provvederà a inoltrarla agli ambiti territoriali sociali competenti.
Il Messaggio n. 635 chiarisce tuttavia che, nonostante la nuova procedura telematica tramite i canali INPS, resta pienamente valida la facoltà per la persona con disabilità di presentare l’istanza per la predisposizione del progetto di vita in forma libera e in qualsiasi momento. Tale richiesta può essere inoltrata direttamente presso l’Ambito Territoriale Sociale (ATS) di riferimento del proprio Comune di residenza o presso altri enti individuati dalla legge regionale.
The post Ecco come cambierà l'accertamento della disabilità con la riforma del 2026 appeared first on lentepubblica.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




