Cultura, a Roma Il sarcofago di Giona tra Villa Medici e il Vaticano

Mar 5, 2026 - 19:00
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Cultura, a Roma Il sarcofago di Giona tra Villa Medici e il Vaticano

Roma, 5 mar. (askanews) – L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici organizza mercoledì 11 marzo 2026 nel Grand Salon di Villa Medici, una conferenza dedicata al Sarcofago di Giona, straordinaria testimonianza dell’arte paleocristiana oggi conservata nei Musei Vaticani, in occasione dell’ingresso del suo calco nelle collezioni dell’Accademia.

L’incontro, spiega una nota, nasce dalla collaborazione tra Villa Medici e i Musei Vaticani e intende ripercorrere la storia di questo importante manufatto, nonché il processo che ha portato alla realizzazione della sua copia contemporanea. Il sarcofago, noto per il ricco apparato iconografico ispirato alla vicenda biblica del profeta Giona, rappresenta uno dei più significativi esempi della scultura funeraria cristiana dei primi secoli e testimonia il passaggio dalla tradizione figurativa romana ai nuovi linguaggi simbolici del cristianesimo nascente.

Il Sarcofago di Giona, datato generalmente alla prima metà del III secolo d.C., fu rinvenuto durante i lavori per la costruzione della nuova Basilica di San Pietro in Vaticano. Nel 1584 venne acquistato dal Cardinale Ferdinando de’ Medici, grande collezionista e futuro Granduca di Toscana, che lo collocò nei giardini di Villa Medici, contribuendo alla formazione di una delle più prestigiose raccolte di antichità della Roma rinascimentale. L’opera rimase a Villa Medici fino al XVIII secolo, prima di entrare nelle collezioni pontificie, dove oggi è conservata presso i Musei Vaticani.

Il sarcofago è celebre per il suo ciclo figurativo dedicato alla storia di Giona, uno dei temi più diffusi nell’arte paleocristiana. Le scene scolpite – tra cui Giona inghiottito dal grande pesce, il suo ritorno alla vita e il riposo sotto la pianta di ricino – erano interpretate dalle prime comunità cristiane come simbolo della resurrezione e della salvezza, stabilendo un forte parallelismo con la vicenda di Cristo. Dal punto di vista artistico, il manufatto testimonia la straordinaria capacità degli scultori tardo-antichi di fondere modelli dell’arte classica con nuovi contenuti simbolici e teologici.

In occasione della mostra Luoghi Sacri condivisi, che ha riportato temporaneamente l’opera a Villa Medici, i Laboratori di restauro dei Musei Vaticani hanno realizzato un calco del sarcofago, destinato a entrare stabilmente nelle collezioni dell’Accademia di Francia a Roma. L’acquisizione si inserisce nella lunga tradizione della copia artistica praticata a Villa Medici, che tra Seicento e Novecento ha dato vita a una delle più importanti collezioni di gessi della capitale. Questa tradizione, fondamentale nella formazione degli artisti e nello studio dell’antico, trova oggi una nuova attualità attraverso la realizzazione di calchi contemporanei eseguiti secondo tecniche storiche.

Il nuovo calco contribuirà a valorizzare ulteriormente la Gipsoteca di Villa Medici, inaugurata nel 2009 e oggi parte integrante del percorso di visita dell’Accademia. L’ingresso della copia del Sarcofago di Giona rappresenta non solo un arricchimento delle collezioni, ma anche un gesto simbolico che ricostruisce il legame storico tra l’opera e il luogo che per secoli l’ha custodita.

La conferenza offrirà al pubblico l’occasione di approfondire sia il contesto storico e artistico del sarcofago sia le tecniche e le finalità della sua riproduzione. Attraverso gli interventi degli studiosi e dei responsabili coinvolti nel progetto, verranno illustrati il significato iconografico dell’opera, il suo percorso collezionistico tra Roma e Firenze, e il ruolo che le copie in gesso continuano a svolgere nella ricerca, nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio artistico.

Interverranno Andrea Felice, Alessandro Gallicchio, Valentina Lini, Umberto Utro e Alessandro Vella, studiosi ed esperti impegnati nello studio e nella valorizzazione delle collezioni archeologiche e museali. I loro contributi permetteranno di ripercorrere la storia del sarcofago e di raccontare il lavoro svolto per la realizzazione del calco destinato a Villa Medici.

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